Altavilla, ragazzino perseguitato perché trans: “Ti devi suicidare”

Insultato e minacciato perché trans. Costretto a chiudersi in casa per non subire più offese in paese. Una storia da medioevo che arriva da Altavilla Irpina, paese in provincia di Avellino, dove un diciassettenne da anni affronta un calvario di sofferenze.

Ragazzino insultato perché trans. La storia arriva ad Altavilla Irpina
Ragazzino insultato perché trans. La storia arriva ad Altavilla Irpina
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Ragazzino insultato e minacciato perché trans. Costretto a chiudersi in casa per non subire più offese in paese. Una storia da medioevo che arriva da Altavilla Irpina, paese in provincia di Avellino, dove un diciassettenne da anni affronta un calvario di sofferenze.

Minacciato perché trans

Il ragazzo, che affiancato dalla famiglia ha avviato un sofferto e delicato percorso di cambiamento di sesso, è diventato il bersaglio di una donna del paese che continua a prenderlo di mira.

Nella denuncia, presentata dall’avvocato del ragazzo Rolando Iorio, si fa riferimento a una serie di insulti durati anni. Lui non trovava il coraggio di denunciare, ma dentro le ferite erano profonde.

“Frocio, ricchione”

“Frocio, ricchione… non sarai mai una donna… Chiuditi in casa… ti devi suicidare”. Lei gliel’ha ripetuto ogni volta che lo incontrava per strada. Poi, con rara perfidia, la 45enne, sui social network, ha persino diffuso il nome del minore e la data di nascita, esponendolo al rischio della gogna mediatica.

Così il ragazzo, che grazie alla vicinanza della famiglia ha avviato un delicato percorso con gli psicologi dell’Ospedale Federico II di Napoli, alla fine ha trovato il coraggio di raccontare l’inferno che stava vivendo.

Avviata l’inchiesta

Il suo avvocato ha parlato di : “Episodi sconcertanti.Una vera persecuzione che getta un’onta su tutta l’Irpinia. E’ mai possibile che nel 2020 un ragazzino sia perseguitato, sia sputato in faccia per strada, sia spinto al suicidio solo perchè ha scoperto di sentirsi donna. Tutto ciò è inaccettabile”.

La Procura ha avviato una indagine per far luce sulla vicenda. Nei confronti della 45enne potrebbero ipotizzarsi reati che vanno dalle minacce aggravate alla diffamazione e perfino istigazione al suicidio.

Il caso di Caivano

A Caivano (Napoli), proprio in questi giorni, un episodio di discriminazione è costato le vita a una ragazza. Secondo la ricostruzione dei carabinieri, Antonio Gaglione ha ucciso sua sorella perché aveva una relazione con un trans.

Un episodio che ha riacceso l’attenzione sulla necessità di una legge che tuteli chi è discriminato.

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