In questo articolo parleremo di Assegno di inclusione e accompagnamento e vedremo se l’indennità influisce sui requisiti di reddito per ricevere l’Adi - Scopri le nostre guide complete su invalidità, Legge 104 e pensione anticipata.
Indice
Assegno di inclusione e accompagnamento: sono compatibili?
Dal 1° gennaio 2024 l’Assegno di inclusione (Adi) è stato introdotto in sostituzione del Reddito di cittadinanza, come indicato dal Decreto Lavoro (DL 48/2023).
Questa iniziativa è diretta a nuclei familiari che includono almeno un minore, una persona con disabilità, un individuo di età pari o superiore a 60 anni o persone che sono assistite dai servizi sociali a fronte di gravi difficoltà bio-psico-sociali.
L’indennità di accompagnamento, invece, è una prestazione economica, erogata a domanda, a favore dei soggetti mutilati o invalidi totali per i quali è stata accertata l’impossibilità di deambulare senza l’aiuto di un accompagnatore oppure l’incapacità di compiere gli atti quotidiani della vita.
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Di conseguenza, poiché l’indennità di accompagnamento è una prestazione destinata ai disabili è assolutamente compatibile con l’Assegno di inclusione. Uno dei requisiti indispensabili per richiedere l’Adi è proprio che vi sia in famiglia un membro disabile.
L’accompagnamento fa reddito ai fini dell’Assegno di inclusione?
Per ottenere l’Assegno di inclusione è indispensabile adempiere a determinate condizioni riguardanti l’ISEE del nucleo familiare e il reddito complessivo, considerando nell’ISEE anche eventuali prestazioni sociali ottenute.
Tuttavia, nel caso dell’indennità di accompagnamento questa prestazione non viene conteggiata ai fini del calcolo del reddito percepito. Più in generale, ai fini di stabilire i requisiti di reddito per l’Adi non vengono mai conteggiate le prestazioni assegnate per la sola condizione di disabilità del soggetto (come l’accompagnamento).

Diversamente, sono conteggiate, per esempio, prestazioni quali l’assegno ordinario di invalidità perché questo si basa su contributi versati.
Trovate maggiori informazioni su cosa fa reddito e cosa no ai fini dell’Adi nella guida ufficiale redatta dal Ministero del Lavoro, che potete scaricare cliccando sul pulsante di download qui sotto.
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Quali sono i requisiti necessari per richiedere l’Assegno di inclusione?
Per essere idonei all’Assegno di inclusione, i candidati, inclusi coloro che beneficiano dell’accompagnamento, devono soddisfare determinati criteri. Questi criteri sono legati a fattori quali cittadinanza, residenza, ISEE, reddito e patrimonio. Ecco un elenco dei requisiti indispensabili:
- essere cittadino dell’Unione Europea o suo familiare che sia titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente, ovvero cittadino di paesi terzi in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, ovvero titolare dello status di protezione internazionale, di cui al decreto legislativo 19 novembre 2007, n. 251;
- al momento della presentazione della domanda, deve essere residente in Italia per almeno 5 anni, di cui gli ultimi 2 anni in modo continuativo;
- il requisito dei 5 anni di residenza è esteso a tutti componenti del nucleo familiare conteggiati nella scala di equivalenza dell’Assegno di inclusione;
- un valore dell’ISEE in corso di validità non superiore a 9.360 euro;
- un valore del reddito familiare inferiore ad una soglia di 6.000 euro annui, moltiplicata per il corrispondente parametro della scala di equivalenza. La soglia di reddito familiare è invece fissata in 7.560 euro annui, moltiplicata secondo la stessa scala di equivalenza, se il nucleo familiare è composto da persone tutte di età pari o superiore a 67 anni ovvero da persone di età pari o superiore a 67 anni e da altri familiari tutti in condizioni di disabilità grave o di non autosufficienza.
