Giù le mani delle multinazionali dall’acqua irpina

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Giù le mani dalla nostra acqua. E giù le mani dei privati dell’acqua pubblica. Lo scrive con una nota molto dura e indirizzata al deputato Del Basso De Caro, la referente del Coordinamento campano acqua pubblica, Giuseppina Buscaino.

“A prescindere dal fatto se siamo analfabeti o colti (gli insulti li trovo sempre una cosa di cattivo gusto e vengono usati da chi non ha argomenti), non c’è ancora – scrive in una nota stampa la Buscaino – una legge sull’acqua pubblica, ma c’è un referendum e questo è certo ed è legge dello Stato che dice: non bisogna trarre profitto dall’acqua”.

“Il secondo quesito – continua la referente del comitato – ha sancito l’abrogazione parziale della norma che stabilisce la determinazione della tariffa per l’erogazione dell’acqua, nella parte in cui prevede che tale importo includa anche la remunerazione del capitale investito dal gestore”.

De Caro è in malafede

“E questo è certo. L’onorevole Del Basso De Caro – aggiunge la Buscaino – è laureato in giurisprudenza e se non sa questo, mi sa che sia lui ad avere qualche defaillance. Parla anche di mala fede, ma fingere di non conoscere il secondo quesito referendario credo, che quella si che è mala fede! Acea, insisto, non è pubblica. Il comune di Roma detiene il 51 per cento delle azioni. E prima di tutto le società quotate in borsa come Acea non sono pubbliche. E’ composta da: Comune di Roma 51 per cento, Suez Sa 23,33 per cento, Suez Italia 12,483 per cento, Suez SA 10,850 per cento, Francesco Gaetano Caltagirone 5,006 per cento, Viafin 0,610 per cento, Soficos: 0,870 per cento, Viapar 0,939%, Fincal 2,677 per cento, Mercato 20,66 per cento. L’onorevole Del Basso De caro chiama noi “analfabeti”, ma come può definirsi uno che dichiara alla stampa che Acea è pubblica quando contiene in sé tutti questi privati? E Suez non è uno scherzo, ma è una delle più potenti multinazionali dell’acqua nel mondo, che gestisce sfruttando le popolazioni. Qui nella nostra terra non la vogliamo”.

Acea e quegli accordi inopportuni

“Fra l’altro – continua la nota – , il 2 dicembre 2013, Acea ha siglato un memorandum di intesa con Mekorot, società idrica nazionale israeliana. Un accordo che ha suscitato critiche: la Mekorot sarebbe implicata in gravi violazioni nei confronti del popolo palestinese. Violazioni che hanno indotto la Vitens, il più grande fornitore di acqua potabile dei Paesi Bassi, a cessare i suoi accordi di cooperazione con la Mekorot. Quindi ACEA è anche moralmente discutibile. E abbiamo visto qui in Campania cosa ha combinato nell’Ato tre. 300 milioni di debiti ( sul groppone degli utenti), una parte generosamente condonata dalla Regione Campania”.
“Credo – continua la Buscaino – che l’onorevole dovrebbe smetterla con gli insulti e informarsi meglio. Ci vuole coraggio a insistere davanti all’evidenza: Acea non è pubblica. I cittadini irpini caro onorevole non sono stupidi e le chiedo di avere più rispetto quando si rivolge alle persone che non condividono il suo stesso punto di vista. La sua arroganza è insopportabile. L’acqua è pubblica solo quando non è gestita dalle multinazionali o da altri privati. Mi sembra chiaro”.

“A livello nazionale – conclude la nota – il Pd farebbe bene ad adeguarsi alla volontà del popolo e quindi a non porre ostacoli come ha già fatto insieme alla Lega, alla legge di iniziativa popolare per ripubblicizzare l’acqua nell’intero territorio italiano. Spero che il pd in questo nuovo governo sia più saggio e più rispettoso degli elettori. Che non possono essere presi in giro”.

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