Corruzione, arrestato Vincenzo Schiavone: patron di due cliniche irpine

Arrestato Vincenzo Schiavone, presidente e amministratore di fatto della Casa di Cura Pineta Grande di Castel Volturno, nonché patron del gruppo al quale fanno capo anche le cliniche irpine Villa Esther e Santa Rita


2' di lettura

E’ stato arrestato ed è finito ai domiciliari Vincenzo Schiavone, presidente e amministratore di fatto della Casa di Cura Pineta Grande di Castel Volturno, nonché patron del gruppo al quale fanno capo anche le cliniche irpine Villa Esther e Santa Rita. A carico di Schiavone sono ipotizzati i reati di rivelazione di segreto d’ufficio, corruzione e abuso d’ufficio.

I domiciliari sono stati emessi dal gip del tribunale di Santa Maria Capua Vetere e nel provvedimento rientrano anche un tecnico di parte della struttura sanitaria napoletana, Domenico Romano, raggiunto dal divieto di dimora nella regione Campania, e un funzionario della Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio di Caserta, Giuseppe Schiavone, per il quale è scattata l’interdittiva della sospensione dell’esercizio dei pubblici uffici per un anno.

Indagine sui lavori a Pineta Grande

Al centro dell’inchiesta ci sono i lavori di ampliamento di Pineta Grande, per i quali come referente è stato individuato Vincenzo Schiavone. Gli arresti domiciliari sono stati eseguiti dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Caserta, nel corso di una indagine che si era già focalizzata su imprenditori, tecnici privati e impiegati pubblici del napoletano, tra i quali figurava già Schiavone.

Il gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, come confermato poi dal Riesame, aveva disposto il sequestro delle opere di ampliamento ancora in corso di realizzazione della clinica Pineta Grande, autorizzate da delibere del consiglio comunale di Castel Volturno e da permessi di costruire rilasciati dall’ufficio tecnico del Comune della provincia di Caserta.

Le accuse a Schiavone

Le indagini sono nate tra febbraio e marzo del 2018 dopo la denuncia di un’altra struttura sanitaria. Secondo quanto accertato dai militari, le autorizzazioni raccolte non rispettavano il regolamento su realizzazione e ampliamento delle strutture sanitarie, quelle della regolamentazione regionale e quelle della normativa edilizia/urbanistica. Il lavoro di indagine è stato coordinato dal Pm, Maria Antonietta Troncone.

Per il gip Schiavone avrebbe creato “una serie di relazioni che gli hanno consentito di accedere ai vari livelli istituzionali per ottenere agevolazioni e per soddisfare i propri interessi personali ed è persona capace di assoggettare gli uffici pubblici locali alle proprie esigenze personali”.

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