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I libri erotici devono eccitare. «Altrimenti – su questo A.S. Twinblack non ha dubbi – fareste meglio a richiuderli e buttarli via». Il consiglio arriva da un’autrice che già pubblicato nove romanzi a tinte intensamente calde (Il desiderio di Emma, Gioco carnale, La maschera: il lato oscuro di Clara, Un cuore nuovo, Il fuoco dentro: quando l’attrazione è indomabile Vol. 1, Due: Ombre d’animo e Piacere, My bull  boy, Fenomeni: il lamento delle tenebre, Volevo essere Mr. Grey). A.S. Twinblack è lo pseudonimo di Antonella Scarfagna, psicologa romana, che in soli tre anni, travolta dalla passione per la scrittura, ha composto tutte le sue opere. Un ritmo intenso, per un significativo successo. Da quando ha iniziato a disegnare pagine con le parole dell’erotismo, la sua vita ha avuto una svolta decisa: «Ora sono felice davvero. La scrittura mi ha regalato consapevolezza, libertà, il piacere profondo di raccontare, un obiettivo, una meta».

Antonella Scarfagna (A.S. Twinblack)

Prima di avventurarti nella scrittura sei stata a tempo pieno una psicologa. Quando e perché è scattata l’esigenza di raccontare, o è stato il lavoro ad aver avuto un peso su questa scelta?

«Sono stata psicologa e psicoterapeuta dal 1991 al 2015. Dopo tutti quegli anni ho sentito la necessità di staccare, anche solo per un periodo. Stava diventando tutto troppo faticoso per me. Mi sono ritrovata ad avere molto tempo libero. Il tempo necessario per riaccendere quella che è stata da sempre una mia passione: la scrittura».

Ai miei lettori offro eccitazione

Perché hai scelto di narrare storie e personaggi con la chiave dell’erotismo?

«Prima di essere una scrittrice sono naturalmente una lettrice vorace. Lo sono sempre stata.  Soprattutto i romanzi erotici, i thriller e gli horror. Ho iniziato con l’erotico, ma ho pubblicato anche un racconto thriller e a giorni uscirà il mio primo romanzo horror. Ho iniziato dall’erotismo, perché era quella l’angolazione della storia che mi ha sempre interessato. E che in fondo racconta l’intimità più vera del nostro esistere. E poi, per dirla semplice: l’erotismo è il sale della vita».

Così come un racconto horror, se ben fatto, non può che spaventare, ritieni che un libro erotico, con una storia convincente e dinamiche credibili, debba necessariamente eccitare?

«Ti rispondo da lettrice. Se un romanzo erotico non mi eccita, non termino neppure di leggerlo. Questo voglio da un erotico: eccitazione. E questo offro ai miei lettori. Almeno ci provo, non so se riesco».

C’è chi ha detto: troppe scene erotiche

Dai commenti e dalle vendite dei tuoi libri potresti avere una prima risposta…

«Sì, vero: l’ho avuta. Ma solo dai più coraggiosi. Sono poche le persone che ammettono di leggere erotici e ancora meno quelle che hanno voglia di raccontare che si sono eccitati. Alcune lettrici invece mi hanno recensito negativamente, affermano che nei miei libri ci siano troppe scene erotiche. In genere replico così: alla fine di ogni mia sinossi c’è scritto che il contenuto del libro è adatto a un pubblico adulto, quindi non compratelo se non volete leggere storie di sesso».

L’erotismo, oltre a raccontare dinamiche profonde e intime dei rapporti tra persone, ritieni possa essere anche uno strumento di denuncia sociale?

«Sì certo. L’ho fatto in maniera più esplicita in un mio romanzo, La Maschera (del quale stiamo tentando di realizzare un film, sono già in contatto con un produttore interessato al progetto). Nel libro si mette ferocemente in luce un’ovvia constatazione: la “castrazione” sessuale di tante donne nasce da una cultura e una educazione decisamente maschiliste. Le donne di quel romanzo sono costrette a nascondere, anche agli stessi compagni, desideri profondi e fantasie erotiche. Per vergogna, per il timore di essere giudicate. Per educazione, appunto».

Le donne che descrivi nei tuoi romanzi hanno delle caratteristiche comuni?

«Sono tutte donne forti, consapevoli di se stesse, che osano uscire dal gregge, fregandosene del giudizio altrui. Sono donne determinate, che non hanno timori nel prendersi il piacere».

E gli uomini?

