Alzheimer, basterà un esame del sangue per diagnosticare la malattia

Uno studio avanzatissimo darà una svolta decisiva per la diagnosi anche precocissima del morbo che porta alla demenza e alla morte. Il test sarà disponibile entro due, tre anni. Sarà economico, semplice ed efficace. Un nuovo mondo.

3' di lettura

Basterà un esame del sangue di nuova concezione per diagnosticare l’Alzheimer. E con l’identica precisione di metodi che sono più costosi e invasivi. Un passo significativo per pazienti, medici e ricercatori impegnati a contrastare la demenza. Il test ha un potenziale rilevante: consentirà una diagnosi più semplice, più economica e facilmente disponibile.

La malattia identificata anche con venti anni di anticipo

I primi esperimenti hanno consentito di verificare se le persone con demenza sono affette da Alzheimer o da un’altra malattia. Ma non solo hanno anche identificato i segni della malattia, degenerativa e letale, venti anni prima che si manifestassero problemi di memoria nelle persone che hanno una mutazione genetica che causa il morbo.

Lo studio americano

A rivelarlo è una ricerca pubblicata su Jama e presentata all’Alzheimer’s Association International Conference, e illustrata in un accurato articolo dal New York Times, il prestigioso quotidiano Usa.

Il test disponibile entro due o tre anni

Questo test potrebbero essere disponibile entro due, tre anni, fornendo un modo semplice e accessibile per capire se le persone con problemi cognitivi sono affetti da Alzheimer o da un’altra patologia. Un esame del sangue di questo tipo potrebbe essere usato anche per prevedere se qualcuno senza sintomi ha la possibilità in futuro di sviluppare l’Alzheimer.

Non si tratta, chiaro, di una cura, ma non è possibile affrontare la malattia senza una diagnosi. In questo caso sarebbe accurata ed economica. Si tratta di una svolta decisiva.

I malati di Alzheimer raddoppieranno entro il 2050

Quasi 30 milioni di persone nel mondo hanno il morbo di Alzheimer. E si prevede che, con l’invecchiamento della popolazione, questo numero raddoppierà entro il 2050.

Gli esami del sangue per l’Alzheimer potrebbero fornire qualche speranza in un campo che fino a oggi ha accumulato fallimenti su fallimenti nella ricerca di una cura. Infatti i nuovi test del sangue potrebbero accelerare la ricerca di nuove terapie rendendo più veloce ed economico anche uno screening massiccio. Oggi una cosa del genere richiederebbe tanto tempo e corposi finanziamenti. Servono infatti scansioni Pet del cervello e della colonna vertebrale.

Lo studio in Svezia, Colombia e Stati Uniti

Il test si è rivelato molto accurato in uno studio su 1.402 persone, in Svezia, Colombia e Stati Uniti. Ha funzionato meglio della risonanza magnetica, buono come le scansioni Pet.

Oggi diagnosi costose o imprecise

Ora i risultati dovrebbero essere replicati su altre popolazioni, comprese quelle che riflettono una maggiore diversità etnica e razziale.

Il test dovrà essere perfezionato e standardizzato. Oggi le diagnosi di Alzheimer vengono effettuate con valutazioni cliniche sulla memoria il deterioramento cognitivo. Le diagnosi sono spesso inaccurate, perché non è semplice distinguere l’Alzheimer da altre demenze.

Perché l’esame del sangue funziona

Le scansioni Pet e i prelievi spinali possono invece rilevare livelli elevati di proteine amiloidi, che si aggregano a placche nel cervello delle persone con l’Alzheimer. Ma l’amiloide da sola non è sufficiente per la diagnosi (c’è chi ne ha livelli elevati, ma non la malattia).

Al contrario l’esame del sangue sembra registrare la presenza delle placche di amiloide e i grovigli di tau, che sono entrambi nel cervello di chi ha l’Alzheimer.

Cinque anni fa un esame del genere sarebbe stato fantascienza. Probabilmente in futuro avremo anche un esame del sangue capace di diagnosticare il Parkinson e altre patologie. Un nuovo mondo.

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