In pensione a 55 anni: come andarci e quanti soldi prendo

In pensione a 55 anni: quali sono le possibilità di uscita dal mondo del lavoro, a questa età e quanti soldi si prendono? Ne parliamo in questo approfondimento.

6' di lettura

Come andare in pensione a 55 anni e quanti soldi si prendono? Ne parliamo in questo approfondimento (scopri le ultime notizie e poi leggi su Telegram tutte le news sulle pensioni e sulla previdenza. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Prima di procedere con la lettura di questo approfondimento, dai anche un’occhiata a quanti soldi si prendono con 23 anni di contributi.

INDICE:

In pensione a 55 anni: Quota 41 per lavoratori precoci

Il nostro ordinamento previdenziale consente di andare in pensione a 55 anni, a particolari categorie di lavoratori.

Considerato che, almeno fino al 31 dicembre 2024 il requisito anagrafico per accedere alla pensione di vecchiaia è 67 anni, uscire dal mondo del lavoro a 55 anni significherebbe anticipare di ben 12 anni il limite previsto dalla Legge Fornero.

Il sito The Wam.net ha condiviso diversi articoli su come andare in pensione a 51 anni, a 52 anni, a 54 anni, a 56 anni, a 59 anni, a 60 anni e, per le donne, prima dei 60 anni.

La prima possibilità per andare in pensione a 55 anni è data da Quota 41 per lavoratori precoci: per accedervi è necessario aver maturato 41 anni di contributi, di cui uno prima del compimento dei 19 anni.

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Quota 41, però, è riservata a determinate categorie di lavoratori:

  • disoccupati;
  • caregiver che assistono da almeno 6 mesi il coniuge o un familiare di 1° o 2° grado portatore di handicap grave;
  • invalidi civili con una percentuale di invalidità riconosciuta pari o superiore al 74%;
  • addetti ai lavori usuranti, gravosi o notturni.

I requisiti per accedere a Quota 41 si possono maturare anche a 55 anni: significa, però, iniziare a lavorare e a versare contributi a 14 anni. La legge italiana vieta le assunzioni prima dei 16 anni di età, ma non vieta di lavorare sotto questa età.

Inoltre, si può accedere a Quota 41 per lavoratori precoci a 55 anni anche grazie a maggiorazioni contributive, riconosciute ai lavoratori invalidi civili al 75%, alle vittime di terrorismo e agli appartenenti ai comparti di Difesa, Sicurezza o soccorso.

Quanto si prenderebbe di pensione con Quota 41 per lavoratori precoci? Il calcolo della pensione verrà effettuato col sistema misto, che tiene conto dei contributi versati prima del 1996 calcolati col sistema retributivo e dei contributi versati dal 1996 calcolati col sistema contributivo.

Facendo un rapido calcolo dell’assegno con Quota 41, possiamo dire che un lavoratore di 55 anni, che ha maturato 41 anni di contributi e percepito una retribuzione media di 30.000 euro, riceverà una pensione mensile di circa 1.200-1.300 euro netti al mese, a fronte di uno stipendio di quasi 1.700 euro al mese.

Se posticipasse di due anni l’uscita dal mondo del lavoro, accedendo alla pensione anticipata ordinaria, prenderebbe una pensione di quasi 1.400 euro netti al mese.

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In pensione a 55 anni: assegno ordinario e pensione ordinaria di invalidità

Altre possibilità per andare in pensione a 55 anni sono legate allo status di invalido del lavoratore.

Parliamo dell’assegno ordinario di invalidità, che viene riconosciuto agli iscritti all’AGO (Assicurazione Generale Obbligatoria) dell’INPS o ad alcuni fondi sostitutivi, se sono presenti questi requisiti:

  • almeno 5 anni di contributi versati, di cui 3 negli ultimi 5 anni di lavoro;
  • un’invalidità minima riconosciuta del 67%, che renda difficile lo svolgimento delle mansioni.

La pensione ordinaria di inabilità al lavoro, invece, richiede:

  • almeno 5 anni di contributi versati, di cui 3 negli ultimi 5 anni di lavoro;
  • un’invalidità civile superiore a 2/3 e una inabilità permanente e assoluta a svolgere qualsiasi attività lavorativa.
  • La pensione di inabilità alle mansioni o al proficuo lavoro è, invece, riservata ai dipendenti pubblici, ma con requisiti contributivi più stringenti.

L’importo viene calcolato con un sistema di calcolo misto o contributivo.

È misto se una quota è calcolata con il sistema retributivo e un’altra con quello contributivo. Se il lavoratore ha iniziato la sua attività dopo il 31 dicembre del 1995 il calcolo è solo contributivo.

L’anzianità contributiva maturata (almeno cinque anni), viene incrementata (con il limite massimo di 2080 contributi settimanali: 40 anni), con il numero di settimane che dividono la decorrenza della pensione con il compimento dei 60 anni, per uomini e donne.

Un esempio: se un dipendente viene riconosciuto inabile a 55 anni e dopo 30 anni di lavoro, la sua pensione di inabilità è calcolata su 35 anni di contributi: i 30 versati più i 5 che gli mancano per arrivare ai 60 anni.

In pensione a 55 anni: pensione di vecchiaia anticipata per invalidità

Sempre legata allo status di invalido civile è la pensione di vecchiaia anticipata per invalidità, questa riconosciuta col rispetto di un requisito anagrafico.

A 55 anni possono accedervi le donne lavoratrici dipendenti non vedenti (51 anni) in possesso di almeno 10 anni di contributi versati e un’invalidità pensionabile minima dell’80%. Agli uomini è accessibile a 56 anni, con 15 anni di contributi versati.

La pensione di vecchiaia anticipata per invalidità civile spetta a 56 anni alle donne lavoratrici dipendenti invalide all’80% e a 61 anni agli uomini lavoratori dipendenti con un’invalidità dell’80%, con un’anzianità contributiva di 15 e 20 anni.

In pensione a 55 anni
In pensione a 55 anni: possibilità e importi.

In pensione a 55 anni: isopensione o contratto di espansione

A 55 anni si può andare in pensione anche sfruttando l’isopensione o il contratto di espansione, due trattamenti pensionistici legati al prepensionamento, attivabili soltanto dal datore di lavoro o dall’azienda in caso di esuberi.

L’isopensione viene concessa a chi ha 35 anni e 10 mesi di contributi (si ha diritto a un assegno di sostegno al reddito di importo pari all’ultimo stipendio percepito, fino a quando non si maturano i requisiti per la pensione di vecchiaia).

Si può avere accesso al contratto di espansione, invece, con 37 anni e 10 mesi di contributi (l’assegno di sostegno al reddito accompagna fino alla pensione di vecchiaia).

In pensione a 55 anni: pensione di anzianità regime totalizzante

Concludiamo il discorso su come andare in pensione a 55 anni con la pensione di anzianità in regime totalizzante.

Si ha accesso a questa opzione previdenziale con 41 anni di contributi, senza avere un requisito anagrafico minimo e senza la necessità di soddisfare i requisiti richiesti per i lavoratori precoci (nessuna appartenenza a categorie di lavoratori tutelate).

Il punto debole di questo trattamento pensionistico è la finestra mobile di 21 mesi per la liquidazione della pensione.

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