Amori multipli: come essere contenti mentre il tuo partner è amato da un altro

6' di lettura

L’articolo di Eliana Petrizzi sul poliamore ci ha incuriositi e spinti a verificare quante comunità esistano in rete e quanto sia diffusa questa concezione di amore non monogamico. Beh, molto più di quanto potreste immaginare. Ma per parlarne, per cercare di capire le motivazioni profonde di queste relazioni, bisogna prima sgombrare il campo da equivoci, e chiarire che il poliamore non ha nulla da spartire con lo scambismo (che ha una valenza esclusivamente sessuale), e con la poligamia, che è una sorta di monogamia allargata, dove quasi sempre – anche per ragioni religiose – è il maschio ad avere un ruolo dominante. Il poliamore è un orientamento relazionale.

I gruppi social

I gruppi più attivi sui social sono Poliamore ItaliaRete Poliamore Italia, Gruppo Dating PoliamoreRelazioni etiche nonmonogamiche. Tra i siti nazionali c’è di certo Poliamore.org (che organizza anche una serie di eventi), e a livello mondiale Lovingmmorenonprofit.org.

Parlare di poliamore non è semplice, si rischia di cadere in pregiudizi e preconcetti. E’oltretutto ritenuto socialmente inaccettabile perché scardina un concetto base intorno al quale si è costruita buona parte della nostra cultura: la famiglia monogamica. Fino ad arrivare a quello che sembra un paradosso: il tradimento è molto più accettato del poliamore, perché viola un accordo – e si pone quindi nell’area non sovversiva della trasgressione -, mentre nel poliamore è indispensabile una condizione: il consenso da parte di tutti coloro che sono coinvolti. Un consenso che è evidentemente destabilizzante.

Testimonianze in rete

Una testimonianza da Lovingmore, può forse aiutare a comprendere e a introdurci in un argomento più complesso di quello che forse immaginate. E’ una donna che racconta.

«Essere poliamore significa vivere la vita al massimo, oggi e domani. Posso aprire il mio cuore, sperimentare, giocare, godere, essere sostegno per persone a cui tengo, accudire i bambini in una casa accogliente, avere il supporto di una comunità allargata e di essere sorpresa quando qualcuno che non ho mai incontrato prima mi suscita emozioni. Il poliamore richiede lavoro, onestà, rispetto e comunicazione. Ma anche responsabilità, integrità, autodisciplina. Chiaro che a volte il poliamoroso può anche essere solo. Capire il poliamore è altrettanto difficile che capire e definire l’amore. Questo tipo di relazioni sono in fondo come le altre. Ci sono alti e bassi, drammi, lotte, conti, bambini, ex e dolore. E come per tutte le relazioni, alcune saranno brevi, altre dolorose, altre ancora magiche e alcune dureranno una vita. Vi chiederete: farete più sesso di una persona media? E’ probabile, ma non è questo che ci spinge a essere poliamorosi».

Non è monogamia contro poligamia

La questione – ci sembra di capire – non è poliamore contro amore monogamico. Come non lo è tra omosessualità ed eterosessualità. Lo spiega Jesna Todorovic, che oltre ad avere un blog personale sull’argomento, è tradotta anche su Poliamore Italia.

«Il poliamore è qualcosa che sento fortemente nella mia essenza, ma è in effetti una piccola parte di una più ampia filosofia di vita che si è manifestata lentamente negli ultimi anni. Non è che sia poli perché voglio avere più relazioni. E’ che mentre vado avanti nella vita e scopro le amicizie e le relazioni che naturalmente nascono, non c’è posto per la monogamia, dove non mi sentirei a mio agio. Sarebbe come un puzzle che non si incastra. La cosa buffa è che in realtà non mi vedo con molta gente. Nei sette e più anni nei quali sono stata poliamorosa, ho frequentato meno gente dei miei amici monogami. Ho alcuni amici poli che si vedono con diversa gente e gli piace tantissimo. Io non sono neppure quel tipo di persona».

Una filosofia di vita, dunque. Che include il poliamore e l’inevitabile rigetto della monogamia.

Per alcuni la monogamia è una forzatura culturale. L’uomo non sarebbe nato monogamo, sarebbe stata solo un’esigenza sociale e religiosa a imporlo.

E se sono geloso?

La contestazione più immediata all’impossibilità pratica di avere uno stile di vita che preveda più relazioni contemporanee (anche in presenza di un partner àncora), fa riferimento alla gelosia, un sentimento, spessoconcepito nella nostra cultura come unità di misura dell’amore («è molto geloso, quindi mi ama»). I poliamorosi imparano a gestire la gelosia (in fondo quando si è piccoli e si è gelosi di un giocattolo gli adulti insegnano la condivisione), che non è una patologia. La gelosia esprime insicurezza, paura della perdita e altre emozioni. Su tutte è possibile intervenire. La gelosia è anche figlia di un particolare concetto dell’amore, che include il “possesso”, in questo caso è difficile immaginarsi felice pensando che la persona che ami sia amata da un altro e lo ricambia.

C’è una parola per descrivere questo atteggiamento: compersione. La spiega, nei fatti, l’autrice del blog PolyPiesin the skies, che racconta una delle sue “prime volte”.

«Ho provato di nuovo la compersione, e l’ho provata come scoperta, tempo dopo. Avevamo incrociato il poliamore, e pensato che potesse andare bene per noi. Non avevamo idea dei casini che avremmo dovuto superare e che ci avrebbero resi più forti. Ma abbiamo deciso di provarci, anche perché avevamo conosciuto persone molto carine, e tutto suonava bene. Lui, inquieto perché era tutto nuovo, mi disse che si stava sentendo con qualcuna, quali erano i piani e così via. Iniziai a pensare a quale maglia gli stesse meglio per un appuntamento galante. Poi parlammo di quello che avrebbero fatto e, mentre lui era fuori, me ne stavo sola soletta a casa tutta contenta».

Negli Stati Uniti il poliamore è diffusissimo

I poliamorosi negli Stati Uniti sono circa mezzo milione. Difficile dire quanti ne esistano in Italia o in Europa. Non c’è nessuna statistica e sull’argomento sono anche pochi gli studi: la questione non suscita poco interesse, anzi, il problema è un altro, sono poche le fondazioni e la università disposte a investire su ricerche che riguardano un argomento così divisivo per la nostra cultura.

Chiudiamo con un’altra testimonianza (sempre da Lovingmore): «Sono poliamoroso perché mi sono innamorato ancora e ancora. Innamorarsi di una, due, tre persone è solo parte di quello che sono. Il poliamore non si occupa di ravvivare la mia relazione, di avere rapporti sessuali o di superare la noia con il mio partner, come spesso lasciano intendere i media che si occupano di noi. Per me il poliamore è la libertà di impegnare, amare e relazionarsi con persone speciali pur restando aperto a nuove possibilità che potrebbero suscitare il mio interesse. Mi permette di essere fedele ai miei amori e a me stesso e definire relazioni con ognuno di loro, in modo che funzioni per tutte le meravigliose persone che possono essere coinvolte. Mi piace la varietà sessuale e il panorama in continua evoluzione delle dinamiche relazionali che ci tengono impegnati per tutta la vita, ma per me l’amore è quello che provo per le persone che partecipano alla mia natura poliamorosa, e non scenderò mai a compromessi».

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