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Allarme case green: 2 su 3 da ristrutturare

Allarme case green: 2 immobili su 3 sono da ristrutturare in Italia per adeguarsi alla direttiva Ue.

di The Wam

Gennaio 2023

Allarme case green in Italia: 2 su 3 devono essere ristrutturate per rientrare nella direttiva Ue. Parliamo dell’efficientamento energetico, che da marzo potrebbe essere approvato definitivamente. (scopri le ultime notizie su bonus, Rem, Rdc e assegno unico. Leggi su Telegram tutte le news su Invalidità e Legge 104. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

INDICE

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La direttiva Ue ha obiettivi molto ambiziosi. Si procede per tappe. La prima è fissata per il 2030, quando gli edifici che ricadono nelle categorie F e G saranno dichiarati “illegali”.

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Il problema, soprattutto per il nostro Paese, è che il 75 per cento degli immobili rientra in quelle fasce. Sono stati tutti realizzati prima che entrassero in vigore le normative nazionali sul risparmio energetico e la sicurezza sismica.

Prima di andare a verificare quali saranno le conseguenze in Italia, vediamo cosa dovrebbe cambiare con l’introduzione della direttiva europea.

Su questo argomento potresti essere interessato a sapere in quale classe energetica rientra la tua casa; c’è un post sul Bonus caldaia, come sostituirla risparmiando il 65 per cento; ti ricordiamo che c’è il Bonus impianto elettrico che copre fino a 48mila euro di spese; vediamo anche quali sono i bonus green 2023: chi risparmia e quanto.

Allarme case green: la bozza del testo

L’ultima modifica alla bozza della direttiva Ue che sarà discussa a giorni in Commissione (prima dell’approvazione definitiva di marzo) dispone che entro il 2030 tutti gli immobili residenziali debbano essere in classe energetica E. In pratica come quasi tutti quelli costruiti a partire dagli anni ‘80/90.

Entro il 2033 è poi previsto il passaggio obbligato alla classe D, che impone un risparmio energetico di circa il 25 per cento. Significa quindi che devono essere adottati interventi mirati, come:

Ma l’obiettivo finale è un altro, ed è sul lungo periodo: tra il 2040 e il 2050 si conta di arrivare alle zero emissioni.

Nella bozza della direttiva sono state eliminate sia le sanzioni, sia le limitazioni per l’affitto, a chi non possiede il bollino verde europeo.

Le sanzioni eventuali saranno stabilite dai singoli Paesi.

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Allarme case green: il rischio per l’Italia

La direttiva vuole dunque ridurre fino ad azzerare l’inquinamento generato dagli immobili. Che non è poco. Gli edifici sono infatti responsabili di un terzo delle emissioni di gas a effetto serra. E il 75% degli immobili nell’Unione Europea è inefficiente da un punto di vista energetico.

Ridurre queste emissioni è dunque indispensabile per raggiungere l’obiettivo della neutralità climatica entro il 2050.

Per il nostro Paese le conseguenze sono notevoli. Per almeno due motivi:

In pratica l’Europa sta dicendo ai proprietari che hanno meno di dieci anni di tempo per ristrutturare in modo adeguato le abitazioni. Se non ci sono consistenti agevolazioni, il prezzo da pagare non sarà certo irrilevante.

Allarme case green: i numeri in Italia

Per capire meglio come sta messa l’Italia rispetto alla prossima direttiva Ue, è utile far riferimento a dati precisi. Sono stati riferiti dall’Ance, l’associazione che raggruppa i costruttori del nostro Paese.

Ebbene, su 12,2 milioni di edifici residenziali, oltre 9 non rispettano i requisiti energetici previsti dalla direttiva. L’unica soluzione per “sanare” questa carenza è l’introduzione in via definitiva di aiuti pubblici. Una sorta di Superbonus energetico in pianta stabile.

Allarme case green: obiettivo difficile

Con il Superbonus questa enorme opera di ristrutturazione edilizia nazionale era già partita. Ma l’attuale blocco dei crediti e le incertezze generate dalle costanti modifiche alla normativa, rendono assai difficile raggiungere non solo i requisiti previsti dall’Ue, ma anche qualsiasi altro progetto di efficientamento energetico. Che pure sarebbe indispensabile. Non solo per limitare le emissioni: il nostro parco immobiliare, come detto, è vecchio e sarà in condizioni sempre peggiori nei prossimi anni.

Allarme case green: palazzi storici

C’è da dire che non dovranno adattarsi ai requisiti richiesti dall’Unione Europea gli edifici che sono tutelati dalle norme sui beni culturali. Per l’Italia è un passo avanti, ma molto piccolo. Ti spieghiamo perché. Nei nostri centri storici sono molti gli edifici antichi e di pregio, molti non sono tutelati dai beni culturali: dovranno quindi essere adeguati.

L’altra esenzione importante per l’Italia riguarda gli edifici di culto, così come le abitazioni inferiori ai 50 metri quadrati che sono abitate per meno di 4 mesi l’anno (molte seconde case estive).

Allarme case green: il calcolo energetico

Un altro aspetto critico della direttiva europea riguarda il nuovo metodo di calcolo che è stato imposto per determinare la prestazione energetica di un edificio.

Non sarà più considerato solo il fabbisogno energetico dello stabile, sarà infatti valutato anche il consumo di energia. Significa, che avrà un peso il comportamento delle persone che abitano negli immobili. Chi consuma meno avrà diritto a una classe energetica più alta.

Per l’Ance questo parametro è troppo influenzato dall’atteggiamento dell’utente. Sarebbe quindi più corretta, credibile e omogenea, una definizione dell’efficientamento energetico legata al solo fabbisogno dello stabile.

Nell’immagine la facciata di una casa italiana

Allarme case green: le classi energetiche

Ricordiamo che le classi energetiche sono sette, dalla A (la più alta) alla G (la peggiore. Questi sono i parametri:

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