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Accensione del riscaldamento in ritardo: i luoghi “salvi”

Per far fronte al caro energia sul banco un decreto che riduce di un'ora e di un grado l’accensione del riscaldamento.

di Valerio Pisaniello

Ottobre 2022

Esclusi dalle nuove limitazioni di orario (un’ora in meno al giorno) e di temperatura (un grado in meno) gli edifici con i impianti alimentati da energie rinnovabili. Vediamo come funziona l’accensione del riscaldamento 2022. (scopri le ultime notizie su mutui e prestiti. Leggi su Telegram tutte le news sulla finanza personale. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

INDICE

Accensione del riscaldamento: il piano

Il piano di riduzione dei consumi di gas naturale previsto dal ministero della Transizione ecologica posticipa di 8 giorni la data di accensione dei termosifoni e anticipa di 7 giorni lo spegnimento, riduce di un grado la temperatura e di un’ora al giorno il riscaldamento: tre misure, secondo la stima dell’Enea, che farebbero risparmiare 2,7 miliardi di metri cubi di gas ma che prevedono delle eccezioni.

Le limitazioni previste per l’inverno 2022-2023 contro il caro-energia non si applicano infatti agli ospedali, agli asili, alle piscine e alle saune. Escluse anche le attività industriali e artigianali che hanno già ottenuto dai Comuni deroghe ai limiti di temperatura. Fuori dal piano di austerità energetica gli edifici dotati di impianti alimentati in prevalenza a energie rinnovabili.

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Accensione del riscaldamento: gli edifici esclusi

Le esenzioni sono indicate nel decreto del Mite che interviene per stringere i consumi, in tempi di particolare attenzione da parte del Paese alle scorte di gas, modificando le misure – stabilite dalla normativa – che di solito vengono applicate durante l’inverno.

In particolare il posticipo di otto giorni per la data di accensione dei termosifoni e l’anticipo di sette per lo spegnimento oltre a un’ora in meno di riscaldamento giornaliero non si applica alle scuole materne e agli asili nido, agli ospedali, alle cliniche e alle case di cura (compresi gli edifici adibiti a ricovero o cura di minori o anziani e alle strutture protette per l’assistenza e il recupero dei tossico-dipendenti e di altri soggetti affidati a servizi sociali pubblici), alle piscine e saune e alle sedi delle rappresentanze diplomatiche e di organizzazioni internazionali che non si trovino in stabili condominiali. Esclusi anche gli edifici adibiti ad attività industriali e artigianali per esigenze tecnologiche o di produzione.

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Accensione del riscaldamento: le eccezioni

Per queste categorie – a eccezione di scuole materne e asili nido – non vale neanche la riduzione di temperatura di un grado stabilita dal piano. “Salvi” anche gli edifici adibiti ad attività industriali, artigianali per i quali le autorità comunali abbiano già concesso deroghe ai limiti di temperatura dell’aria (motivate da esigenze tecnologiche o di produzione oppure nel caso in cui l’energia termica per la climatizzazione degli ambienti derivi da sorgente non utilizzabile in altro modo in modo conveniente).

Accensione del riscaldamento: esenzione per gli edifici “ecologici”

Per gli edifici (pubblici e privati) dotati di impianti alimentati prevalentemente a energie rinnovabili non scatteranno le limitazioni alla durata giornaliera (vale a dire un’ora in meno di riscaldamento) né quelli sulla temperatura che perciò non dovrà essere impostata con un grado in meno.

Accensione del riscaldamento: il decreto

Il ministro della Transizione Ecologica, Roberto Cingolani, ha firmato il Decreto che definisce i nuovi limiti temporali di esercizio degli impianti termici di climatizzazione alimentati a gas naturale e la riduzione di un grado dei valori massimi delle temperature degli ambienti riscaldati, da applicare per la prossima stagione invernale come previsto dal Piano di riduzione dei consumi di gas naturale. Lo rende noto il dicastero.

