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Accompagnamento, domanda sbagliata: ma ha torto l’Inps

Accompagnamento, domanda sbagliata: ma ha torto l'Inps, la Cassazione ha stabilità che un errore nel certificato medico introduttivo non basta per far rigettare la richiesta.

di The Wam

Aprile 2022

Accompagnamento, domanda sbagliata: la mancata spunta sulla domanda ha causato il rigetto della richiesta, ma la Cassazione ha ribaltato questa decisione. (scopri le ultime notizie su bonus, Rem, Rdc e assegno unico. Leggi su Telegram tutte le news su Invalidità e Legge 104. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

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Il caso che vi raccontiamo in questo articolo potrebbe essere utile a quanti hanno presentato una richiesta di invalidità civile, cecità civile, sordità civile, handicap e disabilità, e si sono visti rifiutare la domanda dall’Inps per un banale errore nel certificato medico introduttivo, nonostante avessero tutti gli altri requisiti in regola.

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Accompagnamento, il fatto

I fatti. La questione è semplice da delineare: nel certificato medico introduttivo presentato da una persona con disabilità per la visita medica di fronte alla commissione Inps, il medico certificatore non ha ha spuntato la parte del modulo dove si dichiara che pa persona richiedente fosse

impossibilitata a deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore “, o “non in grado di compiere gli atti quotidiani della vita senza assistenza continua”..

Ora, la persona interessata, aveva presentato la richiesta proprio per ottenere l’indennità di accompagnamento (che prevede uno dei due prerequisiti).

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Accompagnamento: improponibile per l’Inps

La questione che è stata affrontata dai giudici è proprio questa: valutare se un certificato medico senza il segno di spunta sulle condizioni per il diritto all’accompagnamento (sul modulo che mette a disposizione l’Inps) possa di fatto condizionare l’esito della richiesta amministrativa.

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Condizionarla e renderla di fatti equiparabile a una mancata presenza il giorno della visita di fronte alla commissione.

La domanda è stata infatti definita dall’Inps, “improponibile”.

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Accompagnamento: la norma

Vediamo cosa dice la norma, il decreto legge numero 78 del 2009:

«A decorrere dal 10 gennaio 2010 le domande volte ad ottenere i benefici in materia di invalidità civile, cecità civile, sordità civile, handicap e disabilità, complete della certificazione medica attestante la natura delle infermità invalidanti, sono presentate all’Inps, secondo modalità stabilite dall’ente medesimo. L’Istituto trasmette, in tempo reale e in via telematica, le domande alle Aziende Sanitarie Locali».

Accompagnamento: nessun riferimento

Come avete letto la norma però non aggiunge nulla sull’indennità di accompagnamento.

È l’Inps che ha aggiunto nel modello queste due frasi da spuntare:

Ma, è questo il nodo cruciale della decisione dei giudici, la spuntatura di quelle due ipotesi non sembra costituire un requisito imprescindibile della domanda amministrativa.

Accompagnamento: la sentenza

E infatti la Cassazione ha così stabilito (qui la sentenza completa):

«La certificazione medica nella quale non sia barrata una delle suddette ipotesi non determina l’improcedibilità della domanda, per non essere necessaria la formale compilazione dei moduli predisposti dall’Inps o l’uso di formule sacramentali al fine di integrare il requisito della necessaria presentazione della domanda, essendo, invece, sufficiente che la domanda consenta di individuare la prestazione richiesta affinché la procedura anche amministrativa si svolga regolarmente».

E quindi l’Alta Corte ha ritenuto due cose rispetto alla documentazione che viene presentata all’Inps per il riconoscimento di uno stato di invalidità, disabilità o handicap:

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Accompagnamento: cosa serve

E cosa serve per rendere la domanda adeguata per individuare il tipo di prestazione che viene richiesta dal cittadino?

È semplice: nella presentazione della domanda è allegata la documentazione medica che attesta la natura delle infermità di cui soffre il paziente.

Quindi la Commissione medica ha tutto il necessario per verificare le reali condizioni di salute del cittadino e decidere se concedere o meno la prestazione che è stata richiesta.

A prescindere dunque dalla valutazione che era stata fatta in precedente dal medico curante che ha redatto il certificato medico introduttivo.

Accompagnamento: conclusione

Per la Cassazione una domanda è valida se corredata dalla certificazione medica. Una eventuale valutazione negativa del medico che ha redatto il certificato medico introduttivo (la spunta sull’inesistenza delle condizioni per l’indennità di accompagnamento) non può impedire la valutazione della Commissione medico legale.

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