In pensione con 5 anni di contributi, 10 o 15: quando si può

In pensione con 5 anni di contributi, 10 o 15 anni: quando è possibile e quali sono le soluzioni a disposizione? Ne parliamo in questo approfondimento.

5' di lettura

In pensione con 5 anni di contributi, 10 o 15: quando si può? Vediamolo insieme in questo articolo (scopri le ultime notizie e poi leggi su Telegram tutte le news sulle pensioni e sulla previdenza. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

INDICE:

In pensione con 5 anni di contributi: pensione di vecchiaia contributiva

È possibile andare in pensione con 5 anni di contributi? E con 10 o 15 anni? Le risposte a queste due domande è la stessa: sì, è possibile, il nostro ordinamento previdenziale lo consente.

Attualmente, per accedere alla pensione di vecchiaia è necessario maturare 20 anni di contributi e avere almeno 67 anni di età. Ma è possibile andare in pensione anche con una anzianità contributiva inferiore ai 20 anni.

Iniziamo per gradi, spiegando come andare in pensione con 5 anni di contributi. La possibilità è fornita dalla pensione di vecchiaia contributiva, una sorta di un’ultima ancora di salvataggio prevista dal nostro ordinamento previdenziale.

La misura è riservata esclusivamente a chi ha compiuto 71 anni e maturato anni di contributi (minimo 5 anni) dal 1° gennaio 1996. Anche un solo mese di contributi versati prima del 1996 farebbe saltare il banco.

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Si parla, infatti, di pensione di vecchiaia contributiva poiché i contributi versati ricadono solo e soltanto nel regime contributivo. Con questo sistema di calcolo, che tiene conto del montante contributivo e del coefficiente di trasformazione, viene calcolato l’importo dell’assegno, piuttosto basso considerando i pochissimi anni di contributi versati.

Inoltre, la beffa maggiore è data dal fatto che chi accede a questa opzione previdenziale non potrà beneficiare dell’integrazione al minimo, poiché questo spetta soltanto ai lavoratori che hanno versato contributi nel sistema misto.

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In pensione con 5 anni di contributi: fondo casalinghe

Anche le donne casalinghe (o gli uomini casalinghi) iscritte/i all’apposito fondo, versando 5 anni di contributi, possono beneficiare di una pensione.

Circa 310 euro l’anno equivalgono a un anno di pensione. Al raggiungimento della soglia dei 5 anni di contributi versati, si può accedere a una pensione:

  • di inabilità per chi ha una invalidità riconosciuta per qualsiasi attività lavorativa;
  • di vecchiaia, a patto di aver compiuto almeno 57 anni di età, oppure 65 anni nei casi in cui i versamenti non risultino sufficienti alla maturazione di un assegno pari almeno all’importo dell’assegno sociale maggiorato del 20% (468,28 x 20% = 561,86 euro).

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In pensione con 5 anni di contributi, 10 o 15: 10 anni di contributi

Con 10 anni di contributi versati, invece, oltre a poter richiedere la pensione di vecchiaia contributiva al compimento dei 71 anni, ma solo se tutti i contributi sono stati versati dal 1996, il nostro ordinamento prevede altre vie d’uscita dal mondo del lavoro.

Queste possibilità, però, sono legate alla condizione di salute del richiedente: possono andare in pensione con 10 anni di contributi gli inabili e i non vedenti.

Oltre al requisito contributivo e allo status di invalido o di non vedente, è richiesto il rispetto del requisito anagrafico:

  • 51 anni di età per le donne lavoratrici dipendenti non vedenti, con 10 anni di contributi versati dopo l’insorgere della cecità;
  • 56 anni di età se uomini lavoratori dipendenti non vedenti o per le donne lavoratrici autonome non vedenti;
  • 61 anni di età se uomini lavoratori autonomi non vedenti.

Oltre alle pensioni INPS, si può andare in pensione con 10 anni di contributi se si è liberi professionisti appartenenti a determinate casse previdenziali.

Le casse professionali che consentono ai loro iscritti di andare in pensione con un’anzianità contributiva inferiore ai 10 anni sono:

  • Cassa forense con 70 anni di età e almeno 5 anni di contributi. È previsto anche un massimo di 34 anni di contributi versati;
  • CNPADC, la cassa dei dottori commercialisti. La pensione è prevista con almeno 62 anni di età e 5 anni di contributi, a patto che la contribuzione sia successiva al 2004;
  • EPAC e Cassa degli Psicologi, con un minimo di 65 anni di età e 5 anni di contributi versati.
In pensione con 5 anni di contributi
In pensione con 5 anni di contributi, 10 o 15 anni.

In pensione con 5 anni di contributi, 10 o 15: Legge Amato

Andare in pensione con 15 anni di contributi, invece, è previsto dalle tre deroghe della Legge Amato.

La pensione anticipata è possibile con soli 15 anni di contributi per:

  • i lavoratori che hanno versato tutti i loro contributi prima della fine del 1992;
  • i lavoratori che hanno ottenuto l’autorizzazione al versamento dei contributi volontari entro la fine del 1992;
  • i lavoratori che hanno versato il primo anno di contributi almeno 25 anni prima dell’accesso alla pensione e che per almeno 10 anni non hanno versato contributi sufficienti alla copertura di un anno (52 settimane).

Lo sconto riguarda soltanto l’anzianità contributiva. L’età anagrafica per andare in pensione con la Legge Amato è comunque fissata a 67 anni, come per la pensione di vecchiaia.

La pensione decorre dal primo giorno del mese successivo a quello in cui si è raggiunto il requisito anagrafico.

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