Aias, Pm bacchetta Regione. Chiede processo per lady De Mita

Aias, Bilotta si difende: nessuna truffa sul contributo per la villa
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Il procuratore aggiunto di Avellino, Vincenzo D’Onofrio, ha chiesto il rinvio a giudizio per tutti i dieci imputati nell’inchiesta sulle onlus irpine “Aias” e “Noi con Loro, specializzate nell’assistenza dei disabili. Fra le persone sotto indagine Annamaria Scarinzi, moglie dell’ex premier Ciriaco De Mita, le due figlie, Simona e Floriana, oltre all’ex presidente di Aias e già consigliere comunale di Avellino, Gerardo Bilotta. I reati contestati a vario titolo sono di peculato, riciclaggio, malversazione ai danni dello Stato e truffa aggravata.

D’Onofrio ha stigmatizzato il comportamento della Regione che ha deciso di non costituirsi parte civile nel processo. Anche perché, nel corso dell’indagine, è finito nel mirino degli inquirenti l’accreditamento temporaneo concesso proprio da Palazzo Santa Lucia all’Aias. La Procura ritiene che la onlus non avesse le caratteristiche adeguate per ricevere quel documento fondamentale a ricevere i fondi destinati all’attività sanitaria.

Nell’udienza preliminare di oggi, davanti al gup Marcello Rotondi, si sono costituite parti civili l’Aias locale e nazionale e l’Asl. L’azienda sanitaria locale è rappresentata dall’avvocato Olindo Paolo Preziosi mentre l’Aias dal legale Raffaele Bizzarro. Il 29 maggio toccherà alle difese discutere la posizione degli imputati. Poi l’ultima parola toccherà al gup.

Le ipotesi della Procura

I magistrati avellinesi, Rosario Cantelmo e Vincenzo D’Onofrio, teorizzano l’esistenza di un sistema che avrebbe distratto fondi pubblici, destinati ad attività sanitarie, grazie alla collaborazione di aziende che si occupavano di settori differenti.

Nel mirino della Procura è finito un bando da oltre 190mila euro destinato alla digitalizzazione e alla messa in rete di biblioteche di “Noi con Loro”. Soldi che, per i magistrati, sarebbero stati “ottenuti illecitamente con artifici e raggiri, che hanno indotto in errore la Regione Campania”. Anche grazie all’utilizzo di fatture inesistenti, finite sotto la lente d’ingrandimento della finanza di Avellino. Nel progetto in questione la moglie e le due figlie di De Mita, secondo la ricostruzione della Procura, avrebbero offerto, senza titoli, consulenze informatiche specialistiche.

Aias, i lavoratori davanti alla sede Asl di Avellino

Il dramma dei lavoratori Aias

Nel corso dell’indagine erano stati sequestrati alcuni conti correnti e le sedi dell’Aias. Proprio il personale della Onlus, recentemente, si è recato dall’Asl di Avellino per far luce sulla situazione dell’Aias. E chiedere rassicurazioni per il futuro. I lavoratori, alle nostre telecamere, hanno raccontato di avere dieci mensilità arretrate. Un dramma più attuale che mai.

La difesa degli imputati è affidata, fra gli altri, agli avvocati  Ferdinando Taccone, Giovanni Iacobelli, Generoso Pagliarulo, Quirino Iorio, Nello Pizza, Emilio Capoano, Guglielmo Scarlato e Giovanni Antonio Cillo, Giovanni Caso e Gianluca Spera. I pazienti dell’Aias sono rappresentati dai legali Loredana De Risi e Massimo Passaro.

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