Avellino, chilo di eroina in bagno. Ragazza arrestata ascoltata dal gip. Caccia ai complici

La 27enne ha deciso di restare in silenzio. Intanto si cercano i possibili contatti che si sarebbero occupati di piazzare la droga



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Quel chilo di eroina in bagno che per ora resterà un mistero. E’ rimasta in silenzio, la 27enne avellinese di Rione Parco che lo scorso venerdì, 5 giugno 2020, è stata arrestata dalla guardia di finanza di Avellino e da quella di Benevento. I militari sono impegnati in una indagine sullo spaccio di stupefacenti che coinvolge il capoluogo irpino, ma anche quello sannita e altri comuni.

Avellino, sequestrato chilo di eroina: l’indagata in silenzio

La donna, incensurata, difesa dall’avvocato Francesco Buonaiuto del foro di Napoli, questa mattina è comparsa di fronte al giudice per le indagini preliminari, Francesca Spella. E ha deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere e di non ricorrere neppure a dichiarazioni spontanee.

Nei suoi confronti è ipotizzata la detenzione di stupefacenti aggravata dal comma 2 Art. 80 TU 309/1990, che “se applica alle ingenti quantitativi” e può far aumentare la pena base fino alla metà degli anni.

Caccia ai complici

In casa dell’indagata, oltre all’eroina, sono stati trovati involucri sporchi di cocaina e un coltello intriso di droga. La 29enne, comunque, durante la perquisizione della guardia di finanza si è subito mostrata collaborativa e ha consegnato la droga ai militari.

Gli investigatori, durante i controlli, hanno passato al setaccio numerosi garage. L’ipotesi concreta è che avessero numerosi indizi e che il sequestro sia solo un tassello di un mosaico più ampio la cui immagine da ricomporre parte da lontano.

La droga, probabilmente, arrivava da fuori città e non è escluso che fosse solo “parcheggiata” a casa della 29enne. Appare francamente poco plausibile, che la ragazza fosse capace di procurarsi da sola una quantità di eroina così ingente e poi occuparsi anche di piazzarla. Una risposta potrebbe arrivare da alcuni telefoni sequestrati durante la perquisizione.

Un mercato in espansione

Al momento l’ipotesi più concreta è che lo stupefacente fosse destinato proprio al capoluogo irpino e il ristretto hinterland. E incrociare una vasta domanda, aumentata anche dal blocco imposto da lockdown del Coronavirus. I controlli, effettuati durante il picco dell’emergenza, hanno ridotto spaccio al dettaglio. E questo ha contribuito a far salire il prezzo della droga per chi era capace di procurarselo.

Gli spacciato hanno trovato mezzi sempre più “sofisticati” per far passare la “roba”. Ci sono stati casi anche di stupefacente nascosti in vasi di piante. Per quanto riguarda l’eroina, la droga del buco continua ad avere il suo mercato anche fra i giovanissimi, complice la sua accessibilità.

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