Avellino, concorsi truccati per insegnare: nuova inchiesta
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Avellino, alloggiopoli: 27 a processo

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Sono stati rinviati a giudizio i 27 imputati nell’inchiesta sull’assegnazione degli alloggi popolari ad Avellino. Così come disposto dal gup presso il tribunale irpino, Paolo Cassano.

Fra gli imputati figurano i due dirigenti comunali di Avellino, Domenico Piano e Paolo Pedicini, accusati di concorso in corruzione, falso in atto pubblico e abuso d’ufficio per aver consentito l’occupazione e l’assegnazione di alcuni alloggi comunali a chi non ne aveva i requisiti. A far scattare l’inchiesta Francesco Vivolo che aveva raccontato di aver versato dei soldi in cambio dell’assegnazione ad Avellino.

Un’indagine che aveva avuto particolare eco mediatica perché si incrociava con i destini di diversi assegnatari ritenuti illegittimi dall’accusa.

Durante l’indagine i due funzionari comunali erano stati anche arrestati, ma i fermi non erano stati confermati. I due pubblici ufficiali hanno sempre respinto ogni accusa, smentendo di aver accettato soldi per compiere atti contrari ai doveri imposti dal ruolo. Questa mattina il pubblico ministero, Antonella Salvatore, dopo la sua requisitoria aveva chiesto il rinvio a giudizio di tutti gli imputati. Ora, come deciso dal gup, i 27 affronteranno tutti un processo dove saranno rappresentati, fra gli altri, dagli avvocati Loredana De Risi, Ennio Napolillo, Claudio Frongillo, Gerardo Santamaria, Fabio Tulimiero, Samuela Scardino, Alberico Villani, Giovanni Bove, Nello Pizza, Generoso Pagliarulo e Antonio Iannaccone. L’indagine del procuratore capo presso il tribunale di Avellino, Rosario Cantelmo, e dei sostituti Cecilia De Angelis e Antonella Salvatore, si è avvalso degli accertamenti della Squadra Mobile di Avellino.

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