Aaltonen, la meteora dell’Inter candidato al Nobel

Compie gli anni Mika Aaltonen, uno dei più grandi «bidoni» mai arrivati in Italia. Modesto centrocampista finlandese, impressionò il presidente dell'Inter Pellegrini a tal punto da farsi acquistare dai nerazzurri. Finì presto nel dimenticatoio, ma a Bologna iniziò a coltivare la sua grande passione: lo studio. Nel 2007 è stato candidato al Nobel per l'economia.

Aaltonen, la meteora dell'Inter candidato al Nobel
Aaltonen proposto per il Nobel all'economia è stato un giocatore dell'inter. Forse il più grande flop di mercato dei nerazzurri.
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Al presidente dell’Inter, Ernesto Pellegrini bastò un gol, un solo gol, segnato alla sua squadra, in una gara di Coppa Uefa, per innamorarsi di un semi-sconosciuto centrocampista del Turun Palloseura, Mika Aaltonen, una modesta squadra finlandese riuscita nell’impresa di battere i nerazzurri a San Siro.

Nel marzo del 1988, Aaltonen divenne un calciatore dell’Inter, ma fu immediatamente bocciato dal tecnico Giovanni Trapattoni e mandato a giocare in Svizzera, nel Bellinzona.

Fu questo uno dei più grandi flop di mercato di tutti i tempi e possiamo considerare, a maggior ragione, il povero Aaltonen come uno dei bidoni più clamorosi arrivati in Italia dalla riapertura delle frontiere.

Il flop in Italia

Nato a Turku, in Finlandia, il 16 novembre del 1965, dopo cinque stagioni con il Turun Palloseura, condite da 12 reti in 85 presenze, grazie a un siluro scagliato alle spalle di Walter Zenga, Aaltonen prese il primo volo per Milano, ma non riuscì mai a giocare una partita con l’Inter, anche perché a quei tempi ogni squadra italiana poteva avere in rosa al massimo due stranieri e quelli nerazzurri si chiamavano Passarella e Scifo.

Dopo l’esperienza al Bellinzona, non essendosi liberato uno slot per gli stranieri (anche perché alla Pinetina arrivarono Brehme, Diaz e soprattutto Lothar Matthaus), l’Inter lo cedette in prestito al Bologna, dove confermò di non essere adatto al calcio italiano nelle sole tre apparizioni in maglia rossoblù terminate con altrettante sconfitte. L’unica gioia arrivò in Mitropa Cup, quando realizzò una delle cinque reti del Bologna agli ungheresi del Ferencvaros.

Mika Aaltonen al Bologna
Mika Aaltonen con la maglia del Bologna.

L’università

Più che concentrarsi in campo, Aaltonen frequentò molto più assiduamente l’università di Bologna, precisamente la facoltà di filosofia esistenziale. Studi che gli torneranno utili a fine carriera, chiusa mestamente tra Germania (Herta Berlino II, promossa in Bundesliga), Finlandia (ancora il Turu), Israele (Hapoel Be’er Sheva) e Tampereen Pallo-Veikot in patria.

Nel 1994 diede l’addio al calcio a causa di un persistente dolore a un’anca e poté concentrarsi sulla professione accademica. Una delle sue ultime partite la disputò con la Nazionale finlandese, proprio contro l’Italia che l’aveva sedotto e abbandonato in pochi mesi.

Carriera universitaria

Appese le scarpette al chiodo, Aaltonen ha ottenuto un dottorato in economia, meritando la cattedra all’Università di Turku e al dipartimento di Scienze Tecnologiche di Helsinki. Non solo, è diventato direttore del Progetto Strax, che studia i macro-flussi economici, nonché socio della World Future Society e dello Speakers Forum e membro dell’American Council for the United Nation’s University Millenium Project di Washington. Nel 2007 il suo nome fu perfino proposto per il Premio Nobel in Economia. Tutto merito di quel gol all’Inter e degli studi effettuati a Bologna.

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