Apex Legends: il gioco free to play del momento. Ecco perché

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6' di lettura

Sicuramente molti di voi avranno sentito parlare di Fortnite, titolo della Epic e fenomeno social degli ultimi tempi, che ha spaccato il mercato dei videogame creando share e introiti stellari; di lui si è parlato in lungo e in largo, ci hanno fatto servizi nei tg, non sempre lusinghieri, e ha potuto vantare una community formata da attori famosi, cantanti e star del cinema hard. Fino a un mese fa non esisteva niente che potesse rivaleggiare con quest’ultimo, si era creata una situazione paradossale: Fortnite era un dio indiscusso e doveva essere installato se si voleva essere al passo con i tempi, su ogni dispositivo che fosse in grado di farlo partire ( PS4, XBOX,PC, SWITCH, SMARTPHONE/TABLET). Poi è arrivato qualcosa che ha rimescolato le carte in tavola…

L’annuncio

Due settimane fa, precisamente il 4 febbraio, Respawn Entertainment annunciava il suo Battle Royale, Apex Legends, classificato dal sottoscritto come l’ennesimo titolo copia di una lunga serie vista in questi ultimi tempi e destinato ad essere ben presto accantonato da chi aveva osato installare sulla propria console ben oltre 30 gigabyte di dati. Non avevo idea quale terribile sbaglio stavo commettendo…

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Il lancio

Poche ore dopo l’annuncio viene lanciato il gioco, la notizia dell’uscita della nuova proprietà intellettuale cade come un fulmine a ciel sereno, prima del 4 febbraio nessuno sapeva niente dello sviluppo, non c’erano leak, beta test, o un briciolo di notizia che potesse far pensare a tutto ciò. In un mondo, quello dei videogame, che ha abituato l’utenza ad una costante pubblicità, crescita di Hype, e Dataminer , lanciare un gioco come si dice nel gergo ad “hard dick” ( i più ferrati in inglese capiranno subito il significato), ti colloca in una di queste due posizioni; o sei un folle, o sei estremamente sicuro del prodotto che stai lanciando.

La casa produttrice

Respawn Entertainment, con un’esperienza alle spalle quasi decennale in campo di FPS, sapeva molto bene di avere per le mani uno dei migliori sistemi di movimento e di shooting degli ultimi anni; prima di Apex infatti la casa aveva creato i due Titan Fall, giochi eccellenti ma sfortunati nelle vendite e aveva partecipato alla creazione dei miglior Call Of Duty; così ha deciso di attingere a piene mani da titoli più blasonati come il sopracitato Fortnite e Overwatch, per creare qualcosa che innovasse completamente il genere tra lo stupore di tutta la community, un Battle Royale dove la cooperazione e la comunicazione la fanno da padrone.

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Il gioco

Nel gioco siamo essenzialmente chiamati insieme al nostro team a sopravvivere ad una sorta di Hunger Game a squadre; prima di iniziare la partita dobbiamo scegliere un personaggio tra gli 8 disponibili (6 subito fruibili appena si installa il gioco altri 2 da sbloccare nelle fasi avanzate), ognuno con poteri e abilità unici che possono essere più o meno di supporto al nostro team. A partita avviata veniamo catapultati in un ampia mappa insieme ad altri due compagni contro 57 giocatori suddivisi a squadre da 3, man mano che il tempo passa la mappa va sempre più a stringersi in maniera casuale in una specifica area spingendo i team a confrontarsi fra loro. Lo scopo del gioco? Rimanere lunica squadra in vita.

Il successo

In poco tempo Apex è diventato leader di visualizzazioni su Twitch piattaforma di riferimento del settore, anche i più famosi Streamer (primo fra tutti Ninja), spinti forse dalla noia o da cospicue donazioni sono passati da Fortnite ad Apex facendolo diventare il nuovo titolo di riferimento.

I problemi

Naturalmente non è tutto perfetto come può sembrare, infatti il gioco è afflitto da frequenti lag e da problemi anche piuttosto gravi, che però non hanno scoraggiato l’utenza che continua a supportare la casa produttrice spingendola a lavorare a pieno regime per trovare al più presto delle soluzioni.

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Il gioco dagli occhi di un Nabbo

Grazie ad alcuni amici che mi hanno spinto a provarlo, mi sono deciso a scaricare il gioco consapevole del fatto che i Battle Royale come gli FPS in generale non sono dei titoli che fanno per me, sono lento a reagire in situazioni concitate, impreciso e anche se mi viene spiegata tutto alla lettera riesco sempre a fare la cosa sbagliata, insomma sono il perfetto nabbo del genere. Eppure in questo titolo ho trovato non poche agevolazioni che non solo mi rendono utile alla squadra, ma mi permettono anche di avere grandi soddisfazioni: mi hanno spinto a rivalutarlo completamente. Il gioco infatti fin dalle prime battute spinge i giocatori più navigati ad aiutare chi è alle prime armi, nel momento del lancio possiamo lasciare che un altro personaggio del nostro team ci guidi a terra; inoltre tramite la pressione di un tasto possiamo segnalare materiale, nemici o possibili destinazioni, incentivando la comunicazione fra persone che parlano anche lingue diverse.

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Un’altra piacevole aggiunta sono le abilità dei personaggi, chi non è in grado di sparare può rimanere nelle retrovie a curare gli alleati, chi invece è più impulsivo può scegliere personaggi più corazzati o aggressivi, e anche i più tattici sono accontentati con personaggi che creano dei cloni di se stessi come esca o altri che seguono le tracce dei nemici; tutto ciò si traduce in un gameplay dinamico aperto, che ci permette di vivere situazioni sempre nuove ed eccitanti. Il gioco inoltre offre la possibilità di rientrare in partita una volta morti, grazie ad appositi dispositivi disseminati nella mappa, sarà compito del nostro compagno ancora in vita raccoglie “le nostre ceneri” e portarci al punto di respawn aggiungendo altro sale ad una già ampia rosa di possibilità.

Come una fenice

Electronic Arts che per chi non lo sapesse è la proprietaria dello studio di Respawn, e dopo una serie di uscite fallimentari che gli avevano fatto perdere una gran fetta di azioni in borsa è letteralmente rinata dalle sue ceneri, creando una nuova realtà per noi videogiocatori. Ora sta a lei e ad ai ragazzi di Respawn gestire questo incredibile successo che è l’unico in grado di rivaleggiare se non superare il campione di incassi Fortnite.

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Le conclusioni sono presto dette. Ad oggi Apex è uno dei pochi titoli multiplayer che riesce a divertirmi senza farmi sentire il costante peso di essere “quello scarso”, inoltre mi ha permesso di rivalutare completamente il genere lasciandomi qualche speranza per il futuro sia di quest’ultimo che dei Battle Royale in generale.

Prezzo

Questa parte la ritengo piuttosto scontata; il gioco completo è fruibile in maniera totalmente gratuita, reperibile sia su PlayStation 4 che PC ed XBOX; dunque invito anche i più scettici, come lo ero io, a provarlo e a dare una possibilità ad un titolo che sicuramente non inventa nulla di nuovo ma grazie a piccoli miglioramenti e brillanti scelte, innova finalmente un genere che sembrava non avesse più nulla da dire.

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