Banderas e la serie sul mostro di Firenze: l’ira dell’ex pm

Antonio Banderas e la serie sul mostro di Firenze in produzione scatenano l’ira dell’ex pm che dichiara: “mi riservo ogni azione legale”. Ecco cosa è successo

3' di lettura

Antonio Banderas sarà produttore e protagonista nella serie tv che racconterà la vicenda del mostro di Firenze, di cui vi abbiamo parlato qui.

La produzione si baserà interamente sul libro firmato dallo scrittore Douglas Preston e dal giornalista Mario Spezi (deceduto nel 2016), Dolci colline di sangue.

L’ex sostituto procuratore di Perugia, Giuliano Mignini, si scaglia contro il progetto.

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Perché la serie con Banderas scatena polemiche

Nel settembre del 1981, la storica firma de La Nazione, Mario Spezi, si ritrovò a raccontare un duplice omicidio.

Raccontò con esaustività ogni aspetto della vicenda per anni. La sua idea era che l’omicida fosse parte di un clan responsabile di un altro duplice omicidio del ’68.

Arrivò a individuare, all’interno del club, un possibile sospettato, che divenne poi il centro del libro inchiesta firmato con Presto.

Quando la polizia si concentrò su Pietro Pacciani, Spezi si disse molto perplesso e diede inizio a un’indagine parallela che gli costò molto caro.

Nel 2006, venne arrestato per opera di depistaggio e con l’accusa di concorso in omicidio di Francesco Narducci.

Nel 2010, Mignini venne condannato dal tribunale di Firenze, insieme a Michele Giuttari.

L’accusa era quella di aver condizionato l’attività delle forze dell’ordine e giornalisti sul caso Narducci. Successivamente Mignini e Giuttari vennero assolti dalle accuse.

La serie tv con Antonio Banderas sta riportando nuovamente a galla lo scontro al centro del quale finì l’inchiesta di Spezi e Preston.

Indagine che venne accusata di aver in qualche modo eclissato la verità sul caso del mostro di Firenze.

Le parole di Mignini contro la serie con Banderas

Secondo Mignini, il libro Dolci colline di sangue costituisce una pericolosa falsificazione della vicenda, che ha svilito e attaccato ingiustamente gli sforzi degli inquirenti.

La serie prodotta e interpretata da Banderas non farebbe altro che ingigantire quindi una narrazione controversa dei fatti.

“Non tollererò più che Preston e i suoi collaboratori continuino a deformare la realtà”, ha dichiarato a La Repubblica Firenze.

E aggiunge che non esclude la possibilità di formalizzare una diffida nei confronti dell’intera produzione con Antonio Banderas.

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