Anno Bianco Partite IVA 2021: si parte. Date e regole

Anno Bianco Partite IVA 2021 a due passi dall'approvazione definitiva. Oggi Orlando ha firmato il decreto e la documentazione è passata all'INPS per gli ultimi aggiustamenti. Ecco i requisiti, quando dovrebbe partire e perché c'entra il Decreto Sostegni Bis.

4' di lettura

Anno Bianco Partite IVA 2021 – Il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, ha firmato il decreto interministeriale che dà il via all’esonero contributivo parziale per gli autonomi e i professionisti previsto dalla Legge Bilancio 2021.

Manca solo qualche passaggio operativo con l’INPS e un paio di notifiche per rendere la misura attuativa.

Intanto, per evitare il pagamento in anticipo dei contributi, si lavora alla proroga della scadenza del 16 maggio nel Decreto Sostegni Bis (entra nella community di TheWam e ricevi tutte le news su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Anno Bianco Partite IVA 2021, che cos’è

L’Anno Bianco Partite IVA 2021 è un esonero parziale dei contributi previdenziali, per autonomi e professionisti, previsto dai commi 20-22 della Legge di Bilancio 2021 (178/2020).

I soldi per finanziare la manovra sono stati allocati in un Fondo specifico e ammontavano a 1 miliardo di euro.

Nell’articolo 3 dell’ultimo Decreto Sostegni, visto il prolungarsi della crisi collegata al contagio da coronavirus, il Fondo è stato rifinanziato fino ad arrivare a 2.5 miliardi di euro.

Anno Bianco Partite IVA 2021: si parte. Date e regole
Anno Bianco Partite IVA 2021: Orlando ha firmato il decreto. Ecco requisiti e tempistiche.

Anno Bianco Partite IVA 2021, requisiti

Per accedere all’esonero parziale dei contributi, che sarà quantificato dopo il confronto tra il Ministero del Lavoro e l’INPS (atteso all’inizio della prossima settimana), bisogna rispettare questi requisiti:

  • Essere Partite IVA con reddito entro i 50.000€ nel 2019;
  • Avere avuto una riduzione del fatturato nel 2020, rispetto al 2019, di almeno il 33%.

Inoltre, la difficoltà nella stesura del decreto è derivata soprattutto dall’eterogeneità della platea dei beneficiari. Tra questi si contano:

  • Iscritti alle gestioni speciali;
  • Iscritti alla gestione separata;
  • Soci lavoratori di società e professionisti componenti di studi associati;
  • Professionisti iscritti alle casse previdenziali;
  • Medici e infermieri già in pensione ma a cui sono stati conferiti incarichi di lavoro autonomo o di collaborazione come supporto per far fronte all’emergenza sanitaria.

Anno Bianco Partite IVA 2021, quando arriva

Gli altri decreti attuativi e le circolari dell’INPS dell’Anno Bianco Partite IVA 2021 sono legati a doppio filo con l’approvazione del Decreto Sostegni Bis.

È infatti necessario, prima di procedere, di prorogare la scadenza del pagamento dei contributi previdenziali, prevista per il 16 maggio.

Così facendo si eviterebbe il pagamento dei contributi, che poi sarebbero parzialmente esonerati una volta entrato in vigore l’Anno Bianco.

Il decreto interministeriale firmato oggi, 7 maggio, da Andrea Orlando è stato trasmesso all’INPS, che sta redigendo le modalità operative della misura. Poi avrà un ulteriore passaggio, definitivo, al Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Ci sono poi altri due passaggi da fare, prima dell’entrata in vigore. Bisognerà notificare la Commissione Europea che la misura rientra in un’azione promossa nell’ambito dell’emergenza coronavirus e infine si dovrà registrare il tutto presso la Corte dei conti.

In questo video spieghiamo l’Anno Bianco e il Piano Iscro per le Partite IVA (il video precede la pubblicazione della Legge di Bilancio):

Anno Bianco Partite IVA 2021, esonero parziale o totale?

Sebbene diversi fonti scrivano di un esonero totale dei contributi legato all’Anno Bianco Partite IVA 2021, la Legge di Bilancio parla testualmente di esonero parziale:

«Una dotazione finanziaria iniziale di 1.000 milioni di euro per l’anno 2021, che costituisce il relativo limite di spesa, destinata a finanziare l’esonero parziale dal pagamento dei contributi previdenziali dovuti.» – Legge di Bilancio, Comma 20.

A questa ambiguità ha anche contribuito il deputato di LeU, Stefano Fassina, che ha dichiarato:

«I diretti interessati non devono pagare i contributi né in riferimento alla prima rata in scadenza il 16 maggio prossimo, né in riferimento alla seconda di novembre 2021.

[…] Ripeto: le Partite Iva nelle condizioni indicate non devono pagare i contributi».

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