Bimba disabile per errore medico: il papà ha un malore durante sciopero della fame

Eugenio Manzo, il padre di Arianna, la bimba resa tetraplegica al Cardarelli dopo un errore medico, colto da malore: stava protestando contro la decisione dei giudici di accogliere il ricorso dell'ospedale e sospendere il risarcimento

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Dopo quattro giorni di sciopero della fame è stato colto da malore e trasportato d’urgenza in ospedale. Eugenio Manzo, il padre di Arianna, la ragazza ora quindicenne, resa sordomuta e tetraplegica a cinque mesi dopo un grave errore medico, è stato visitato dai medici dell’ospedale di Cava de’ Tirreni. E’ cardiopatico.

Il risarcimento sospeso

Stava protestando contro la decisione dei giudici della Corte d’Appello di Salerno che hanno accolto il ricorso del Cardarelli di Napoli e di fatto bloccato il risarcimento di tre milioni di euro che era stato determinato dalla sentenza di primo grado.

Sospeso anche il sit in: Arianna è stata male

Arianna era stata ricoverata nell’ospedale Partenopeo. Era una bambina senza problemi, ma la somministrazione di un farmaco non adatto ai piccoli le ha negato per sempre un’esistenza normale.

Eugenio Manzo e la moglie, avevano anche iniziato un sit in di protesta davanti al tribunale salernitano. Sono stati costretti a sospendere l’iniziativa dopo che Arianna è stata colta da crisi convulsive.

L’impegno di De Luca

La coppia era stata accolta a Palazzo Santa Lucia pochi giorni prima del verdetto d’appello. Il governatore Vincenzo De Luca, aveva sollecitato i vertici del Cardarelli a raggiungere un’intesa con i coniugi di Cava de’ Tirreni. Un sostegno che per ora non ha sortito effetto. Eppure all’incontro erano presenti anche esponenti dell’ospedale partenopeo.

Una casa senza barriere per la nostra bambina

Sono trascorsi quasi quindici anni da quando Arianna ha subito quel danno irreversibile. Quindici lunghi anni in attesa di giustizia.

“Quei soldi – hanno spiegato i coniugi Manzo – servono ad acquistare una piccola casa senza barriere architettoniche per la ragazzina e una utilitaria con la pedana, così da non farla vivere da prigioniera”.

Un errore palese, eppure…

Eugenio Manzo non lavora più per stare accanto alla figlia. E sua moglie assiste anziani part time. Sono allo stremo, e non solo da un punto di vista economico. Il ricorso del Cardarelli, accolto dai giudici, ha allungato i tempi per la soluzione di una vicenda giudiziaria interminabile. Eppure non ci sono dubbi su quello che è accaduto. E soprattutto sulle conseguenze drammatiche che ha avuto sulla vita della bambina e su quella dei suoi genitori.

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