Solofra, violenza nell’asilo: “Nei video né abusi sessuali né schiaffi”

avvocato Gaetano aufiero
2' di lettura

“In quei video non ho riscontrato una delle parole di minaccia finite nell’ordinanza del gip né tanto meno gli abusi sessuali contestati”. L’avvocato Gaetano Aufiero, che assiste due dei docenti dell’asilo di Solofra arrestati ieri (fra i quali il 56enne di Solofra accusato di violenza sessuale), respinge ogni addebito contestato ai suoi assistiti. Finiti con altre due docenti in un’inchiesta che ricostruisce mesi di presunti maltrattamenti agli alunni e due episodi di violenza sessuale: il maestro arrestato è accusato di aver palpato nelle parti intime un bambino. Il difensore, dopo l’interrogatorio davanti al gip, è riuscito a far sostituire gli arresti domiciliari, per la maestra 66enne accusata di maltrattamenti, con l’obbligo di dimora.

“In quei video nessun bambino maltrattato”

Il legale ha raccontato di aver visionato quarantacinque minuti dei video finiti nell’inchiesta. Quelle stesse immagini che rappresentano l’ossatura portante dell’indagini. Quelle stesse immagini che, almeno dalle porzioni visionate dalla difesa, non rivelerebbero alcun maltrattamento e soprattutto nessun abuso sessuale nei confronti dei bambini di cinque anni.

“Dai filmati che ho visto in due pc, alla presenza di un altro avvocato e di un cancelliere, non emerge alcun elemento compatibile con i palpeggiamenti contestati né con gli schiaffi o altre offese. Non ho motivo di dubitare di ciò che scrivono i carabinieri nella loro informativa, ma mi fido di più di quello che vedono i miei occhi. E così ho chiesto la copia dei quattro Dvd che visionerò, nel weekend, con i collaboratori del mio studio. Riservandomi qualsiasi decisione all’esito di questa analisi”. Spiega l’avvocato Aufiero.

Asilo a Solofra: i docenti nel mirino

Il legale ha già presentato istanza di Riesame. Così ci sarà lo svelamento di tutti gli atti dell’inchiesta. Elementi che hanno spinto il magistrato a parlare di fatti gravissimi, “su un piano ben più avanzato rispetto alla valenza gravemente indiziaria, iscrivendosi a pieno titolo nella valenza della prova diretta”

I carabinieri descrivono in dettaglio quello che avveniva nella scuola: bambini trascinati sul pavimento, colpiti con ceffoni o afferrati per le orecchie. Eppure, oggi ci sono le parole del legale che, rispetto ai video visti finora (45 minuti quindi non tutti), chiarisce di non aver trovato un solo elemento che coincida con accuse così pesanti. Contestate dalla difesa anche le modalità degli arresti ritenute sproporzionate. In particolar modo rispetto al caso di una maestra 66enne affetta di diabete e che – secondo quanto afferma la difesa – è stata tenuta in caserma diverse ore dopo l’arresto all’alba.

Gli indagati – questa mattina – hanno deciso di non rispondere alle domande del gip, riservandosi ulteriori chiarimenti per quando avranno contezza di tutti gli atti dell’indagine finora. Ma intanto si professano innocenti e respingono ogni accusa. Mentre alcuni genitori ieri, a margine della conferenza stampa dei carabinieri sull’operazione, invocavano la loro rimozione.

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