Asilo Solofra, maestro pestato in cella. “Rimuovete quei carabinieri”

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“Una persona innocente è stata incarcerata con un’accusa infamante: violenza sessuale. E picchiata da due detenuti in un penitenziario che non era attrezzato per ospitare indagati per quei reati, a fermarli è stato l’intervento degli agenti. Non credo ci siano stati falsi nell’indagine che hanno fatto finire quell’uomo in carcere, solo invenzioni investigative. Per questo chiederò al Pm che è persona seria e scrupolosa, con un esposto, di rimuovere i carabinieri di Solofra che si sono occupati finora dell’inchiesta”. Durissime in conferenza stampa le parole dell’avvocato Gaetano Aufiero, che con il collega Giuseppe Mastromarino difende il maestro di religione di Solofra, scarcerato ieri dal Tribunale del Riesame di Napoli. I giudici hanno ritenuto insussistenti gli indizi legati all’accusa violenza sessuale su uno dei bambini che frequentava l’asilo dove l’uomo insegnava, con altri tre insegnanti finiti nell’inchiesta della Procura di Avellino. Proprio la violenza sessuale rappresenta l’ipotesi di reato più pesante all’interno dell’indagine, finita su tutti i media nazionali. Con l’asilo della Valle dell’Irno trasformato in una “scuola degli orrori“, alla luce di quegli atti sessuali che – per i magistrati napoletani – non esisterebbero.

L’avvocato Aufiero, minacciato per aver scelto di difendere il docente solofrano, ha ripetuto come: “Dai video che ho visto non c’è traccia delle violenze sessuali contestate. Molti frame sono decontestualizzati dalla situazione in cui li hanno raccolti. Di oltre quattrocento ore di riprese, ci si è focalizzati solo su venti minuti circa o poco più. Questo dovrebbe far riflettere. Inoltre, molti audio non erano abbinati con le immagini corrette ma si riferivano a situazioni precedenti o successive”.

Accuse gravissime perché un uomo è stato privato della sua libertà personale. E – se la lettura data dai magistrati del Riesame sarà confermata – in modo ingiusto o non proporzionato ai fatti. Per l’avvocato – oltre agli errori investigativi – ci sono stati degli atteggiamenti inopportuni. Come la scelta di presentare solo ieri – proprio al Riesame – video che si riferiscono al 23 maggio e quindi solo pochi giorni prima che fossero richiesti gli arresti.

“Perché – ha chiesto retoricamente Aufiero – che senso ha una scelta simile ?”

L’avvocato ha duramente contestato la decisione di organizzare una conferenza stampa la mattina degli arresti, e di non spendere una parola ora che è arrivata la decisione del Riesame. Un duro attacco al lavoro svolto dall’Arma, che è sintetizzato da quella richiesta pesantissima: “Rimuovete la stazione di Solofra dalle indagini“.

Una aspetto rilevante della conferenza si è focalizzato anche sulle ripercussioni che gli errori giudiziari potrebbero avere sugli stessi genitori degli alunni.

“Immagino come mi sarei se mi avessero parlato di abusi sulle mie figlie. Su quello che avrei provato. Per poi scoprire che nulla di tutto questo è vero”. Ha spiegato l’avvocato Aufiero.

Asilo Solofra: il maestro torna a casa

Il maestro – al ritorno a casa a Solofra – è stato accolto da numerose persone della sua comunità che hanno sempre creduto nella sua innocenza. Toccante un’intervista del fratello del docente rilasciata a Telenostra.

“Ho sempre creduto nell’innocenza di mio fratello che è una persona per bene. Lui era molto provato per tutto quello che è successo. Ma i giudici gli hanno dato ragione. Non c’erano quelle cose brutte che dicevano. Grazie all’avvocato che ha rappresentato bene come stavano le cose”. L’uomo è scoppiato in lacrime.

Parole di solidarietà, al maestro, anche da parte della preside dell’istituto e del sindaco di Solofra, Michele Vignola.

L’inchiesta: “Maltrattamenti nella scuola di Solofra”

L’inchiesta è scattata dopo la denuncia di alcune mamme. I carabinieri di Solofra, guidati dal comandante Giuseppe Friscuolo, hanno piazzato delle telecamere nascoste. E proprio sui video raccolti, nella scuola dell’infanzia, si basa gran parte dell’indagine. Il gip, Fabrizio Ciccone, aveva disposto su richiesta del Pm, Luigi Iglio, tre arresti ai domiciliari (il maestro accusato di violenza sessuale e maltrattamenti su minori come le altre due docenti finite ai domiciliari) e una misura interdittiva dall’insegnamento per un’altra docente. Poi il maestro era finito in carcere perché sorpreso a parlare con la mamma di una delle vittime e un prete (ha violato le prescrizioni dei domiciliari).

Rispetto all’episodio l’avvocato ha detto: “Il maestro ha violato le prescrizioni, ma la sua scelta è umanamente comprensibile. Ha convocato una madre di cui era amico, e che non l’ha denunciato, per spiegarle che lui non ha mai toccato suo figlio. E che lo stavano “ammazzando” con quell’indagine”.

Ieri mattina il Pm ha presentato in aula altre prove. Nuovi video relativi al 23 maggio, quando i quattro maestri insegnavano ancora nell’asilo di Solofra. Ed è stata deposita anche la dichiarazione di un altro genitore.

“Ecco – ha detto l’avvocato – mi chiedo se ci siano altri verbali. Altri genitori ascoltati che forse potrebbero aver speso parole diverse nei confronti del maestro. E se ci sono, perché non depositarli?”

Intanto il maestro ieri sera è stato scarcerato, con quella considerazione dei magistrati pesante come un macigno: per non c’è stata alcuna violenza sessuale. Polemiche intorno alla pubblicazione su un sito – mentre la conferenza stampa era ancora in corso – delle immagini consegnate ieri dalla Procura al Riesame (e ritenute non influenti dai giudici sui reati sessuali contestati).

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