Arresti ad Avellino per droga: nomi, intercettazioni e cifre

Nelle 210 pagine di ordinanza cautelare si fa riferimento alle modalità di spaccio nel capoluogo irpino. Le intercettazioni e come si "recuperavano i crediti".

4' di lettura

Arresti ad Avellino per droga. Il tentato omicidio poi le intercettazioni che hanno fatto scattare le indagini. Le minacce al telefono: “Ti spacco i denti… mi vieni a prendere per il culo fino a casa?”. Le “nuove leve” che volevano prendere il controllo del mercato degli stupefacenti: decine le cessioni contestate ai diversi indagati.

L’ordinanza di 210 pagine, firmata dal gip di Avellino, Fabrizio Ciccone, apre uno spaccato sullo spaccio nel capoluogo irpino, settore nel quale cercavano di farsi largo giovani pregiudicati, affiancati da incensurati.

Finiti in una inchiesta della Procura (Procuratore facente funzione Vincenzo D’Onofrio), affidata ai carabinieri del comando provinciale di Avellino, diretti dal colonnello Luigi Bramati, che questa mattina hanno eseguito diciannove misure cautelari (tre arresti in carcere, tredici ai domiciliari e tre obblighi di dimora). All’alba è stato notato anche un elicottero impegnato nelle operazioni.

Arresti ad Avellino: i reati contestati

Gli indagati erano pronti a usare minacce di morte e intimidazioni per chi non pagava la “roba”: marijuana, hashish ma anche cocaina.

I reati contestati (ipotesi dell’accusa fino a che non passeranno al vaglio di un giudice), sono per lo più legati a episodi di spaccio ed estorsione, ma non è teorizzata l’associazione a delinquere.

Come emerge dalle indagini, non c’era un’organizzazione strutturata a gestire la vendita della droga: si può parlare più di piccoli gruppi o persone che collaboravano per accontentare un pacchetto di sessanta clienti, diviso in sotto-gruppi. Per semplificare, era una filiera corta fatta di rapporti personali fra venditore e consumatore, ma non si trattava di una distribuzione organizzata in modo scientifico.

Le modalità prevedevano anche le consegne a domicilio, di qui il nome inglese “delivery”, durante il lockdown. C’è anche qualcuno che si è impegnato parte del reddito di cittadinanza per comprare lo stupefacente.

Arresti ad Avellino. Al centro il colonnello Luigi Bramati, a sinistra di chi guarda il maresciallo Bruno Ronca e a destra il capitano Fabio Iapichino
Arresti ad Avellino. Al centro il colonnello Luigi Bramati, a sinistra di chi guarda il luogotenente Bruno Ronca e a destra il capitano Fabio Iapichino

Chi è stato arrestato

Il gip ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere per Omar D’Argenio, 47 anni, residente ad Avellino, già arrestato qualche settimana fa per un altro episodio di spaccio, a Rione Parco, dove era stato trovato dalla sezione antidroga della Questura, diretta dall’ispettore superiore Roberto De Fazio, con oltre settanta bustine di cocaina. Arresto in carcere anche per Alessio Romagnuolo, 24 anni, e Armando Faticato, 53, entrambi di Avellino. Arresti domiciliari, invece, per altri tredici indagati e obbligo di dimora per altri tre.

Tentato omicidio prima dell’indagine

Il 27 ottobre 2019, ad Avellino, un tentato omicidio di un pregiudicato della zona, mette in allerta gli investigatori, che iniziano a intercettare il sospettato numero uno e vengono attirati da alcuni suoi contatti. In certe telefonate intercettate, si fa riferimento a “no cotto”, per gli investigatori si tratta di crack.

Altre elementi determinanti sono emersi dagli appostamenti davanti a un bar dove l’indagato ha incontrato diversi assuntori di droga. Un lavoro prezioso è stato svolto dai carabinieri della compagnia e della stazione di Avellino, diretti rispettivamente dal capitano Fabio Iapichino e dal luogotenente Bruno Ronca.

Le intercettazioni

Lo stupefacente arrivava da Castello di Cisterna (Napoli), Pellezzano (Salerno) e Altavilla Irpina (Avellino), chiamato nelle ordinanza “il paese”. Nelle intercettazioni c’era qualche indagato “più originale”, che faceva riferimento al “prosciutto” o ai “cavi elettrici” per indicare lo stupefacente, qualche altro più “tradizionale”, che richiamava la canzone di Rino Gaetano, citando “Maria”, per indicare la marijuana.

Le minacce

A volte gli indagati trovavano difficoltà a farsi pagare e dovevano “ammorbidire” un cliente, a quel punto non esitavano a usare le intimidazioni. Come rivelato, ad esempio, da una intercettazione emblematica: “Tu mi vieni a prendere per culo fino a dentro casa? … Ti spacco tutti i denti in bocca mezzo scemo”.

Le difese

Nei prossimi giorni gli indagati, difesi fra gli altri dagli avvocati Gerardo Santamaria, Rolando Iorio, Danilo Iacobacci, Nello Pizza, Nicola D’Archi, Innocenzo Massaro, Dario Cierzo, Linda Orabona e Michele De Vita, avranno la possibilità di offrire la loro versione fatti. Poi, probabilmente, si andrà davanti ai giudici del Riesame di Napoli per chiedere la revoca o l’attenuazione delle misure cautelari.

Entra nei gruppi offerte di lavoro, bonus, concorsi e news

Ricevi ogni giorno gratis i migliori articoli su offerte di lavoro, bandi, bonus, agevolazioni e attualità. Scegli il gruppo che ti interessa:

  1. Telegram - Gruppo esclusivo

  2. WhatsApp - Gruppo base

Seguici anche su YouTube | Google | Gruppo Facebook | Instagram



Come funzionano i gruppi?
  1. Due volte al giorno (dopo pranzo e dopo cena) ricevi i link con le news più importanti

  2. Niente spam o pubblicità

  3. Puoi uscire in qualsiasi momento: la procedura verrà inviata ogni giorno sul gruppo

  4. Non è possibile inviare messaggi sul gruppo o agli amministratori

  5. Il tuo numero di cellulare sarà utilizzato solo per inviarti notizie