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Allarme lievito: diventa sempre più raro

Allarme lievito: diventa sempre più raro dopo che molti produttori hanno ridotto o sospeso la produzione per l'aumento dei costi energetici.

di The Wam

Marzo 2022

Allarme lievito: diventa sempre più raro. L’aumento delle bollette, aggravato dalla guerra in Ucraina, sta pesando sulle aziende che producono lievito. (scopri le ultime notizie su bonus, Rem, Rdc e assegno unico. Leggi su Telegram tutte le news su Invalidità e Legge 104. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

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Questa coltivazione ha bisogno di livelli di energia molto elevati, con costi che ora sono diventati insostenibili per i produttori. L’allarme è stato lanciato da Assitol, l’associazione italiana dell’industria olearia.

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Allarme lievito: costo insostenibili

Ma non solo: il lievito è un microorganismo vivente, riesce a moltiplicarsi solo in presenza di fosforo e azoto. Questi due elementi sono ora quasi irreperibili. Le aziende che li producono sono praticamente ferme per il costo dell’energia.

Allarme lievito: pane e dolci

Come sapete il lievito è fondamentale per la produzione del pane. Tra qualche settimana le aziende rischiano di chiudere del tutto. Andrebbe in crisi non solo la panificazione artigianale, ma anche tutta l’industria dolciaria.

L’associazione ha chiesto al governo un intervento immediato, magari insieme a Bruxelles per cercare di limitare i danni ingenti che sta provocando il consistente aumento delle bollette.

Il conflitto in Ucraina rischia dunque di mettere in ginocchio la produzione di pane e pasta non solo per la crisi del grano, ma anche per la penuria di lievito. Una tempesta perfetta sul settore.

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Allarme lievito: due buone notizie

La giornata di ieri sembrava aprirsi con qualche buona notizia. Due in particolare, ma sono le sole.

Eccole:

Allarme lievito: solo mais subito

Le altre notizie sul fonte grano non sono però altrettanto positive. Il piano Ue che prevede la coltivazione nel vecchio continente di 200mila ettari per la coltivazione di creali proteici non può partire subito.

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Per gli agricoltori sarà infatti assai difficile seminare già ad aprile. Il motivo? Moltissime tipologie di grano vanno seminate in settembre. E quindi questo raccolto aggiuntivo che avrebbe dovuto arginare la carenza di materia prima sarà disponibile solo nel 2023.

Molto probabilmente quei terreni saranno coltivati a mais, che è indispensabile per gli allevamenti che stanno soffrendo una penuria senza precedenti dopo che sono stati chiusi i porti del Mar Nero, con il blocco totale delle importazioni dalla Russia e dall’Ucraina.

Non è solo un problema italiano, ma europeo.

Allarme lievito: prezzi in salita

Tutto questo comporta un inevitabile e nuovo incremento dei pezzi, in particolare per il frumento. Il grano duro potrebbe rincarare di un altro 40%, un po’ meno il tenero. Si aspetta di capire come questi aumenti influiranno poi sui prodotti al dettaglio.

Ma le conseguenze anche per i consumatori sono facilmente prevedibili.

Basta qualche dato: dalla scorsa estate il prezzo di una tonnellata di grano duro passata da 280 a 500 euro (+44%). Mentre per acquistare una tonnellata di grano tenero sono necessari 400 euro, nell’estate 2021 ne bastavano 220 (+45%).

Aumenti che si traducono in questo:

Allarme lievito: siccità

A tutto questo si aggiunge la siccità che ha caratterizzato quest’inverno e che è fonte di grave incertezza sui raccolti, al nord come al sud del Paese. Anche questo causerà un forte aumento dei prezzi.

L’Italia è il maggior produttore europeo di grano duro (3,8 milioni di tonnellate), e quest’anno il raccolto dovrebbe essere in calo dello 0,5% (7,7 milioni di tonnellate).

Tutti segnali poco rassicuranti. Lievito, grano, mais: una penuria globale, causata dalla guerra, incentivata dalla siccità, incrementata dal costo dell’energia (e quindi anche dal trasporto). Non saranno mesi semplici.

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