Anno bianco, nuovi requisiti per chi è partito nel 2019

Anno bianco, nuovi requisiti per chi è partito nel 2019: in un messaggio l'Inps ammorbidisce i requisiti per chi ha avviato l'attività prima della pandemia. Il calcolo del reddito non viene più calcolato su base annua ma mensile. In questo modo si allarga la platea dei beneficiari dell'esonero contributivo. Esempi pratici.

4' di lettura

Anno bianco, nuovi requisiti per chi è partito nel 2019, o meglio in quell’anno ha avviato la sua attività. Sono stati previsti dei criteri più elastici. La notizia riguarda chi ha subito una riduzione del fatturato di almeno il 33%.

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Ci spieghiamo: il confronto (per calcolare la riduzione), non verrà calcolato sui valori totali del 2019 e 2020, ma solo sull’importo medio mensile che è riferito ai mesi delle due annualità.

La comunicazione ufficiale è arrivata direttamente dall’Inps (messaggio numero 3217 del 24 settembre 2021). Una comunicazione che riporta, appunto, chiarimenti sull’esonero parziale dei contributi previdenziali previsto nell’articolo 1, commi da 20 a 22 bis, della legge numero 178 del 30 dicembre 2020.

Vi ricordiamo che i termini per la presentazione delle domande scadono entro la fine del mese.

Anno bianco contributivo: cosa prevede

Entriamo nel dettaglio e cerchiamo di fare ulteriore chiarezza.

Partiamo dall’inizio. Nella legge di bilancio per il 2021 il governo ha previsto, a causa delle difficoltà economiche causate dalla pandemia, un esonero dal pagamento dei contributi previdenziali. Con l’eccezione dei premi che devono essere versati all’Inail.

Rientrano tra chi ha diritto all’anno bianco contributivo:

  • i lavoratori autonomi:
  • i professionisti iscritti alle gestioni previdenziali Inps;
  • i professionisti iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie.

Il limite massimo di esonero è di 3.000 euro.

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Anno bianco contributivo: requisiti

Tra i requisiti richiesti ci sono anche questi due:

  • aver percepito nell’anno d’imposta 2019 un reddito complessivo non superiore a 50.000 euro;
  • aver subito un calo di fatturato e dei corrispettivi nel 2020 (rispetto al 2019) non inferiore al 33%.

Questi requisiti non si applicano, e ci sembra chiaro, per chi ha avviato l’attività nel 2020 (non potrebbe infatti fare nessun raffronto con l’anno precedente).

Anno bianco contributivo: la nuova direttiva Inps

Ma veniamo al dunque.

Se l’attività è stata avviata prima del 2019, la verifica della riduzione può essere effettuata con facilità, perché le mensilità sia del 2019, sia del 2020 sono state lavorate per intero.

Se invece l’attività è stata avviata in un mese qualsiasi del 2019 le cose cambiano. Ed è proprio su questo punto che interviene il recente messaggio dell’Inps.

L’ente di previdenza, dopo aver acquisito il parere del Ministero del Lavoro, ha infatti stabilito che il calcolo non va elaborato confrontando i valori totali dei due anni (2019 e 2020).

Il motivo è semplice: se l’attività è partita nel luglio del 2019, significa che nel 2020 i mesi lavorati sono molti di più e di conseguenza l’eventuale calo del fatturato non sarebbe riscontrabile.

Con una conseguenza evidente: la perdita del diritto al beneficio dell’anno bianco.

Il confronto fatto valutando l’importo medio mensile è invece molto più preciso ed efficace per calcolare l’effettiva perdita di reddito.

Anno bianco contributivo: in conclusione

In conclusione, chi ha avviato la sua attività nel 2019 dovrà confrontare la media del fatturato mensile con il 2020 e non la somma delle due annualità.

E quindi, per potere accedere all’anno bianco, e quindi all’esonero contributivo, l’ammontare medio mensile del fatturato o dei corrispettivi del 2020 deve essere inferiore di almeno il 33% rispetto all’ammontare medio mensile del fatturato o dei corrispettivi del 2019.

Anno bianco contributivo: un esempio

Riportiamo un esempio pratico elaborato da Pensionioggi.

Se un lavoratore autonomo ha fatturato 3.000 euro al mese dal settembre 2019 al febbraio 2020 e poi, a causa evidentemente della pandemia, solo 500 euro mensili da marzo a dicembre 2020, può rientrare nell’agevolazione. Infatti la media mensile del fatturato 2020 è di 916 euro (si calcolano i 3000 di gennaio e febbraio, più i 500 da marzo a dicembre diviso 12), mentre la media mensile del 2019 era di 3.000 euro.

Ha quindi subito un calo superiore al 33%. E rientra nei requisiti.

In precedenza sarebbe stato così:

  • 2019. 3.000 x 4 mesi (settembre, ottobre, novembre e dicembre) = 12.000 euro
  • 2020. 3.000 x 2 mesi (gennaio e febbraio) + 500 x 10 = 11.000

In questo caso la riduzione non sarebbe stata inferiore al 33% e quindi nessuna agevolazione, nessun anno bianco.

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