Anticorpi monoclonali: così mettono ko il Coronavirus

Anticorpi monoclonali per trattare l'infezione da Coronavirus, riducono i decessi e le ospedalizzazioni fino al 70%. Cosa sappiamo dei nuovi studi clinici.

3' di lettura

Gli anticorpi monoclonali potrebbero rivelarsi l’arma segreta per lotta alla pandemia di Covid-19. Un recente studio dimostra che il loro utilizzo per il trattamento dell’infezione da Coronavirus riduce decessi e ricoveri in ospedale fino al 70%.

Indice:


Anticorpi monoclonali: cosa sono?

Gli anticorpi monoclonali potrebbero essere usati per trattare il Coronavirus. Una buona notizia per la lotta alla pandemia. L’uso degli anticorpi per trattare l’infezione, unita alla campagna di vaccinazione, potrebbe determinare un punto di svolta per uscire dall’emergenza sanitaria.

Ne ha parlato Quotidiano.net: “Nel momento in cui i vaccini arrivano col contagocce e siamo come sempre limitati negli spostamenti potrebbe essere questa la soluzione in grado di imbrigliare la cavalcata del nuovo Coronavirus“.

Ma cosa sono esattamente?

Proviamo a ricostruire in modo semplice le informazioni fornite dall’Istituto Superiore di Sanità. I “monoclonali” sono innanzitutto anticorpi: delle molecole che il nostro corpo produce in presenza di altre molecole pericolose per l’organismo, dette antigeni.

Semplificando molto, in pratica gli anticorpi sono i soldati che il nostro corpo incarica di contrastare “l’invasione” degli antigeni, cioè, di un virus o batterio:

“Gli anticorpi riconoscono in modo specifico la sostanza estranea da combattere (antigene) grazie alla sua conformazione e hanno il compito di neutralizzarne l’effetto” (Istituto Superiore di Sanità)

Detto questo, gli anticorpi monoclonali sono sintetizzati in laboratorio e progettati per neutralizzare un antigene in particolare:

“Gli anticorpi monoclonali sono progettati per riconoscere specificamente un unico, determinato antigene e si legano ad esso neutralizzandolo” (Istituto Superiore di Sanità)

Quindi, queste molecole sono ideate per attaccare e distruggere un tipo specifico di antigene. Di solito sono prodotte per fini diagnostici o terapeutici, per trattare malattie gravi e complesse come infezioni e tumori. Come specifica l’ISS, gli anticorpi monoclonali sono “impiegati anche per potenziare le difese naturali del corpo”.

Anticorpi monoclonali e Covid-19

L’azienda Eli Lilly (Lilly Research Laboratories) avrebbe sviluppato un farmaco a base di anticorpi monoclonali per trattare il coronavirus, che ha risposto molto bene allo studio clinico di Fase 3.

Ne ha parlato anche Huffington Post. Sembra che “il trattamento a base di anticorpi monoclonali bamlanivimab (LY-CoV555) ed etesevimab (LY-CoV016) di Lilly riduce il rischio di ospedalizzazione e morte per Covid-19 del 70% in pazienti ad alto rischio”.

Un risultato incoraggianti che fa ben sperare. Ma, soprattutto, come ha commentato Daniel Skovronsky, direttore scientifico di Lilly, questi dati “aggiungono un’importante evidenza clinica sul ruolo che gli anticorpi neutralizzanti possono svolgere nella lotta alla pandemia.”(Huffington Post)

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