VIDEO Così intercettavano le carte di credito e svuotavano i conti. Tutti i nomi

Nell'inchiesta sono finiti anche diversi casino sloveni

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Un’associazione a delinquere specializzata nella ricettazione attraverso l’utilizzo di carte di credito e debito sottratte con uno stratagemma singolare.

Le schede venivano intercettate prima che arrivassero ai destinatari. Così questa mattina sono scattati 10 arresti, eseguiti dai Carabinieri di Verbania, Napoli, Caserta e Bologna. I militari hanno anche applicato un obbligo e un divieto di dimora per altre due persone, che avrebbero un ruolo più marginale all’interno del sistema ipotizzato.

Alla base del sistema

Tutto cominciava con la sottrazione delle carte dai Centri Meccanizzati Postali dislocati in tutta Italia.

Una volta ottenute le carte, bisognava attivarle. Per farlo c’era bisogno dei dati sensibili dei legittimi proprietari. Venivano utilizzate due tecniche per ottenerli: il “social engineering” e lo “spoofing“.

Il social engineering è la capacità di usare le relazioni sociali per ottenere delle informazioni sensibili, che poi saranno riutilizzate per altri scopi.

Lo spoofing invece è la modifica del numero telefonico del chiamante. Così facendo era facile spacciarsi per banche o altri enti accreditati. Uno dei software utilizzati per lo spoofing si chiama “Incognito“, che è diventato anche il nome di tutta l’indagine.

La ricettazione

Una volta attivate le schede venivano affidate ad altri soggetti che cominciavano ad utilizzarle, sia a Napoli che in altre zone d’Italia, ma anche all’estero.

Infatti, molte delle transazioni erano avvenute in casinò in Slovenia e in Svizzera (oltre che in numerosi centri commerciali). Ecco anche perché c’è stato il supporto delle Forze di Polizia di questi stati.

Proprio nei casinò era facile la monetizzazione dei plafond delle carte. I malviventi compravano le fiches, dopo aver presentato documenti falsi, e poi le retituivano poco dopo facendosi dare i soldi in contanti.

Gli sventurati proprietari delle carte di credito venivano a sapere dell’ammanco di denaro solo con l’arrivo dell’estratto conto, diversi mesi dopo.

I nomi degli indagati

L’indagine, otta dal Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Verbania con il coordinamento della Procura della Repubblica di Napoli, è durata 8 mesi.

L’attività di ricerca ha permesso di ricostruire tutto l’organigramma dell’associazione per delinquere. I crimini documentati sono 133 (commessi da gennaio a maggio 2019), ai danni di 122 parti offese per diverse centinaia di migliaia di euro.

Sono state sequestrate 220 carte di provenienza illecita e oltre 7000 euro in contanti.

Le misure cautelari, di cui 10 arresti, hanno investito:

  • ESPOSITO Maurizio, cl. 1974, custodia in carcere;
  • ESPOSITO Salvatore, cl. 1997, custodia in carcere;
  • SACRA Pasquale, cl. 1987, custodia in carcere;
  • ACAMPA Ciro, cl. 1987, custodia in carcere;
  • DE MARTINO Michele, cl. 1992, custodia in carcere;
  • PICCOLO Nicola, cl. 1998, custodia in carcere;
  • ZAMPINO Antonio, cl. 1991, custodia in carcere;
  • DI MARTINO Raffaele, cl. 1990, custodia in carcere;
  • CARANDENTE Gianndiego, cl. 1982, custodia in carcere;
  • FABOZZI Mauro, cl. 1963, custodia in carcere;
  • RUBERTI Sabatino, cl. 1987, divieto di dimora nei comuni della Regione Campania.

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