Maxi retata antidroga, 20 arresti: anche professionisti e commercianti

E' scattata questa mattina in provincia di Caserta. Sgominata una organizzazione che gestiva le piazze di spaccio a San Nicola La Strada, San Marco Evangelista e Capodrise con il benestare del clan Belforte. Trafficavano soprattutto hashish, cocaina e marijuana. I rifornitori a Napoli. Operazione dei carabinieri

Maxi retata antidroga, 20 arresti: anche professionisti e commercianti
Venti persone sono state arrestate dai carabinieri nel corso di una maxi operazione antidroga che ha sgominato nel casertano due gruppi contigui che hanno spacciato chili di droga in numerose piazze di spaccio: in carcere anche insospettabili.


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Maxi retata anti droga in provincia di Caserta: 20 arresti e tra le persone finite in manette ci sono anche professionisti e commercianti, tra loro anche un gioielliera. Un colpo durissimo all’organizzazione che avrebbe trafficato e spacciato sostanze stupefacenti tra San Nicola La Strada, San Marco Evangelista e Capodrise.

Tredici in cella, tre ai domiciliari

Tante le piazze di spaccio scoperte dai carabinieri del nucleo investigativo di Caserta. I militari hanno eseguito una ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del tribunale di Napoli su richiesta della direzione distrettuale antimafia del capoluogo campano.

I venti arrestati sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti. Diciassette sono in carcere e tre ai domiciliari.

Si muovevano con il placet dei Belforte

Le indagini sono iniziate nel 2017 e durate quasi un anno. Gli investigatori hanno individuato due gruppi criminali che si sono specializzati nello spaccio di hashish, cocaina e marijuana.

A capo dell’organizzazione che agiva nella zona di San Nicola La Strada, ci sarebbe stato Giuseppe Orefice, che avrebbe ottenuto il benestare del clan Belforte. Era lui a occuparsi dell’approvvigionamento delle sostanze che poi riforniva Giovanni Capuano, il gestore della piazza di spaccio di San Marco Evangelista.

I contatti napoletani con il Liccardi

Marco Luise con la collaborazione della moglie, Immacolata Gargiulo, era responsabile di recuperare le somme necessarie per acquistare droga nel napoletano, grazie all’intermediazione del cognato della donna, Salvatore Marino.

Raffaele Solla si occupava invece di gestire direttamente i pusher, ai quali consegnava la droga.

Il principale fornitore è stato Antonio Scotto, contiguo al clan Licciardi di Secondigliano. Dialogava direttamente con Salvatore Marino.

A occuparsi dello spaccio sulla piazza di San Nicola La Strada erano Vincenzo Masella, Daniela Rendano, Francesco Papaianni, Shauni Solimando e Joseph Parisi, operavano tutti sotto la guida di Orefice.

I ragazzi di piazza Cantone

Proprio l’arresto di Orefice ha provocato una interruzione dei rapporti con Scotto e il gruppo di Secondigliano. Il referente per gli acquisti di droga sarebbe così diventato Salvatore Terlizzi, anche lui agiva nella zona di Napoli.

A finanziare gli acquisti di droga sarebbe stato Francesco Massaro, titolare di un chiosco a San Nicola La Strada. La vendita al dettaglio nella zona di San Marco Evangelista era gestita da Giovanni Capuano, che dirigeva la batteria di pusher dei cosiddetti “ragazzi di piazza Cantone”: Jamal Draif, Alessio Geniale, Vincenzo Guida, Domenico Amoroso e Vincenzo Principio.

A gestire l’attività di spaccio si Caserta era Paolo Crisci, che aveva come riferimento Orefice.

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