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Assegno di inclusione 27 marzo: spese vietate

Assegno di inclusione e spese vietate: quali sono? Scopriamolo insieme.

di Alda Moleti

Marzo 2024

In questo articolo parleremo di Assegno di inclusione e spese vietate e vedremo cosa si può comprare e cosa no (scopri le ultime notizie sul Rdc e sui bonus attivi in italia. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Quando arriva il pagamento dell’Assegno di inclusione di marzo 2024?

I nuclei familiari che percepiscono l’Assegno di inclusione e per i quali marzo non corrisponde alla prima erogazione — avendo già beneficiato di un versamento a febbraio — riceveranno il pagamento questo mese a partire dal 26 marzo 2024. Ovvero, con 1 giorno di anticipo rispetto al calendario abituale, che vede i pagamenti iniziare il 27 di ogni mese.

Invece, la tempistica del primo pagamento dell’Assegno di inclusione, dopo la richiesta, dipende principalmente da due fattori: il periodo in cui è stata presentata la domanda e il giorno in cui è stato firmato il Patto di attivazione digitale.

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Tabella dei pagamenti dell’Assegno di inclusione

La tabella seguente illustra il calendario per il primo accredito dell’Assegno di inclusione, in base alla data di invio della domanda e della sottoscrizione del Patto di attivazione digitale.

Domande presentate entroSottoscrizione Patto di attivazione digitale ed esito positivo dell’IstruttoriaDisponibilità carte inclusione con importo accreditato per il ritiro presso gli Uffici postali per i richiedenti che abbiano ricevuto i l’SMS
febbraio 2024febbraio 2024venerdì 15 marzo 2024
febbraio 2024marzo  2024martedì 16 aprile 2024
marzo 2024marzo 2024martedì 16 aprile 2024
marzo 2024maggio 2024sabato 15 giugno 2024
aprile 2024aprile 2024mercoledì 15 maggio 2024
maggio 2024 maggio 2024sabato 15 giugno 2024
giugno 2024giugno 2024martedì 16 luglio2024
Tabella dei pagamenti dell’Assegno di inclusione

Assegno di inclusione e spese vietate: quali sono?

L’Assegno di inclusione (Adi), introdotto il 1° gennaio 2024, sostituisce il Reddito di cittadinanza ed è mirato specificamente a famiglie con minori, disabili, anziani (oltre i 60 anni) o persone seguite dai servizi sociali.

L’Adi si articola in due quote fondamentali per quanto riguarda l’importo erogato:

  1. Quota A: contribuisce all’aumento del reddito familiare ed è calcolata in base alla sua composizione.
  2. Quota B: destinata alle famiglie che vivono in case in affitto, questa porzione aiuta a coprire i costi del canone di locazione.

I beneficiari dell’Adi ricevono la totalità dell’importo, che unisce queste due quote, tramite la Carta di inclusione, una carta prepagata emessa da Poste Italiane. Questa carta è utilizzabile per pagamenti specifici di beni e servizi e prevede dei limiti sui prelievi di contante.

Per avere un’idea più chiara degli importi assegnati, si consiglia di leggere l’articolo relativo agli importi dell’Adi.

Assegno-di-inclusione-e-spese-vietate-adi
In foto, la pagina ufficiale dell’Assegno di inclusione sul sito dell’INPS.

Cosa NON si può comprare con l’Assegno di inclusione?

Sebbene la carta dell’Assegno di inclusione permetta sia prelievi di contante che pagamenti diretti, ci sono delle limitazioni precise sui tipi di beni e servizi acquistabili. Specificamente, con la Carta di inclusione, non si può:

Si può pagare il mutuo con l’Assegno di inclusione?

Quando si tratta del pagamento del mutuo è importante fare una distinzione: per chi ha un mutuo sulla prima casa, la quota B dell’Assegno di inclusione non è applicabile, essendo destinata esclusivamente ai nuclei familiari che sostengono spese relative all’affitto.

Tuttavia, è ancora possibile coprire le rate del mutuo con l’importo dell’Assegno di inclusione, ma attraverso la quota A, ovvero quella parte dell’assegno calcolata in base al reddito e alla composizione del nucleo familiare.

Quali sono i limiti di prelievo della Carta di inclusione

La Carta di inclusione offre la possibilità di prelevare contanti, ma esistono dei limiti specifici sulla quantità di denaro che si può ritirare dagli sportelli automatici (ATM).

Il limite di prelievo mensile per i beneficiari dell’Adi varia a seconda della struttura del nucleo familiare. Vediamo come!

Come calcolare il limite di prelievo mensile dell’Adi

La Carta di inclusione stabilisce dei limiti massimi mensili per i prelievi di contanti, che variano in base alla composizione del nucleo familiare, per rispondere alle varie necessità economiche delle famiglie.

Per i singoli individui il limite massimo mensile per i prelievi di contanti è fissato a 100 euro.

Per le famiglie più numerose, il limite massimo mensile di prelievo si calcola moltiplicando 100 euro per il parametro della scala di equivalenza. Questo parametro si determina assegnando un valore iniziale di 1 punto all’intera famiglia, aggiustandolo poi in base al numero totale dei membri, seguendo questi criteri:

Esempio di calcolo del limite di prelievo dell’Adi

Per capire meglio il sistema di prelievo con la Carta di inclusione, analizziamo l’esempio di una famiglia formata da due adulti e due bambini di 7 e 8 anni. In questo caso, il parametro della scala di equivalenza è pari a 1,3. Questo valore deriva dall’assegnazione di 1 punto di base per il nucleo familiare, con l’aggiunta di 0,15 punti per ciascuno dei due bambini.

Utilizzando questo coefficiente, il limite massimo di denaro prelevabile mensilmente tramite la Carta di inclusione da questa famiglia è di 130 euro. Questa cifra si calcola moltiplicando il limite base di prelievo di 100 euro per il parametro della scala di equivalenza, che in questo esempio è 1,3.

FAQ: Domande frequenti sull’Assegno di inclusione

Cosa è cambiato per l’Assegno di inclusione a giugno 2023?

A giugno 2023 sono state introdotte alcune modifiche all’Assegno di inclusione. È importante tenere presente che, a partire dal 1° gennaio 2024, l’Assegno di inclusione prenderà il posto del Reddito di cittadinanza. Le modifiche riguardano l’obbligo per il percettore attivabile al lavoro di accettare la prima offerta congrua di lavoro.

Chi può beneficiare dell’Assegno di inclusione se ha più di 60 anni?

Le persone che hanno superato i 60 anni di età, hanno un ISEE di massimo 9.360 euro e rispettano i requisiti di reddito e patrimoni, possono beneficiare dell’Assegno di inclusione.

Ci sono differenze tra la Pensione di Cittadinanza e l’Assegno di inclusione?

Le differenze sostanziali tra la Pensione di Cittadinanza e l’Assegno di inclusione riguardano il calcolo degli importi spettanti. Per il resto i requisiti di età e le condizioni economiche restano pressoché invariati.

Ecco gli articoli preferiti dagli utenti sull’Assegno di inclusione:

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