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Home / Diritto » Invalidità Civile » Previdenza e Invalidità / Amministratore di sostegno: per chi e quali compiti

Amministratore di sostegno: per chi e quali compiti

Amministratore di sostegno: è una figura che si affianca al disabile che non è in grado di curare i propri interessi di salute e patrimoniali. Viene scelto dal Giudice Tutelare.

di The Wam

Febbraio 2022

L’amministratore di sostegno viene nominato per tutelare le persone, affette da una infermità o da una menomazione (fisica o psichica), che non sono in grado, anche solo per un determinato periodo, di curare i propri interessi. (Scopri le ultime notizie su bonus, Rem, Rdc e assegno unico. Leggi su Telegram tutte le news su Invalidità e Legge 104. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

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Si tratta di un ruolo fondamentale quando una persona con disabilità grave non è più capace di gestire in alcun modo il suo patrimonio e le relazioni sociali. Questa figura è stata introdotta con la legge numero 6 del 9 gennaio 2004 ed è più flessibile degli istituti tradizionali, interdizione e inabilitazione.

L’amministratore di sostegno deve essere in grado di sostenere, appunto, le residue capacità della persona con disabilità.

Amministratore di sostegno: requisiti preliminari

Per avere diritto a questa tutela sono necessari due requisiti.

Questi due requisiti devono coesistere e il primo deve essere causa del secondo.

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Amministratore di sostegno: chi ne ha diritto

Questa misura è stata disposta:

per persone affette da infermità mentali e menomazioni psichiche:

Per persone affette da infermità fisiche:

Potrebbe interessarti un articolo pubblicato su invaliditaediritti.it che spiega quando serve l’amministratore di sostegno.

Amministratore di sostegno: avvio procedura

Vediamo ora chi può avviare la procedura per la nomina dell’amministratore di sostegno:

Amministratore di sostegno: come avviene la nomina

Ma come si viene nominati? Ossia, qual è la procedura che porta alla scelta di questa figura?

È necessario proporre un ricorso che va depositato in tribunale (ufficio del Giudice Tutelare). Naturalmente il tribunale deve essere quello di residenza o domicilio della persona che è destinataria della misura.

Questi gli elementi da inserire nel ricorso:

Amministratore di sostegno: idoneità

Il Giudice Tutelare sceglie l’amministratore di sostegno solo nell’esclusivo interesse della persona beneficiaria.

Se l’amministratore di sostegno designato non dovesse essere ritenuto idoneo all’incarico il Giudice Tutelare dovrà preferire uno dei seguenti soggetti:

In caso di opportunità il Giudice Tutelare potrà anche scegliere una persona terza attingendo dagli elenchi che sono istituiti negli Uffici giudiziari (con professionisti in materie giuridiche o economiche).

Amministratore di sostegno: compiti e poteri

Vediamo quali sono i compiti e i poteri dell’amministratore di sostegno? La nomina del Giudice Tutelare deve contenere:

Amministratore di sostegno: persona e patrimonio

Come è evidente i compiti precisi dell’amministratore di sostegno saranno di fatto stabiliti dal Giudice.

Possono riguardare la persona o il patrimonio (o entrambi):

Amministratore di sostegno: indennità

L’amministratore di sostegno ha diritto a un compenso? Il ruolo non prevede in genere un compenso, dovrebbe essere svolto in modo gratuito. Il Giudice Tutelare però potrebbe decidere di liquidare una indennità, ma dipende dall’entità del patrimonio e dalle difficoltà di gestione.

L’importo è a discrezione del giudice.

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