Campania, ecco i concorsi truccati in Polizia e vigili del fuoco: i costi e come funzionava

Questa mattina la Procura di Benevento ha eseguito cinque arresti. Oltre novanta gli indagati

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Un mercato della disperazione, genitori pronti a indebitarsi per far passare al figlio la selezione come poliziotto o vigile del fuoco. Mazzette che andavano dai settemila ai ventimila euro per la promessa di superare l’esame. E’ questo lo spaccato sociale che emerge dall’inchiesta della Procura di Benevento (procuratore Aldo Policastro) che questa mattina ha portato all’esecuzione di cinque arresti (tre in carcere e ai domiciliari) difesi, fra gli altri, dagli avvocati Antonio Leone, Tullio Tartaglia e Gerardo Giorgione.

Le indagini della finanza di Benevento includono episodi avvenuti anche a giugno del 2019 e quindi recentissimi.

Benevento, arresti e concorsi truccati: gli indagati

In carcere è finito Claudio Balletta, 65 anni, di Roma, vice prefetto, dirigente del Ministero dell’Interno al Dipartimento dei vigili del fuoco. Lui, per gli inquirenti, era la mente, quello che spifferava le informazioni sui concorsi ancora da realizzare, che anticipava ai complici problemi logistici, che materialmente in almeno un’occasione avrebbe consegnato loro le prove pre-selettive di un concorso.

Un metro sotto il vertice della piramide, c’erano Antonio De Matteo, 68 anni e Giuseppe Speraneo, 51 anni, che con Balletta condividono l’accusa di aver costituito una associazione a delinquere, sono entrambi funzionari dei vigili del fuoco (De matteo era in pensione).

Il numero dei clienti

Ottantanove gli indagati che avrebbero usufruito dell’aiutino (due sono irpini, uno di Caposele e a Torre le Nocelle), cinquanta gli episodi di corruzione contestati, altri dieci i nomi coperti da omissis e quindi ancora da individuare.

Sono 1174 le pagine di ordinanza cautelare che ricostruiscono un sistema, che per gli inquirenti, curava tutta la “filiera” per conto dei candidati. E si era blindato contro i controlli, se è vero che gli indagati comunicavano su telefoni intestati a cittadini stranieri. Con quei messaggi whatsapp veniva coordinata l’attività dell’associazione.

Il concorsi nel mirino

Nell’ordinanza del gip, Vincenzo Landolfi, si legge che gli indagati riuscivano, con facilità, a “influire sulla commissione di esame, sulla pianificazione e le predisposizione dei concorsi interni per vigili del fuoco”. Balletta, al ministero, si occupava anche della gestione del contenzioso. Insomma, anche in caso di ricorso, chi usufruiva dell’aiutino aveva un occhio di riguardo.

I ganci di Balletta a Benevento, dove in pratica risiedono quasi tutti quelli che avrebbero usufruito dei servizi dell‘associazione a delinquere, erano proprio De Matteo e Sparaneo. I due vigili del fuoco gestivano i rapporti con i candidati dalla fase di preparazione fino alla riscossione dei soldi.

Nell’inchiesta sono finiti bandi ancora in corso e altri che stavano per essere indetti. Oltre a quello per 1815 allievi di polizia, pubblicato il 13 marzo 1019, e quello per assicurare 250 posti come vigile del fuoco. In un caso Balletta avrebbe anche consegnato le prove pre-selettive ai suoi complici.

Gli arrestati

I domiciliari sono scattati Antonio Laverde, 44 anni, originario di Benevento ma che risiede a Fonte Nuova, in provincia di Roma, maresciallo della Finanza in servizio al Comando generale, e Vito Russo, 40 anni, originario di Benevento ma carabiniere in servizio a Tor di Quinto. Per il gip, Vincenzo Landolfi, avrebbero dimostrato disponibilità ad accettare denaro per intercedere in favore dei candidati segnalati e una capacità di incidere sulle decisioni di alcuni commissari.

Sospesi per 12 mesi dall’esercizio delle funzioni di vigile del fuoco ed agente di polizia, Alessandro Filippo Lupo, 56 anni, di Treviso, e Gianluca Galliano, 45 anni, residente ad Ardea (nel Lazio). Obbligo di dimora per Eduardo Zolli, 66 anni, che non potrà perciò lasciare Apollosa.

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