Anno bianco, contribuzione residua entro il 29 dicembre

Anno bianco, contribuzione residua entro il 29 dicembre: stanno arrivando gli esiti delle domande presentate da autonomi e professionisti. Entro il 29 novembre l'Inps invierà ai contribuenti l'ammontare dell'esonero contributivo che è stato concesso. Le due sigle che indicano le istanze respinte e le motivazioni.

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Per l’anno bianco contributivo c’è una data da tenere a mente: entro il 29 dicembre si dovrà versare la contribuzione residua. Nel cassetto previdenziale stanno arrivando le comunicazioni Inps per le domande accolte o respinte. In attesa di una successiva comunicazione, che sarà inviata entro il 29 novembre, che informerà i contribuenti dell’importo concesso per l’esonero. E in questo caso, appunto, sarà necessario versare il contributo residuo.

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Anno bianco contributivo: se la domanda è respinta

Se le domande di esonero sono state respinte per la mancanza di requisiti previsti, nella comunicazione troverete due sigle:

  • K1: la domanda è stata respinta per l’assenza di imposizione contributiva per il 2021 con versamenti in scadenza il 31 dicembre 2021;
  • K2: la domanda è stata respinta per la mancanza di requisiti di iscrizione previsti nel decreto attuativo del 17 maggio 2021.

L’anno bianco contributivo riguarda gli autonomi (commercianti, artigiani, coltivatori diretti, professionisti con partita Iva) che sono iscritti all’Inps e hanno presentato domanda di esonero contributivo. L’anno bianco, appunto.

Lo ha reso noto l’Inps, con il messaggio numero 3974 del 2021.

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Anno bianco contributivo: i requisiti

L’anno bianco contributivo è stato introdotto con la legge di bilancio per il 2021 (la legge numero 178 del 2021). L’esecutivo ha previsto l’esonero dal versamento dei contributi previdenziali, una agevolazione (per le conseguenze della pandemia) che è rivolta a lavoratori autonomi e professionisti iscritti alle gestioni previdenziali dell’Inps, ma anche ad altre forme previdenziali obbligatorie.

Il limite massimo per l’anno bianco contributivo è di 3.000 euro.

Ma bisogna rientrare in questi requisiti:

  • non aver percepito nell’anno d’imposta 2019 un reddito complessivo non superiore a 50.000 euro;
  • subito un calo del fatturato nel 2020 rispetto all’anno precedente non inferiore al 33%.
  • Questi requisiti non sono necessari (ovviamente) per chi ha avviato l’attività durante il 2020.

Anno bianco contributivo: la domanda

La domanda per aver accesso all’agevolazione dell’anno bianco contributivo doveva essere presentata all’Inps entro il 30 settembre.

La contribuzione per la quale scatta l’esonero è quella che fa riferimento al 2021 con scadenza il 31 dicembre.

Per maggiori dettagli l’Inps ha inviato una circolare, la numero 124 del 2021.

Anno bianco contributivo: la prima fase

L’ente di previdenza ha dunque completato la prima fase, quella della verifica dei requisiti.

In questi mesi sono stati accertati:

  • l’iscrizione a una gestione previdenziale dei lavoratori autonomi;
  • l’assenza di un contratto di lavoro subordinato;
  • l’assenza di una pensione diretta (viene escluso solo l’assegno ordinario di invalidità).

Anno bianco contributivo: cassetto previdenziale

Come detto potete già verificare nel cassetto previdenziale l’esito della domanda.

Tra qualche giorno, il 29 novembre, sarà possibile vedere anche l’importo concesso per l’esonero.

Si tratta comunque ancora di un importo provvisorio, in attesa che vengano completate le verifiche di quelli che sono ritenuti i requisiti accessori.

E quindi: il calo del fatturato, il reddito non superiore a una certa soglia, la regolarità nel versamento dei contributi e così via).

Anno bianco contributivo: sanzioni

Superata questa fase, se l’esito della domanda è positivo, e se l’ammontare della contribuzione da versare risulta superiore all’importo concesso per l’anno bianco contributivo, la cifra residua deve essere dovrà essere pagata entro il 29 dicembre.

Naturalmente senza sanzioni o interessi.

Oltre quel termine la somma residua sarà gravata dalle sanzioni civili previste per le omissioni contributive.

L’anno bianco contributivo è stata una delle misure di sostegno economico di maggiore successo tra quelle emesse dal governo durante la pandemia covid.

Sono tanti gli autonomi e i professionisti che hanno aderito all’agevolazione. I fondi a disposizione potrebbero non essere sufficienti a coprire per intero tutte le richieste e proprio per questo diversi contribuenti potrebbero comunque versare una somma residua (anche se non superano la soglia dei 3.000 euro) per la copertura contributiva del 2021.

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