Ad Astra, ritratto spaziale dell’umanità fra cento anni

2' di lettura

Ad Astra
regia di James Gray

Quando si vede un film di fantascienza ambientato nelle profondità dello spazio la cosa più logica è trovare un metro di paragone per un buon giudizio. Guardando “Ad Astra” di James Gray si ricordano altri due film di genere in particolare: “Gravity” (Alfonso Cùaron, 2013) e “Interstellar” (Christopher Nolan, 2017), ma se il primo era una espressione di ciò che può già accadere nello spazio con le tecnologie attuali e il secondo una pura ipotesi propria della fantascienza, questo film si pone all’incirca a metà in un’ipotetica scala di plausibilità futuristica.

Davanti alla macchina da presa Brad Pitt è nel ruolo di “Telemaco post-contemporaneo” alla ricerca del padre scomparso. Ovviamente il set non è il Mar Mediterraneo, ma il nostro Sistema Solare; in un futuro non troppo lontano, ma già dominato da ascensori spaziali, la nostra Luna già meta turistica con regolari voli di linea (ancora per ricchi però) e Marte colonizzato con varie basi militari e scientifiche anche sotterranee.
La visione del mondo che però Gray dà alla sua opera è di natura pessimistica: ovviamente molto evoluta sul piano tecnologico, ma impoverita drammaticamente sul piano sociale e soprattutto ambientale. Non solo: la guerra ora si combatte anche tra i flutti e sulla Luna tra forze governative e pirati spaziali. Il senso è semplice: per quanto l’Uomo possa evolvere a livello tecnologico, la sua indole bellica mai sopita sopravviverà ancora per molto.

La sceneggiatura di Ad Astra non è all’altezza delle grandi aspettative. Ottime le interpretazioni di Brad Pitt e degli intramontabili Tommy Lee Jones e Donald Sutherland

Se il quadro generale è questo il film può risultare molto interessante su quello che potrebbe essere l’Umanità tra 100 anni; di diverso avviso è il ritmo del film che, complice una sceneggiatura non proprio all’altezza delle grandi aspettative, risulta lento in alcune parti. Un paio di sequenze verso la parte centrale del film risultano completamente superflue ai fini della storia e quindi il tutto poteva durare una ventina di minuti in meno.
Ciononostante, oltre a Pitt, il cast comprende due grandi “vecchi” del cinema americano: Tommy Lee Jones e Donald Sutherland che non deludono mai nelle loro performances. In generale risulta un film discreto, al quale hanno preso parte anche la Nasa e Jet Propulsion Lab per lo sviluppo delle scene ambientate nello spazio. Un film che sicuramente piacerà a chi guarda con interesse ai ritrovati tecnologici del domani.

Regia 7

Sceneggiatura 6

Fotografia 8

Montaggio 7

Scenografia 7

Soundtrack 7

Costumi 7

Make-up 7

Media 7

Entra nel gruppo di WhatsApp e ricevi due volte al giorno - 13:30/20:30 - le notizie più importanti senza spam!
Iscriviti al bot di Messenger e ricevi due volte al giorno - 13:30/20:30 - le notizie più importanti senza spam!