Accompagnamento con Legge 104 e invalidità al 100%?

Accompagnamento con Legge 104. Non sempre il titolare della Legge 104 ha diritto all'accompagnamento. Vediamo a chi spetta e come richiederlo.

4' di lettura

Chi ha diritto all’accompagnamento con Legge 104 e invalidità al 100%? Vediamo insieme qual è la procedura da seguire per richiedere l’indennità (scopri le ultime notizie su bonus, Rem, Rdc e assegno unico. Leggi su Telegram tutte le news su Invalidità e Legge 104. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Indennità di accompagnamento: a chi spetta e importo

L’indennità di accompagnamento è una prestazione economica assistenziale riconosciuta alle persone invalide civili al 100%, che hanno bisogno di un accompagnatore per camminare o per compiere le azioni della vita quotidiana.

Quando sussistono queste condizioni e il richiedente è residente in Italia e ha cittadinanza italiana (oppure europea se iscritto all’anagrafe del comune di residenza o extracomunitario con regolare permesso di soggiorno), è possibile richiedere l’indennità di accompagnamento.

Nel 2022 l’importo dell’indennità è di 529,94 euro al mese, per 12 mensilità. Non c’è un limite di reddito, è esente da Irpef, quindi non va dichiarata nella denuncia dei redditi.

Nei prossimi paragrafi vedremo insieme chi ha diritto all’accompagnamento con Legge 104, distinguendo il portatore di handicap dall’invalido civile e dalla persona non autosufficiente.

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Chi ha diritto all’accompagnamento con Legge 104?

Già in alcuni nostri articoli abbiamo spiegato le differenze che intercorrono tra i termini invalidità, handicap e non autosufficienza.

L’invalidità si riferisce alla riduzione della capacità lavorativa di una persona, causata da una menomazione o da un’infermità. Nel caso dei minorenni (non in età lavorativa) è necessario prendere in esame la capacità di svolgere compiti e funzioni proprie dell’età.

L’handicap, invece, è quella condizione di svantaggio sociale provocata da una infermità o da una menomazione fisica, psichica o sensoriale, stabile o progressiva, che provoca difficoltà ad apprendere, a integrarsi o a relazionarsi con gli altri individui.

Infine il termine non autosufficiente si riferisce proprio all’indennità di accompagnamento e, come abbiamo visto, consiste nell’impossibilità, da parte della persona invalida, a camminare senza l’aiuto di un accompagnatore o a compiere azioni quotidiane senza assistenza.

Quindi, ricapitolando, il titolare della Legge 104 (persona con handicap) può ottenere l’indennità di accompagnamento se non è autosufficiente. Viceversa, se la persona è invalida al 100%, è titolare della Legge 104, ma è autonomo, non ha diritto all’accompagnamento.

Diritto all’accompagnamento con Legge 104: procedura richiesta

Per ottenere l’indennità di accompagnamento è necessario sottoporsi a visita medica, effettuata da un’apposita commissione medica dell’Asl competente.

La procedura per la richiesta è identica a quelle per l’invalidità civile e per ottenere i benefici della Legge 104. Bisogna prima di tutto recarsi dal proprio medico curante e richiedere il certificato medico introduttivo da inviare all’INPS.

Nel documento va indicato che il richiedente, oltre ad essere invalido, è anche impossibilitato a deambulare senza accompagnatore e ha l’esigenza di avere un’assistenza continua per svolgere le azioni della vita quotidiana.

Accompagnamento con Legge 104
Accompagnamento con Legge 104: chi ne ha diritto e come ottenerlo.

Al richiedente è rilasciato il numero di protocollo da inoltrare, successivamente, all’istituto per richiedere la visita medica. La persona disabile è convocata presso i locali dell’Asl competente e sottoposta a visita medica, che può avere esito positivo (si riscontrano le condizioni che danno luogo all’ottenimento dell’accompagnamento) oppure esito negativo. In questo caso il richiedente può presentare ricorso.

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