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Assegno di inclusione dal 15 maggio 2024: le spese vietate

Quali sono le spese vietate con l'Assegno di inclusione? Scopriamolo insieme.

di Alda Moleti

Maggio 2024

In questo articolo vedremo quali sono le spese vietate con l’Assegno di inclusione e quando è previsto il pagamento di maggio 2024 (scopri le ultime notizie sul Rdc e sui bonus attivi in italia. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Quando arriva il pagamento dell’Assegno di inclusione di maggio 2024?

Il pagamento dell’Assegno di inclusione è programmato dal 15 aprile 2024 per i beneficiari che hanno presentato la domanda, accolta favorevolmente, entro il 30 aprile 2024.

L’accredito dell’Adi sarà invece effettuato il 28 maggio 2024 per coloro che hanno già ricevuto l’assegno ad aprile 2024 e per quelli che hanno inviato la domanda nella finestra di tempo compresa tra il 1 e il 15 maggio 2024.

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Quali sono le spese vietate con l’Assegno di inclusione?

L’Assegno di inclusione (Adi), introdotto il 1° gennaio 2024, sostituisce il Reddito di cittadinanza e si rivolge alle famiglie con minori, persone con disabilità, anziani (oltre i 60 anni) o individui assistiti dai servizi sociali.

L’Adi comprende due componenti principali: la Quota A, che integra il reddito del nucleo familiare in base alla sua composizione, e la Quota B, destinata alle famiglie che vivono in affitto, per contribuire al pagamento del canone di locazione.

I beneficiari ricevono l’importo totale, che combina queste due quote, sulla Carta di inclusione, una carta prepagata emessa da Poste Italiane. Questa carta consente il pagamento diretto di specifici beni e servizi e prevede alcuni limiti sui prelievi di contanti.

Cosa NON si può comprare con l’Assegno di inclusione?

Come abbiamo detto, ci sono una serie di restrizioni che riguardano l’utilizzo della Carta di inclusione per i pagamenti diretti. Nello specifico con la carta non è possibile:

Si può pagare il mutuo con l’Assegno di inclusione?

Se si pagano le rate di un mutuo prima casa, la Quota B dell’Assegno di inclusione non spetta, poiché è riservata ai nuclei familiari che pagano un affitto.

Tuttavia, è comunque possibile pagare le rate del mutuo utilizzando l’importo dell’Assegno di inclusione attraverso la Quota A, che è calcolata in base al reddito e alla composizione del nucleo familiare. Questa quota spetta infatti a tutti i beneficiari.

Spese vietate con l'Assegno di inclusione
In foto, la pagina ufficiale dell’Assegno di inclusione sul sito dell’INPS.

Quali sono i limiti di prelievo della Carta di inclusione

La Carta di inclusione consente anche il prelievo di contanti, con delle restrizioni però sulla quantità di denaro che può essere prelevata dagli sportelli automatici (ATM).

Il limite di prelievo mensile per i beneficiari dell’Adi varia a seconda della composizione del nucleo familiare.

Come calcolare il limite di prelievo mensile dell’Adi

La Carta di inclusione impone limiti massimi mensili per i prelievi in contanti, che vengono calcolati in base alla composizione del nucleo familiare.

Per i nuclei composti da una sola persona, il limite massimo mensile per i prelievi in contanti è stabilito a 100 euro.

Per le famiglie più numerose, il limite massimo mensile di prelievo si determina moltiplicando 100 euro per il parametro della scala di equivalenza, un coefficiente che riflette la composizione del nucleo familiare. Questo coefficiente assegna 1 punto alla famiglia e aggiunge ulteriori punti per ogni componente aggiuntivo, seguendo questi criteri:

Esempio di calcolo del limite di prelievo dell’Adi

Prendiamo come esempio una famiglia composta da 2 adulti e 1 bambino di 7 anni. In questo caso, il parametro della scala di equivalenza è di 1,15: viene assegnato 1 punto di base a tutto il nucleo familiare e si aggiungono 0,15 punti per il minore.

Con questo parametro della scala di equivalenza, il limite massimo di denaro che questa famiglia può prelevare mensilmente tramite la Carta di inclusione è 115 euro. Questa somma si ottiene moltiplicando i 100 euro per il valore 1,15.

FAQ: Domande frequenti sull’Assegno di inclusione

Cosa è cambiato per l’Assegno di inclusione a giugno 2023?

A giugno 2023 sono state introdotte alcune modifiche all’Assegno di inclusione. È importante tenere presente che, a partire dal 1° gennaio 2024, l’Assegno di inclusione prenderà il posto del Reddito di cittadinanza. Le modifiche riguardano l’obbligo per il percettore attivabile al lavoro di accettare la prima offerta congrua di lavoro.

Chi può beneficiare dell’Assegno di inclusione se ha più di 60 anni?

Le persone che hanno superato i 60 anni di età, hanno un ISEE di massimo 9.360 euro e rispettano i requisiti di reddito e patrimoni, possono beneficiare dell’Assegno di inclusione.

Ci sono differenze tra la Pensione di Cittadinanza e l’Assegno di inclusione?

Le differenze sostanziali tra la Pensione di Cittadinanza e l’Assegno di inclusione riguardano il calcolo degli importi spettanti. Per il resto i requisiti di età e le condizioni economiche restano pressoché invariati.

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