«Gli uomini nei romanzi sono il mezzo che le donne utilizzano per raggiungere questa consapevolezza di sé e dei propri desideri. Sono una sorta di Caronte della situazione, dei traghettatori dalla zona d’ombra dell’anima alla luce del piacere».

I miei romanzi letti soprattutto da donne

Tra i tuoi lettori c’è una percentuale significativa di donne?

«La maggior parte sono donne, il che non sorprende di certo: le donne leggono di più degli uomini».

Tra gli e book indipendenti c’è molta letteratura erotica. C’è qualche autore che ti piace in modo particolare?

«Non ci crederai, quando leggo un libro non memorizzo il titolo o il nome dell’autore, e questo mi accade sia con i self sia con i pubblicati. Ne ho letti tantissimi e molti li ho apprezzati, ma un nome ora proprio non saprei farlo.

Hai fatto tradurre i tuoi racconti in inglese o pensi di farlo?

«Mi piacerebbe e ci sto pensando, intanto ho fatto tradurre e pubblicare due mesi fa Gioco Carnale in spagnolo».

Il mercato in lingua spagnola come risponde?

«Non molto. Per far conoscere un romanzo è chiaro che serva un’adeguata pubblicità. E’ libro un self e quindi devo pensarci da sola. Ma sono stata occupata con il mio horror e non ho voluto distrarmi. Tra qualche settimana riprenderò in mano la “questione spagnola” penserò anche al marketing».

Come promuovi le tue opere. Solo sui social o anche incontri pubblici?

«Tutto: social,  interviste e incontri con i lettori. Ad aprile sarò al festival del libro di Modena, ad esempio, insieme ad altre quattro autrici self. Avremo uno stand tutto nostro, oltre a una sala per la presentazione».

Cosa dicono i familiari e gli amici di questa tua attività editoriale?

«Sono tutti entusiasti perché vedono quanto io sia felice. Scrivere è bello».

Leggerò i miei libri su Youtube

Hai mai pensato di proporre le tue opere in audio book?

«Sì, è un altro progetto imminente. Voglio aprire un canale youtube dove leggerò i miei e book. Da vedere e ascoltare, in maniera gratuita».

Nel cinema porno sta crescendo il numero di donne che dirigono film. E ha ormai preso consistenza il movimento del porno al femminile (un po’ come nella letteratura erotica), che sta scardinando molti cliché del porno tradizionale, cosa ne pensi? Ritieni che anche in questo caso ci sia una positiva presa di posizione delle donne?

«Sì, evviva! Le donne non devono più vergognarsi di manifestare il proprio interesse per il sesso. Molte guardano i porno, ma quasi sempre sono girati da uomini per uomini. Ben venga un cambio radicale. Che liberi ulteriormente le donne dai sensi di colpa e dalla vergogna, così spesso associati al piacere, al desiderio. Il sesso è la chiave del rapporto uomo donna. Ma se il sesso non è soddisfacente per uno dei partner, è anche il muro invalicabile che divide la coppia».

Cosa pensi del poliamore, la possibilità di amare più partner?

«Per me va bene, chiaro. Ognuno deve sentirsi libero di fare quello che vuole e con chi vuole. Ed è inutile aggiungerlo: nel rispetto di sé e degli altri».

Hai pubblicato nove libri, che emozione hai provato quando hai proposto la tua prima opera?

«Pensavo che nessuno lo avrebbe comprato e letto. In fondo sono una sconosciuta. Invece non è stato così, e mi ha riempito di gioia».

Il mio primo romanzo horror

Nel tuo romanzo horror di prossima uscita ci sarà anche dell’erotismo?

«Un po’, certo. Senza non sarebbe così divertente scrivere».

Puoi accennare la trama o dove è ambientato?

«Quattro ragazzi, una sera d’estate, una fattoria, dove incontreranno il male e la perversione».

Puoi dirci qualcosa di più sul progetto di film per “La Maschera”?

«Qualche mese fa ho proposto il romanzo a un produttore. Gli è piaciuto e mi ha chiesto di scrivere la sceneggiatura. Una sfida con me stessa, che ho accettato. E’ andata bene. E’ stato contattato il regista, il cast è ormai al completo: siamo in attesa che l’attrice protagonista legga la sceneggiatura».

Infine, perché Twinblack?

«Perché – ride -, Antonella Scarfagna lo trovo poco erotico. Twinblack perché è la mia zona d’ombra che partorisce le trame, la mia gemella nera. In inglese sarebbe stato corretto scrivere blacktwin, ma non mi piace la musicalità. E’ più figo Twinblack».

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