India in Apecar, Siberia in moto: aiuto i bimbi malati di cancro

Bimbi malati di cancro: Antonio Melchionno
3' di lettura

“Siamo tre amici che con un Tuk Tuk hanno attraversato l’India. Per fare del bene”. Antonio Melchionno (qui trovi tutti i suoi progetti), specializzato in consulenza digitale, appena può gira il mondo per salvare i bimbi malati di cancro. Le sue iniziative sono diventale virali su internet. Viaggi che vengono raccontati nella pagina facebook “Bianco, Rosso e Verdoni. Oggi abbiamo ascoltato Antonio per la nostra rubrica su artisti e creativi.

Antonio, il tuo ultimo viaggio benefico è stato in India: come è nato e che vi prefiggevate?

“Attraversare l’India con un Tuk Tuk, una specie di Apecar. E, intanto, raccogliere fondi per i bimbi malati di cancro. Il viaggio è stata un’autentica avventura. Fin dalla partenza. Il Tuk Tuk doveva portarlo uno del posto in hotel. Ma aspettavamo e non arrivava mai. Poi abbiamo capito perché: stava dall’altra parte dell’albergo. Aveva con sé un lettore di carta di credito gigantesco: di quelli che si usano nei negozi. Abbiamo pagato e ci siamo messi in viaggio. E attraversato oltre 4mila chilometri”. (Della stessa rubrica, creativi, leggi l’intervista a Maiorino e la sua fisica della parmigiana)

In un viaggio simile gli aneddoti da raccontare saranno decine. Ce ne dici qualcuno?

“Ci siamo trovati coinvolti in una festa per Shiva, a ballare come dei forsennati. Abbiamo visto il Tempio di Ellora. E incontrato un salernitano che collaborava con una azienda campana di marionette”.

Hai girato oltre venti paesi, quasi sempre per raccolte benefiche, molte per i bimbi malati di cancro: qual è il posto che ricordi di più?

“Fino a 23 anni non avevo mai preso l’aereo. La vita è strana. Comunque un’avventura indimenticabile è stata quella del 2013. Il Mongol rally. Con due amici, a bordo di una Panda, abbiamo viaggiato da Roma in Mongolia per raccogliere i fondi da devolvere all’Onlus Peter Pan. Un ente che si occupa di assistere i genitori dei bimbi malati di cancro. Ma anche l’IceRun Siberia, attraverso distese ghiacciate su una moto del ’70, è stata un’esperienza fantastica. Posso viaggiare e aiutare chi ne ha bisogno: per me la solidarietà è molto importante. Voglio aiutare i bambini orfani come me. Ho perso mia madre per cancro: anche per quello è nato un progetto che si chiamava Movember. Quelli del baffo: raccogliamo soldi per la ricerca”. (Se trovi questo articolo interessante, condividilo con i tasti social. E segui la pagina Facebook di The Wam. A te costa un attimo, ma ci aiuterebbe a crescere molto)

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Un viaggio che vorresti fare?

“Il prossimo mi piacerebbe fosse sull’acqua. Ho qualche posto in mente, perché stiamo valutando le opzioni con gli altri compagni di viaggio. Diciamo che mi piacerebbe usare una zattera, ma non aggiungo altro”.

Che fai nella vita oltre ai viaggi?

“Sono un consulente digitale per diverse aziende. Un globetrotter che lavora nell’universo di internet. E mi sento anche un privilegiato per tutti questi viaggi che posso realizzare. Ma, ripeto, non mi interessa apparire. Sono felice che i progetti nei quali partecipo abbiano tanto seguito, ma per il bene che riescono a portare a chi ne ha bisogno”.

La cosa più bella che ti è capitata in questi anni di attività benefiche?

“Sicuramente la vicinanza delle persone del mio paese d’origine. Il comune irpino di Chiusano San Domenico. Da sempre la comunità mi supporta in ogni iniziativa. Spesso vado fuori per lavoro: al ritorno è come se non me ne fossi mai andato. E in più occasioni c’è chi mi ha portato i soldi a mano per le iniziative benefiche. Il barbiere, il macellaio, la maestra: tutti volevano contribuire. E’ stato stupendo”.

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