Accensione del riscaldamento: la mappa regione per regione

Il periodo di accensione degli impianti, spiega il ministero della Transizione ecologica, «è ridotto di un’ora al giorno e il periodo di funzionamento della stagione invernale 2022-2023 è accorciato di 15 giorni, posticipando di 8 giorni la data di inizio e anticipando di 7 la data di fine esercizio». In presenza di «situazioni climatiche particolarmente severe, le autorità comunali, con proprio provvedimento motivato, possono autorizzare l’accensione degli impianti termici alimentati a gas anche al di fuori dei periodi indicati al decreto, purché per una durata giornaliera ridotta.

Inoltre, i valori di temperatura dell’aria sono ridotti di un grado centigrado». Per agevolare l’applicazione delle nuove disposizioni, spiega il ministero, «Enea pubblicherà un vademecum con le indicazioni essenziali per impostare correttamente la temperatura di riscaldamento che gli amministratori di condominio potranno rendere disponibile ai condomini».

Si ridisegna così la cartina di accensione del riscaldamento, in questo modo:

1) Zona A: ore 5 giornaliere dal 8 dicembre al 7 marzo;
2) Zona B: ore 7 giornaliere dal 8 dicembre al 23 marzo;
3) Zona C: ore 9 giornaliere dal 22 novembre al 23 marzo;
4) Zona D: ore 11 giornaliere dal 8 novembre al 7 aprile;
5) Zona E: ore 13 giornaliere dal 22 ottobre al 7 aprile;
6) Zona F: nessuna limitazione.

Le aree della Zona F sono quelle tipicamente dell’arco alpino. In zona A si trovano Lampedusa e Porto Emedocle . Agrigento, Reggio Calabria, Messina o Trapani nella Zona B; Napoli, Imperia, Taranto e Cagliari nella C; Roma, Firenze, Foggia, Ancona e Oristano nella D; Milano, Torino, Bologna, Aosta e L’Aquila nella E.

Accensione del riscaldamento: il piano
Accensione del riscaldamento: il piano

Accensione del riscaldamento: risparmiati 5,3 miliardi cubi di gas

Le stime dell’impatto di tutte le misure di contenimento indicate dal Regolamento «portano ad un potenziale di circa 5,3 miliardi di metri cubi di gas, considerando la massimizzazione della produzione di energia elettrica da combustibili diversi dal gas (circa 2,1 miliardi di Smc di gas) e i risparmi connessi al contenimento del riscaldamento (circa 3,2 miliardi di Smc di gas)». A cui, spiega il Mite, si aggiungono le misure comportamentali da promuovere attraverso campagne di sensibilizzazione degli utenti ai fini di un comportamento più virtuoso nei consumi.

Accensione del riscaldamento: misure ad hoc per la Pa

Potranno inoltre essere implementate anche misure ad hoc per l’amministrazione pubblica. Il piano prevede che siano attivati monitoraggi su edifici pubblici, impianti condominiali, locali commerciali, punti a maggiore consumo, mediante il rilevamento dei dati giornalieri di consumo a livello di reti di distribuzione gas cittadine per valutare la risposta volontaria degli utenti, utilizzando i dati orari di prelievo ai punti di connessione tra le reti di distribuzione cittadine e i punti di riconsegna della rete di trasporto SNAM, che sono costantemente monitorati.

Accensione del riscaldamento: la mappatura degli edifici

Come già avanzato, le riduzioni hanno delle esenzioni; in particolare non si applicano agli edifici adibiti a ospedali, cliniche o case di cura e assimilabili ivi compresi quelli adibiti a ricovero o cura di minori o anziani, nonché alle strutture protette per l’assistenza ed il recupero dei tossico-dipendenti e di altri soggetti affidati a servizi sociali pubblici; b) alle sedi delle rappresentanze diplomatiche e di organizzazioni internazionali, che non siano ubicate in stabili condominiali; c) agli edifici adibiti a scuole materne e asili nido; d) agli edifici adibiti a piscine, saune e assimilabili; e) agli edifici adibiti ad attività industriali ed artigianali e assimilabili, nei casi in cui ostino esigenze tecnologiche o di produzione.

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