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ADI-Com esteso: posso inserire il carico di cura?

Come funziona il carico di cura con l'ADI-Com? Scopriamolo insieme.

di Alda Moleti

Maggio 2024

In questo articolo vedremo come comunicare il carico di cura con l’ADI-Com (scopri le ultime notizie sul Rdc e sui bonus attivi in italia. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Come comunicare il carico di cura con l’ADI-Com

Come specifica il messaggio INPS n. 1090/2024, “nel modello ADI-Com esteso è stata prevista la possibilità di comunicare o modificare l’indicazione del componente del nucleo che ha carichi di cura“.

Ai fini dell’Adi si definiscono componenti con carichi di cura i maggiorenni che si prendono cura di un membro con disabilità grave o non autosufficiente o di un bambino con meno di 3 anni di età. Indicare la persona che nel nucleo ha il carico di cura è importante ai fini del calcolo degli importi dell’Assegno di inclusione. La presenza, infatti, di un adulto con carichi di cura accresce gli importi dell’Adi.

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A cosa serve il modello ADI-Com

Il modello ADI-Com è un modulo che va compilato online da parte dei beneficiari dell’Assegno di inclusione, al fine di comunicare all’INPS se ci sono state variazioni rispetto a quanto dichiarato nella domanda dell’Adi. Nello specifico, serve a informare l’Istituto di previdenza:

Carico di cura con l’ADI-Com: come compilare il modulo?

Dal 18 marzo, come indicato nel messaggio INPS n. 1090/2024, i beneficiari dell’Assegno di inclusione possono usare il modello ADI-Com esteso per indicare la persona che nel nucleo si assume il carico di cura verso disabili o minori di 3 anni.

Il modello ADI-Com esteso non è disponibile in formato PDF né in versione cartacea, ma deve essere compilato online.

Per accedere al modulo, è necessario collegarsi alla pagina dedicata all’ADI sul sito dell’INPS, lo stesso portale attraverso il quale è stata inviata la domanda iniziale. Una volta lì, bisogna selezionare Utilizza lo strumento e procedere con l’accesso attraverso le proprie credenziali SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale), CIE (Carta d’Identità Elettronica) o CNS (Carta Nazionale dei Servizi).

Successivamente, nella sezione Gestione della domanda, dovete selezionare Accedi alla domanda. Dopo aver trovato la vostra domanda elencata nella tabella, cliccate sul simbolo dell’euro posizionato alla sua destra. A questo punto, vi basterà premere sul bottone Aggiungi modello ADI-Com esteso per procedere.

Come si calcolano gli importi dell’Assegno di inclusione con carico di cura

I nuclei familiari che contano almeno un membro minorenne, affetto da disabilità o over 60 sono idonei a richiedere l’Assegno di inclusione, se rispettano anche le condizioni necessarie relative a ISEE, reddito e patrimoni, che trovate indicate nel nostro articolo sui requisiti dell’Adi.

L’importo mensile erogato dipende dalla composizione del nucleo familiare e dal reddito familiare dei richiedenti. Questo contributo mensile è pensato per integrare il reddito esistente, mirando a raggiungere un obiettivo di 6.000 euro annuali per il reddito familiare complessivo.

Per determinare l’importo specifico, si inizia considerando il massimo beneficio disponibile per un single senza redditi (6.000 euro) e si moltiplica questo valore per un numero chiamato il “parametro della scala di equivalenza”. Quest’ultimo valore varia in base alla composizione del nucleo familiare e sale se ci sono componenti con carichi di cura.

Come si calcola il parametro della scala di equivalenza

Il parametro della scala di equivalenza, fondamentale per il calcolo dell’Assegno di inclusione, inizia con l’assegnazione di 1 punto di partenza all’intero nucleo familiare. Questo valore di base viene poi incrementato in funzione della composizione specifica del nucleo, in questo modo:

carico-di-cura-con-lADI-Com-scala
La scala di equivalenza dell’Assegno di inclusione spiegata sul sito del Ministero del Lavoro.

La formula di calcolo degli importi dell’Adi

La formula per calcolare gli importi mensili dell’Assegno di inclusione segue due approcci diversi a seconda delle caratteristiche specifiche del nucleo familiare. Per la maggior parte dei casi, la formula applicata è:

[(6.000 euro x parametro scala di equivalenza) – reddito familiare] / 12.

Solo per i nuclei familiari composti esclusivamente da persone di età superiore ai 67 anni o da individui con disabilità grave o in condizione di non autosufficienza, si adotta una formula specifica che prevede un importo base annuale maggiore:

[(7.560 euro x parametro scala di equivalenza) – reddito familiare] / 12.

Esempio di calcolo degli importi dell’Adi con corico di cura

Immaginiamo di avere una famiglia con due genitori e due figli minorenni, uno dei quali ha meno di tre anni, e con un reddito familiare annuo di 5.000 euro. Per calcolare l’importo mensile dell’Assegno di inclusione per questa famiglia è necessario determinare prima il parametro della scala di equivalenza.

Il calcolo di questo parametro inizia con 1 punto di base per tutta la famiglia, al quale si aggiungono +0,15 per ogni figlio minorenne e +0,40 per la presenza di un adulto che ha carichi di cura, cioè si occupa di un bambino sotto i tre anni. Così, il parametro della scala di equivalenza si attesta a 1,70 (1 + 0,15 + 0,15 + 0,40).

Successivamente, si moltiplica l’importo base dell’Assegno di inclusione, previsto per un single senza redditi e fissato a 6.000 euro, per il parametro di 1,70. Otteniamo così un totale di 10.200 euro annui (= 6.000 euro x 1,70).

Questi 10.200 euro rappresentano l’importo annuale a cui la famiglia avrebbe diritto se non avesse alcun reddito. Tuttavia, la nostra famiglia ha un reddito familiare annuo di 5.000 euro, quindi si sottrae questa cifra dall’importo massimo dell’Adi e arriviamo così a 5.200 euro (= 10.200 euro – 5.000 euro). Questi 5.200 euro rappresentano la somma reale che la famiglia riceverà nell’arco di 12 mesi come Assegno di inclusione.

Dividendo 5.200 euro per i 12 mesi dell’anno, si ottiene l’importo mensile erogato dall’INPS e previsto per l’Assegno di inclusione, che è di circa 433 euro (= 5.200 euro / 12).

FAQ: Domande frequenti sull’Assegno di inclusione

Cosa è cambiato per l’Assegno di inclusione a giugno 2023?

A giugno 2023 sono state introdotte alcune modifiche all’Assegno di inclusione. È importante tenere presente che, a partire dal 1° gennaio 2024, l’Assegno di inclusione prenderà il posto del Reddito di cittadinanza. Le modifiche riguardano l’obbligo per il percettore attivabile al lavoro di accettare la prima offerta congrua di lavoro.

Chi può beneficiare dell’Assegno di inclusione se ha più di 60 anni?

Le persone che hanno superato i 60 anni di età, hanno un ISEE di massimo 9.360 euro e rispettano i requisiti di reddito e patrimoni, possono beneficiare dell’Assegno di inclusione.

Ci sono differenze tra la Pensione di Cittadinanza e l’Assegno di inclusione?

Le differenze sostanziali tra la Pensione di Cittadinanza e l’Assegno di inclusione riguardano il calcolo degli importi spettanti. Per il resto i requisiti di età e le condizioni economiche restano pressoché invariati.

Ecco gli articoli preferiti dagli utenti sull’Assegno di inclusione:

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