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Assegno di inclusione 15 marzo: le spese vietate

Assegno di inclusione e spese vietate: quali sono? Scopriamolo insieme.

di Alda Moleti

Marzo 2024

In questo articolo parleremo di Assegno di inclusione e spese vietate e vedremo cosa si può comprare e cosa no (scopri le ultime notizie sul Rdc e sui bonus attivi in italia. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Quando arriva il pagamento dell’Assegno di inclusione di marzo 2024?

L’Assegno di inclusione (Adi) sarà erogato a partire dal 15 marzo 2024 per coloro che ne hanno fatto richiesta nel mese di febbraio 2024 e per chi ha avuto la propria domanda approvata nelle ultime ore. Tra il 12 e il 14 marzo 2024, si procederà con le operazioni di accredito dell’Adi per questi beneficiari.

Le ricariche, per coloro che hanno già ottenuto il sussidio a febbraio 2024, sono programmate invece per il 27 marzo 2024.

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Tabella dei pagamenti dell’Assegno di inclusione

La tabella qui sotto presenta il calendario del il primo pagamento dell’Assegno di inclusione, in base alla data di inoltro della domanda e della firma del Patto di attivazione digitale.

Domande presentate entroSottoscrizione Patto di attivazione digitale ed esito positivo dell’IstruttoriaDisponibilità carte inclusione con importo accreditato per il ritiro presso gli Uffici postali per i richiedenti che abbiano ricevuto i l’SMS
febbraio 2024febbraio 2024venerdì 15 marzo 2024
febbraio 2024marzo  2024martedì 16 aprile 2024
marzo 2024marzo 2024martedì 16 aprile 2024
marzo 2024maggio 2024sabato 15 giugno 2024
aprile 2024aprile 2024mercoledì 15 maggio 2024
maggio 2024 maggio 2024sabato 15 giugno 2024
giugno 2024giugno 2024martedì 16 luglio2024
Tabella dei pagamenti dell’Assegno di inclusione

Assegno di inclusione e spese vietate: quali sono?

L’Assegno di inclusione (Adi), lanciato il 1° gennaio 2024, prende il posto del Reddito di cittadinanza, ma è specificamente destinato alle famiglie che contengono minori, persone con disabilità, anziani (oltre i 60 anni) o individui assistiti dai servizi sociali.

L’Adi prevede due componenti principali per l’importo erogato:

  1. Quota A: rappresenta un incremento al reddito del nucleo familiare, determinato in base alla composizione dello stesso.
  2. Quota B: rivolta alle famiglie residenti in immobili in affitto, questa quota contribuisce al pagamento del canone di locazione.

I beneficiari ricevono l’intero importo dell’Adi, che somma le due quote, sulla Carta di inclusione, una carta prepagata fornita da Poste Italiane. Questa carta consente pagamenti diretti di alcuni beni e servizi e ha anche dei limiti che riguardano il prelievo di contanti.

Per dettagli sulle somme attribuite, è utile consultare l’articolo dedicato agli importi dell’Adi.

Cosa NON si può comprare con l’Assegno di inclusione?

Anche se la carta dell’Assegno di inclusione offre la possibilità di effettuare sia prelievi di contanti che acquisti diretti, esistono delle restrizioni specifiche riguardo i beni e servizi che si possono comprare. In particolare, utilizzando la Carta di inclusione, non è consentito:

Assegno-di-inclusione-e-spese-vietate-inps
In foto, la pagina ufficiale dell’Assegno di inclusione sul sito dell’INPS.

Si può pagare il mutuo con l’Assegno di inclusione?

Relativamente al pagamento del mutuo, è necessario fare una distinzione: nel caso in cui si possegga un mutuo prima casa, la quota B dell’Assegno di inclusione non spetta, dato che è prevista esclusivamente per i nuclei familiari che pagano l’affitto.

Ciò nonostante, rimane possibile saldare le rate del mutuo mediante l’importo dell’Assegno di inclusione, ma utilizzando la quota A, cioè quella parte dell’assegno determinata in base al reddito e alla composizione del nucleo familiare.

Quali sono i limiti di prelievo della Carta di inclusione

La Carta di inclusione consente il prelievo di contanti, tuttavia sono stati stabiliti dei limiti riguardo alla quantità di denaro che si può ritirare dagli sportelli automatici (ATM).

Il limite di prelievo mensile per i beneficiari dell’Adi è determinato in base alla composizione del nucleo familiare. Vediamo come viene calcolato!

Come calcolare il limite di prelievo mensile dell’Adi

La Carta di inclusione prevede limiti massimi mensili per i prelievi in contanti, definiti sulla base della composizione del nucleo familiare, allo scopo di soddisfare le diverse esigenze economiche delle famiglie.

Per i nuclei composti da un solo individuo, il limite massimo mensile per i prelievi in contanti è stabilito a 100 euro.

Per i nuclei familiari più numerosi, il limite massimo mensile di prelievo si ottiene moltiplicando i 100 euro per il parametro della scala di equivalenza. Questo coefficiente si calcola assegnando 1 punto a tutta la famiglia e modulando il valore in base al numero totale dei componenti, secondo i seguenti criteri:

Esempio di calcolo del limite di prelievo dell’Adi

Per illustrare il funzionamento del sistema di prelievo con la Carta di inclusione, consideriamo l’esempio di una famiglia composta da 2 adulti e 2 bambini di 7 e 8 anni. In questa situazione, il parametro della scala di equivalenza è di 1,3, ottenuto assegnando 1 punto di base al nucleo familiare e aggiungendo 0,15 punti per ciascuno dei due bambini.

Basandosi su questo coefficiente, il limite massimo di denaro che la famiglia può prelevare mensilmente attraverso la Carta di inclusione ammonta a 130 euro. Questo importo si ottiene moltiplicando il limite base di 100 euro per il parametro della scala di equivalenza 1,3.

FAQ: Domande frequenti sull’Assegno di inclusione

Cosa è cambiato per l’Assegno di inclusione a giugno 2023?

A giugno 2023 sono state introdotte alcune modifiche all’Assegno di inclusione. È importante tenere presente che, a partire dal 1° gennaio 2024, l’Assegno di inclusione prenderà il posto del Reddito di cittadinanza. Le modifiche riguardano l’obbligo per il percettore attivabile al lavoro di accettare la prima offerta congrua di lavoro.

Chi può beneficiare dell’Assegno di inclusione se ha più di 60 anni?

Le persone che hanno superato i 60 anni di età, hanno un ISEE di massimo 9.360 euro e rispettano i requisiti di reddito e patrimoni, possono beneficiare dell’Assegno di inclusione.

Ci sono differenze tra la Pensione di Cittadinanza e l’Assegno di inclusione?

Le differenze sostanziali tra la Pensione di Cittadinanza e l’Assegno di inclusione riguardano il calcolo degli importi spettanti. Per il resto i requisiti di età e le condizioni economiche restano pressoché invariati.

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