Privacy
×
The wam
×
icona-ricerca
Home / Bonus e Incentivi » Contributi per famiglie » Reddito di cittadinanza / Abrogazione Reddito di cittadinanza 2024: cosa significa

Abrogazione Reddito di cittadinanza 2024: cosa significa

Vediamo che vuol dire abrogazione del Reddito di cittadinanza nel 2024 e quali sono le conseguenze.

di Alda Moleti

Giugno 2023

Nell’articolo di oggi ci concentreremo sull’abrogazione del Reddito di cittadinanza nel 2024, spiegando prima di tutto cosa significa (scopri le ultime notizie e poi leggi su Telegram tutte le news sul Reddito di Cittadinanza. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Abrogazione del Reddito di cittadinanza nel 2024: che vuol dire?

È ormai nota tutti la notizia che il Reddito di cittadinanza è stato abrogato, quello che è spesso meno noto è cosa si intenda per “abrogazione”.

Abrogare” vuol dire semplicemente eliminare una norma di legge, nel nostro caso quella che prevede l’esistenza del Rdc.

Per concludere “abrogare il Reddito di cittadinanza nel 2024” è la stessa cosa che dire “cancellare il Reddito di cittadinanza nel 2024”.

Infatti, per effetto della legge di bilancio 2023 (articolo 1, comma 318) il Reddito di cittadinanza sarà cancellato e non esisterà più a partire dal 1° gennaio 2024. Tuttavia al suo posto ci saranno delle alternative, vediamo quali sono.

Abrogazione-del-Reddito-di-cittadinanza-nel-2024-Legge
L’articolo 1, comma 318 della legge di bilancio 2023, che cancella il Rdc.

Aggiungiti al gruppo Telegram sul Reddito di Cittadinanza ed entra nella community di TheWam e ricevi tutte le news su WhatsApp, Telegram e Facebook. Scopri le ultime offerte di lavoro sempre aggiornate nella tua zona.

Cosa succederà dopo l’Abrogazione del Reddito di cittadinanza nel 2024?

Il Decreto Lavoro (48/2023) è stato recentemente convertito in Legge e ha anche stabilito le disposizioni per il periodo successivo alla conclusione del Reddito di cittadinanza, nonché i dettagli normativi delle misure che lo sostituiranno.

Dopo la fine del Reddito di cittadinanza verranno introdotte due nuove misure, ciascuna destinata a gruppi specifici di beneficiari: l’Assegno di inclusione e il Supporto per la formazione e il lavoro.

Riassumiamo brevemente le caratteristiche di queste due misure nella tabella sottostante, per poi approfondirle nei paragrafi seguenti.

 Assegno di inclusioneSupporto per la formazione e il lavoro
Beneficiarii nuclei con all’interno almeno un componente minorenne, disabile, over 60 o presi in carico dai servizi sociali perché non attivabili al lavoroi nuclei composti da soli maggiorenni tra 18 e 59 anni e non affetti da disabilità
Requisito ISEE9.360 euro all’anno6.000 euro all’anno
Importocalcolato sul reddito e sulla composizione del nucleo familiare350 euro per richiedente
Data di attivazione1° gennaio 20241° settembre 2023
Durata18 mesi con possibilità di rinnovo per altri 12 mesimassimo 12 mesi

Come funziona l’Assegno di inclusione?

A partire dal 1° gennaio 2024, l’Assegno di inclusione prenderà il posto del Reddito di cittadinanza e sarà destinato esclusivamente ai nuclei familiari con almeno un membro minorenne, disabile o ultrasessantenne.

Nel corso della conversione in Legge del Decreto Lavoro sono state ampliate le categorie di beneficiari includendo anche i nuclei familiari con componenti in condizioni di grave disagio sociale. Tuttavia sono ammessi solo se la persona è inserita in programmi di cura e assistenza dei servizi socio-sanitari territoriali certificati dalla pubblica amministrazione.

L’Assegno di inclusione viene richiesto da una persona, ma viene assegnato all’intero nucleo familiare. Pertanto, ogni nucleo familiare potrà beneficiare di un solo Assegno di inclusione.

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=lRuRk2A2fC8&w=560&h=315]

I Requisiti per ottenere l’Assegno di inclusione

L’Assegno di inclusione può essere richiesto dai nuclei con almeno un componente “non occupabile”. Con “non occupabile” si intende un membro: minorenne, disabile, ultrasessante o in condizione di grave disagio bio-psico-sociale e inserito in programmi di cura e di
assistenza certificati dalla pubblica amministrazione.

