Amarcord – 13 febbraio 2005: l'Avellino stendeva il Napoli 2-0 in Serie C

Il ricordo del successo dell'Avellino nel derby contro il Napoli datato 13 febbraio 2005. La firma di quel trionfo fu di Rastelli e Biancolino.

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Torna la nostra rubrica Amarcord e quest’oggi ricordiamo un grande derby e una grande vittoria dell’Avellino sul Napoli di esattamente 15 anni fa. Era il 13 febbraio 2005, campionato di Serie C1 girone B.

13 febbraio 2005 dunque, Stadio Partenio. Esattamente 15 anni fa, andò in scena il penultimo atto della storia del derby tra Avellino-Napoli, una gara attesissima. L’imperativo da entrambe le compagini è uno solo: dimenticare quanto accaduto l’anno precedente, in Serie B, quando morì, una tragica serata del 20 settembre 2003, Sergio Ercolano, tifoso azzurro che per entrare al Partenio cadde in un fossato e perse la vita qualche ora dopo all’ospedale Moscati. Quella sera del 2003 non si giocò al Partenio, l’Avellino ottenne una vittoria per 3-0 a tavolino per i disordini causati dai tifosi napoletani che invasero il campo. Quindi, di fatto, l’ultimo derby in campionato al Partenio era datato 4 ottobre 1987, e finì 0-0. Dunque quasi 20 anni di attesa.

L’Avellino e il Napoli si ritrovano in Serie C dopo quella stagione in Serie B del 2003-04. I lupi di Casillo erano retrocessi ed erano passati dall’ex patron del grano ai fratelli Pugliese, che ne avevano rilevato la società. Il Napoli invece era fallito e si era appigliato al lodo Petrucci che gli consentiva di ripartire dalla categoria inferiore a quella che stava disputando, invece di tornare nei Dilettanti. De Laurentiis rilevò la società iniziando un progetto importante (in atto tutt’ora). La società partenopea era passata prima a Gaucci, recentemente scomparso, che poi dovette rinunciare all’idea e quindi dare strada libera a De Laurentiis.

Il 13 febbraio 2005 Avellino e il Napoli si giocarono una fetta importante di campionato: l’Avellino in lotta per il primo posto, all’inseguimento della lepre Rimini di Leo Acori, sorpresa del girone (i romagnoli avevano in organico i vari Ricchiuti, Floccari, Docente), il Napoli in ritardo rincorre la zona playoff, per risalire dalla Serie C alla serie B. Davanti, come detto, il Rimini di Leo Acori corre (e lo farà fino a fine campionato vincendolo con merito nonostante l’Avellino avesse avuto la chance dell’aggancio), dietro non c’è spazio a distrazioni.

Quel 13 febbraio il tempo è da lupi, fa freddo e piove a dirotto. E’ una gara per veri uomini, per lottatori. Il campo del Partenio è al limite della praticabilità. Pozzanghere sull’intero manto erboso che favoriscono sicuramente la maggiore propensione alla lotta rispetto alle maggiori qualità, che indubbiamente aveva il Napoli guidato da Edoardo Reja che aveva sostituito Ventura. Sulla panchina irpina, invece, sedeva Antonello Cuccureddu.

In campo tanti ex da una parte e dall’altra: Ignoffo e Capparella tra le file azzurre, Ametrano e Montezine tra i lupi.

Dopo un primo tempo più a tinte azzurre, con occasioni dell’ex Capparella e il Pampa Sosa, nella ripresa, la fame e l’ardore dei lupi si fecero sentire, causa anche un crollo atletico dei napoletani non abituati a giocare su un campo così pesante.

A castigare il Napoli, due attaccanti, che con l’Azzurro hanno in qualche modo avuto a che fare. Massimo Rastelli, ex attaccante napoletano anche in Serie A a fine anni ’90, e Raffaele Biancolino, lui, napoletano di nascita (di Capodichino) che affonderà poi gli azzurri anche nella finale payoff dello stesso anno. Fu la prima sconfitta per Edy Reja che da novembre aveva sostituito sulla panchina azzurra Giampiero Ventura, esonerato. Reja ottenne poi la seconda sconfitta nella finale playoff, di qualche mese dopo. Una grande soddisfazione invece, per Antonello Cuccureddu, tecnico dell’Avellino. I lupi riuscirono a tornare a -3 dal Rimini tenendo vivo il sogno promozione diretta.

Cuccureddu era però in discussione perchè il Rimini stava prendendo il largo e quelle gare erano da crocevia per la sua permanenza. Il tecnico sardo, infatti, rimandò solo di qualche settimana il suo esonero visto che non ebbe l’onore di accompagnare l’Avellino ai playoff e alla successiva promozione, sostituito a poche giornate dalla fine del campionato da Francesco Oddo, che portò l’Avellino alla storica finale e alla promozione sempre con il Napoli, rimasta nell’immaginario collettivo.

Un pomeriggio di festa dunque, la piccola provincia fece tremare la metropoli. Un piccolo antipasto di quello che sarebbe accaduto poi a giugno. Il Napoli si rese conto quel pomeriggio che per tornare in Serie B, avrebbe dovuto fare i conti con l’Avellino. E così fu. Quindici anni fa, quindi, l’ultima gara di una stagione regolare tra Avellino e Napoli. Tanto è cambiato a quel giorno e ricordare quelle imprese, a soli 15 anni di distanza, è sempre bello.

Avellino 2-0 Napoli, 13 febbraio 2005. Il tabellino

AVELLINO – NAPOLI 2 – 0 Stadio Partenio, 13 febbraio 2005 (21.169 spettatori)

MARCATORI: 75′ Rastelli (Av), 81′ Biancolino (Av).

Arbitro: Ciampi di Roma.
Guardalinee: Cariolato e Longhi.

AVELLINO (4-3-3): Cecere, Ametrano, Puleo, Criaco, Moretti, Riccio, Fusco, Milesi (25’st Cinelli), Rastelli (38’st Leone), Ghirardello, Biancolino (38’st Evacuo).
Panchina: Musella, Vastola, D’Andrea, Montezine. All. Cuccureddu.
NAPOLI (4-3-3): Gianello, Grava, Scarlato, Ignoffo, Bonomi, Montesanto(32’st Pià), Fontana, Corrent, Abate, Calaiò (19’st Sosa), Capparella.
Panchina: Saviano, Terzi, Nigro, Mora, Gatti. All. Reja.

Nel video le immagini salienti tratte da Sky Sport.

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