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Assegni familiari ANF, chi può chiederli ancora. Requisiti

Assegni familiari ANF, chi può chiederli ancora. Requisiti e domanda per i lavoratori che possono ancora ottenerli.

di The Wam

Marzo 2022

Gli assegni familiari ANF possono ancora essere richiesti, ma solo per determinate categorie di lavoratori con alcune caratteristiche familiari (scopri le ultime notizie e poi Leggi su Telegram tutte le news sull’Assegno Unico. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Infatti, l’introduzione del nuovo assegno unico per i figli ha cancellato diversi bonus e detrazioni, tra cui anche una parte degli incentivi legati agli assegni al nucleo familiare ANF.

In questo articolo vi spiegheremo chi può ancora fare domanda e ottenere gli ANF, chi non può farlo e quali categorie di dipendenti possono approfittare della misura.

Assegni familiari ANF, requisiti

A regolare l’accesso agli assegni familiari ANF è una recentissima circolare dell’INPS, la n°34/2022.

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Innanzitutto, per ottenere gli assegni familiari ANF nel nucleo familiare non deve essere presente:

o un corso di laurea;

Detto questo, possono richiedere e ottenere gli assegni familiari ANF queste categorie di lavoratori:

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Assegno unico: quali bonus non ci sono più e quali restano

Con l’introduzione dell’Assegno unico, oltre agli Assegni familiari ANF per i figli a carico con meno di 21 anni, sono spariti diversi bonus a sostegno delle famiglie:

Invece, sono e saranno operativi:

Si comprenderà che alcune famiglie ci perderanno più di altre, ecco le proiezioni più attendibili sul tema.

Assegni familiari ANF: che fine hanno fatto le detrazioni

Non saranno più applicabili le detrazioni fiscali per i figli con meno di 21 anni, proprio perché l’Assegno unico incide su quella fascia d’età.

Significa che sopra quell’età non cambierà nulla.

Restano valide, comunque, le detrazioni al 19% per le spese sostenute per la salute, le attività sportive, la formazione e quelle prestazioni previdenziali.

Cambieranno quindi anche le buste paga, quindi gli obblighi del tuo datore di lavoro.

Assegno unico, cos’è e a chi spetta

L’Assegno unico universale è un sostegno economico che spetta a tutte le famiglie per ogni figlio a carico dal settimo mese di gravidanza e fino ai 18 anni.

Quando il figlio diventa maggiorenne l’Assegno unico spetta solo adalcune condizioni e fino a 21 anni.

Nel caso di figli con disabilità l’assegno viene erogato senza limiti d’età finché il figlio resta fiscalmente a carico.

Assegno unico per figli maggiorenni

Quando il figlio raggiunge la maggiore età può fare richiesta dell’Assegno unico anche autonomamente.

Tra i 18 e i 21 anni l’Assegno unico spetta soltanto se il giovane è iscritto a:

Alternativamente alla formazione si può ottenere l’Assegno unico anche con un contratto di apprendistato o un tirocinio, a patto che il reddito complessivo sia inferiore a 8.000 euro annui.

Ha diritto all’Assegno unico anche chi svolge il Servizio Civile Universale o è registrato come disoccupato al Centro per l’Impiego, così dimostrando di essere in cerca di lavoro.

Assegni familiari ANF: quando un figlio si considera fiscalmente a carico?

Un figlio con meno di 24 anni si considera fiscalmente a carico se ha un reddito annuale inferiore a 4.000 euro.

Oltre i 24 anni si applicano le regole degli altri familiari a carico e la soglia di reddito diminuisce fino a 2.840,51 euro.

Assegno unico universale

L’Assegno unico spetta a tutte le famiglie, a prescindere dal reddito e dal patrimonio.

La produzione dell’Isee, infatti, non è obbligatoria. Chi decide di presentarlo avrà un importo variabile in base alla sua condizione economica; chi non lo presenta avrà il minimo importo erogabile.

Come viene pagato l’Assegno unico?

I dipendenti pubblici e privati, che hanno fatto domanda, riceveranno l’Assegno unico direttamente sul conto corrente all’indirizzo IBAN indicato.

A pagarlo sarà l’INPS, significa che il datore di lavoro non c’entra nulla e la voce non rientrerà in busta paga.

Per chi invece è percettore di Reddito di cittadinanza sarà pagato direttamente sulla card del Rdc, di solito in giorni diversi rispetto a quelli di pagamento del sussidio (intorno 27 di ogni mese per i pagamenti ordinari e intorno al 15 per i nuovi beneficiari e per i rinnovi).

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