Tuttavia, questo non basta, perché per avere l’Assegno di inclusione servono altri requisiti economici che sono i seguenti:

Scopri la pagina dedicata al Reddito di cittadinanza: pagamenti, diritti e bonus compatibili.

Come calcolare gli importi dell’Assegno di inclusione

L’Assegno di inclusione rappresenta un incremento al reddito familiare sotto forma di un sussidio mensile, il cui obiettivo è far salire il reddito annuale e portarlo a 6.000 euro.

Poiché l’Assegno di inclusione sostituisce anche la Pensione di cittadinanza, se il nucleo familiare è composto esclusivamente da componenti con almeno 67 anni, in condizioni di disabilità grave o non autosufficienza, l’assegno integra il reddito fino a raggiungere i 7.560 euro all’anno.

Tuttavia, l’importo massimo può essere percepito solo se il nucleo familiare ha un reddito pari a zero. Ad esempio, un single a reddito zero può ricevere un importo annuale di 6.000 euro (500 euro al mese) come Assegno di inclusione. Per i nuclei familiari a reddito zero con soli componenti over 67, disabili gravi o non autosufficienti, l’importo massimo è di 7.560 euro all’anno.

L’importo diminuisce se il nucleo familiare dispone di un qualche tipo di reddito e aumenta se vi sono altri membri oltre al primo. Trovate un prospetto completo delle cifre nel nostro articolo dedicato agli importi dell’Assegno di inclusione.

Come funziona il Supporto per la formazione e il lavoro

Il Supporto per la formazione e il lavoro sostituirà il Reddito di cittadinanza a partire dal 1° settembre 2023. Questa entrata in vigore anticipata è dovuta al fatto che i beneficiari sono gli stessi nuclei familiari che hanno diritto al Rdc solo per 7 mesi nel 2023.

Il Supporto per la formazione è infatti destinato a quei nuclei che non hanno diritto all’Assegno di inclusione, perché tutti i componenti sono “occupabili”. Ovvero sono tutti membri tra 18 e 59 anni e senza alcuna disabilità.

Questo supporto non viene assegnato all’intero nucleo familiare, ma solo al richiedente. Motivo per cui, più membri dello stesso nucleo familiare possono presentare domanda per ottenerlo.

I requisiti per avere il Supporto per la formazione e il lavoro

Per ottenere il Supporto per la formazione e il lavoro sono necessari determinati requisiti, che sono questi:

Quali sono gli importi del Supporto per la formazione e il lavoro

Il Supporto per la formazione e il lavoro prevede un importo di 350 euro al mese. Richiedendolo il beneficiario prende l’impegno a partecipare a progetti per il reinserimento nel mondo del lavoro.

Il beneficio viene corrisposto per la durata del percorso formativo e cessa terminate le attività di reinserimento lavorativo. In ogni caso il beneficiario può percepire il Supporto per la formazione e il lavoro per un massimo di 12 mesi, senza possibilità di rinnovo.

Per maggiori dettagli sulla misura potete consultare l’articolo di approfondimento sul Supporto per la formazione e il lavoro.

Faq sul Supporto per la formazione e il lavoro

Il Supporto per la formazione e il lavoro è compatibile con il Reddito di cittadinanza?

Il Decreto Lavoro convertito in Legge (art. 12, comma 2) chiarisce esplicitamene che “il Supporto per la formazione e il lavoro è incompatibile con il Reddito di cittadinanza e la Pensione di cittadinanza e con ogni altro strumento pubblico di integrazione o di sostegno al reddito per la disoccupazione”.

Il Supporto per la formazione e il lavoro è compatibile con la Naspi?

No! Chi riceve la Naspi o qualsiasi altra indennità di disoccupazione non ha diritto al Supporto per la formazione e il lavoro.

Posso avere il Supporto per la formazione e il lavoro se percepisco l’Assegno Unico?

Si! L’Assegno Unico non è uno strumento pubblico di integrazione o di sostegno al reddito per la disoccupazione, quindi NON è incompatibile con il Supporto per la formazione e il lavoro.

Posso avere il Supporto per la formazione e il lavoro se il mio nucleo familiare percepisce l’Assegno di inclusione?

No! Il Supporto per la formazione e il lavoro è pensato proprio per i nuclei familiari che non hanno diritto all’Assegno di inclusione. A questa regola c’è una sola eccezione e cioè se la persona che richiede il Supporto per la formazione fa parte di un nucleo che percepisce l’Assegno di inclusione, ma non è conteggiata nella scala di equivalenza.

Ecco gli articoli preferiti dagli utenti sul Reddito di cittadinanza:

Entra nel gruppo WhatsApp e Telegram

Canale Telegram

Gruppo WhatsApp