Ariano, Franza: la stazione non è di nessuno. Covid: errori da non ripetersi

Enrico Franza riparla della stazione Hirpinia e della gestione dell'emergenza Coronavirus ad Ariano Irpino.



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L’ex sindaco di Ariano Irpino, Enrico Franza torna sulla questione della stazione Hirpinia, anche per fare chiarezza. L’ex primo cittadino ha parlato anche della gestione dell’emergenza Coronavirus nella cittadina del Tricolle e della inquietante vicenda dei quattro bambini scoperti in un’abitazione di Ariano, costretti a vivere tra i rifiuti.

Franza: la stazione non è di nessuno

Enrico Franza, dopo il comunicato di ieri pomeriggio, a Thewam.net ha parlato della stazione Hirpinia: “È un’opera epocale per l’intero territorio a servizio di una comunità come quella della Valle Ufita. Visto che non è appannaggio di nessuno, nè di Grottaminarda nè di Ariano, mi sono limitato a sottolineare che la stazione, aldilà dei campanilismi che non servono a nessuno, è nel territorio di Ariano e quindi qualsiasi tentativo di cambiare la realtà delle cose è inutile”.

“Quello che doveva essere un sopralluogo – continua Franza – si è tramutato in una conferenza stampa nella quale è stato ampliato il discorso parlando di altro senza convocare i rappresentanti dei comuni e della Regione”.

Su Cobino, sindaco di Grottaminarda, Franza ha affermato: “Lo ritengo una persona stimabile. Ma far credere che l’area vasta sia stata rispolverata dopo una sua sollecitazione, beh, mi sembra sia incappato in una caduta di stile. Mi sono impegnato sin da subito per il progetto convocando ad Ariano nei mesi scorsi i sindaci dei 29 comuni partecipanti. L’invito che faccio è quello d’improntare l’azione politica a una responsabilità istituzionale. Il futuro passa dall’unione dei comuni, non dai campanilismi”.

“Sono il primo a credere in un progetto territoriale. Questo non può prescindere da una certezza: Ariano deve avere di ruolo guida nel quale siano compresi tutti i comuni dell’opera. Fuori i campanilismi. La stazione Hirpinia non è di nessuno, ma di un intero territorio al di là di becere logiche di campanilismo”.

Ariano e la gestione dell’emergenza

Il comune del Tricolle è stato uno dei più colpiti della Campania dall’emergenza Coronavirus. Sui fondi per le zone rosse non pervenuti ad Ariano, Franza ha dichiarato: “Mi sono speso anche su questo fronte. Questa esclusione è stata inaspettata, ma anche discriminatoria. A me interessa sapere quello che è il destino di Ariano soprattutto sotto l’aspetto economico. I cittadini hanno dimostrato un grande senso di responsabilità. È giusto rivendicare una sorta di risarcimento”.

“Mi sono giunte notizie da alcuni concittadini – afferma l’ex sindaco del Tricolle – che gli Arianesi vengno indicati come untori. Adesso basta. Ariano rivendichi il suo ruolo anche per i cittadini che hanno sempre rispettato le norme”.

Parlando della gestione dell’emergenza ha poi aggiunto: “Ho da subito assunto una posizione critica. Ci sono stati dei ritardi oggettivi. Grazie ai test sierologici portati avanti dalla Regione qualcosa si è risolto. Con prudenza forse possiamo dire che siamo usciti dalla crisi sanitaria. Sul futuro non lo so. Altri ritardi e imprudenze, non ne possiamo tollerare. Mi auguro in caso di una nuova ondata ci sia tutta la preparazione del caso. L’esperienza dovrebbe insegnarci qualcosa. Se fossimo consapevoli, evitando strumentali campanilismi, che siamo donne e uomini della stessa terra, tutto sarebbe diverso”.

Ariano e i bimbi abbandonati tra i rifiuti

Ieri ad Ariano Irpino la Polizia municipale ha scoperto quattro bambini abbandonati tra i rifiuti in una casa a dir poco degradata. Su questo Franza ha commentato: “Non voglio entrare nel merito di chi abbia le responsabilità. C’è stata qualche mancanza. Con una segnalazione fatta prima probabilmente i fatti sarebbero andati diversamente. Credo che il grado di civiltà si misuri dal grado di solidarietà di una comunità. Non mi riferisco solo ad Ariano”.

“Stiamo vivendo una fase storica particolare – conclude Franza -. Bisogna ripartire dagli ultimi non perché siano trattati come ultimi ma perché siano i primi a essere tutelati”.

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