Gli assegni familiari ANF possono ancora essere richiesti, ma solo per determinate categorie di lavoratori con alcune caratteristiche familiari - Scopri le ultime notizie su bonus e agevolazioni Inps. Entra nei nostri gruppi WhatsApp e Telegram.
Infatti, l’introduzione del nuovo assegno unico per i figli ha cancellato diversi bonus e detrazioni, tra cui anche una parte degli incentivi legati agli assegni al nucleo familiare ANF.
In questo articolo vi spiegheremo chi può ancora fare domanda e ottenere gli ANF, chi non può farlo e quali categorie di dipendenti possono approfittare della misura.
- Assegni familiari ANF, requisiti
- Assegno unico: quali bonus non ci sono più e quali restano
- Assegni familiari ANF che fine hanno fatto le detrazioni
- Assegno unico, cos’è e a chi spetta
- Assegno unico per figli maggiorenni
- Assegni familiari ANF, quando un figlio si considera fiscalmente a carico?
- Assegno unico universale
- Come viene pagato l’Assegno unico?
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Assegni familiari ANF, requisiti
A regolare l’accesso agli assegni familiari ANF è una recentissima circolare dell’INPS, la n°34/2022.
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Innanzitutto, per ottenere gli assegni familiari ANF nel nucleo familiare non deve essere presente:
- un figlio minorenne a carico;
- figlio con disabilità a carico, senza limiti di età;
- un figlio maggiorenne a carico, fino 21 anni di età, che si trovi in una di queste condizioni:
- frequenti un corso di formazione scolastica, professionale
o un corso di laurea;
- svolga un tirocinio o ovvero un’attività lavorativa con un reddito inferiore a 8.000 euro annui;
- sia registrato come disoccupato al Centro per l’impiego;
- svolga il Servizio Civile Universale.
Detto questo, possono richiedere e ottenere gli assegni familiari ANF queste categorie di lavoratori:
- Lavoratori dipendenti privati e di prestazioni da lavoro dipendente;
- Lavoratori domestici e domestici somministrati;
- Lavoratori iscritti alla Gestione separata;
- Lavoratori di ditte cessate, fallite o inadempienti;
- Lavoratori agricoli a pagamento diretto ANF;
- Percettori di NASpI;
- Percettori di CIGO/CIGS/CIGD/CISOA/ASO/AIS/IMA;
- Beneficiari di prestazioni antitubercolari;
- Lavoratori in aspettativa sindacale;
- Marittimi sbarcati per infortunio o malattia;
- Lavoratori socialmente utili (LSU) e Titolari di assegno ASU a carico del Fondo Sociale Occupazione e Formazione (FSOF);
- Percettori di altre prestazioni previdenziali per le quali è prevista la corresponsione dell’ANF.
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Assegno unico: quali bonus non ci sono più e quali restano
Con l’introduzione dell’Assegno unico, oltre agli Assegni familiari ANF per i figli a carico con meno di 21 anni, sono spariti diversi bonus a sostegno delle famiglie:
- premio alla nascita da 800 euro;
- bonus bebè;
- fondo prestiti ai neo genitori;
- bonus terzo figlio (assegni familiari dei comuni);
- assegno temporaneo per i figli minori.
Invece, sono e saranno operativi:
- reddito di cittadinanza;
- bonus asilo nido;
- indennità di maternità del Comune per mamme disoccupate;
- congedi parentali.
Si comprenderà che alcune famiglie ci perderanno più di altre, ecco le proiezioni più attendibili sul tema.
Assegni familiari ANF: che fine hanno fatto le detrazioni
Non saranno più applicabili le detrazioni fiscali per i figli con meno di 21 anni, proprio perché l’Assegno unico incide su quella fascia d’età.
Significa che sopra quell’età non cambierà nulla.
Restano valide, comunque, le detrazioni al 19% per le spese sostenute per la salute, le attività sportive, la formazione e quelle prestazioni previdenziali.
Cambieranno quindi anche le buste paga, quindi gli obblighi del tuo datore di lavoro.
Assegno unico, cos’è e a chi spetta
L’Assegno unico universale è un sostegno economico che spetta a tutte le famiglie per ogni figlio a carico dal settimo mese di gravidanza e fino ai 18 anni.
Quando il figlio diventa maggiorenne l’Assegno unico spetta solo adalcune condizioni e fino a 21 anni.
Nel caso di figli con disabilità l’assegno viene erogato senza limiti d’età finché il figlio resta fiscalmente a carico.
Assegno unico per figli maggiorenni
Quando il figlio raggiunge la maggiore età può fare richiesta dell’Assegno unico anche autonomamente.
Tra i 18 e i 21 anni l’Assegno unico spetta soltanto se il giovane è iscritto a:
- Scuola pubblica o privata che dopo cinque anni rilasci il diploma di maturità (parliamo dei classici licei, istituti tecnici e professionali);
- Un percorso di Formazione Professionale Regionale o Centro di Formazione Professionale. In questi centri si accede dopo le scuole medie e si frequenta per tre/quattro anni. Dopo quel periodo viene rilasciato un diploma professionale di tecnico;
- Un percorso di Istruzione e Formazione Tecnica Superiore (IFTS), sia pubblico che privato. Di solito questi corsi sono annuali e rilasciato un attestato di specializzazione professionale di 4° livello EQF;
- Un corso di laurea (valgono tutti).
Alternativamente alla formazione si può ottenere l’Assegno unico anche con un contratto di apprendistato o un tirocinio, a patto che il reddito complessivo sia inferiore a 8.000 euro annui.
Ha diritto all’Assegno unico anche chi svolge il Servizio Civile Universale o è registrato come disoccupato al Centro per l’Impiego, così dimostrando di essere in cerca di lavoro.
Assegni familiari ANF: quando un figlio si considera fiscalmente a carico?
Un figlio con meno di 24 anni si considera fiscalmente a carico se ha un reddito annuale inferiore a 4.000 euro.
Oltre i 24 anni si applicano le regole degli altri familiari a carico e la soglia di reddito diminuisce fino a 2.840,51 euro.
Assegno unico universale
L’Assegno unico spetta a tutte le famiglie, a prescindere dal reddito e dal patrimonio.
La produzione dell’Isee, infatti, non è obbligatoria. Chi decide di presentarlo avrà un importo variabile in base alla sua condizione economica; chi non lo presenta avrà il minimo importo erogabile.
Come viene pagato l’Assegno unico?
I dipendenti pubblici e privati, che hanno fatto domanda, riceveranno l’Assegno unico direttamente sul conto corrente all’indirizzo IBAN indicato.
A pagarlo sarà l’INPS, significa che il datore di lavoro non c’entra nulla e la voce non rientrerà in busta paga.
Per chi invece è percettore di Reddito di cittadinanza sarà pagato direttamente sulla card del Rdc, di solito in giorni diversi rispetto a quelli di pagamento del sussidio (intorno 27 di ogni mese per i pagamenti ordinari e intorno al 15 per i nuovi beneficiari e per i rinnovi).
Chi ha letto questo articolo sugli Assegni familiari ANF ha anche letto:
- Assegno Unico 2022, guida alle maggiorazioni;
- Isee 2022 per Assegno Unico, guida per genitori conviventi;
- Assegno unico 2022, chi ci perde e quanto. Tabelle e importi.