- un valore del patrimonio immobiliare, come definito ai fini ISEE, diverso dalla casa di abitazione di valore ai fini IMU non superiore a 150.000 euro, non superiore a 30.000 euro;
- un valore del patrimonio mobiliare, come definito ai fini ISEE, non superiore a una soglia di 6.000 euro, accresciuta di 2.000 euro per ogni componente il nucleo familiare successivo al primo, fino a un massimo di 10.000 euro, incrementato di ulteriori 1.000 euro per ogni minorenne successivo al secondo; tali massimali sono ulteriormente incrementati di 5.000 euro per ogni componente in condizione di disabilità e di 7.500 euro per ogni componente in condizione di disabilità grave o di non autosufficienza, come definite a fini ISEE, presente nel nucleo;
- nessun componente il nucleo familiare deve essere intestatario a qualunque titolo o avere piena disponibilità di autoveicoli di cilindrata superiore a 1600 cc. o motoveicoli di cilindrata superiore a 250 cc., immatricolati la prima volta nei trentasei mesi antecedenti la richiesta, esclusi gli autoveicoli e i motoveicoli per cui è prevista una agevolazione fiscale in favore delle persone con disabilità ai sensi della disciplina vigente;
- nessun componente deve essere intestatario a qualunque titolo o avere piena disponibilità di navi e imbarcazioni da diporto, nonché di aeromobili di ogni genere;
- nessun componente del nucleo familiare deve essere stato sottoposto a misura cautelare personale, a misura di prevenzione, nonché la mancanza di sentenze definitive di condanna o adottate ai sensi dell’articolo 444 e seguenti del codice di procedura penale intervenute nei dieci anni precedenti la richiesta.
Come richiedere l’Assegno di inclusione
L’Assegno di inclusione è stato introdotto il 1° gennaio 2024, come previsto dal Decreto Lavoro (n. 48/2023, art. 4, comma 1), che ha definito le modalità per la presentazione delle domande.
Per inoltrare la propria domanda è necessario visitare il sito dell’INPS, effettuare l’accesso e seguire le istruzioni fornite dalla piattaforma online. Le opzioni per l’autenticazione sul sito dell’INPS includono:
- SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale),
- CIE (Carta d’Identità Elettronica),
- CNS (Carta Nazionale dei Servizi).
In aggiunta alla procedura digitale è anche possibile presentare la domanda per l’Assegno di inclusione tramite i Patronati, secondo quanto stabilito dal decreto.
Quali sono gli importi dell’Assegno di inclusione con accompagnamento?
L’importo mensile dell’Assegno di inclusione è diviso in due parti principali: la quota A e la quota B. La quota A funge da integrazione al reddito del nucleo familiare e varia a seconda della composizione del nucleo stesso e del suo reddito complessivo.
Tuttavia, nel caso di quanti ricevono l’indennità di accompagnamento, poiché questa non influisce sul reddito, non influisce nemmeno sul calcolo degli importi dell’Assegno di inclusione.
La quota B è invece specificatamente destinata ai nuclei familiari che risiedono in un’abitazione in affitto e mira a offrire un sostegno nel pagamento del canone di locazione.
Per avere un quadro chiaro degli importi spettanti, è consigliabile consultare l’articolo che approfondisce gli importi dell’Assegno di inclusione, dove è presente una tabella che illustra la ripartizione delle somme in base a vari criteri.
FAQ: Domande frequenti sull’Assegno di inclusione
Cosa è cambiato per l’Assegno di inclusione a giugno 2023?
A giugno 2023 sono state introdotte alcune modifiche all’Assegno di inclusione. È importante tenere presente che, a partire dal 1° gennaio 2024, l’Assegno di inclusione prenderà il posto del Reddito di cittadinanza. Le modifiche riguardano l’obbligo per il percettore attivabile al lavoro di accettare la prima offerta congrua di lavoro.
Chi può beneficiare dell’Assegno di inclusione se ha più di 60 anni?
Le persone che hanno superato i 60 anni di età, hanno un ISEE di massimo 9.360 euro e rispettano i requisiti di reddito e patrimoni, possono beneficiare dell’Assegno di inclusione.
Ci sono differenze tra la Pensione di Cittadinanza e l’Assegno di inclusione?
Le differenze sostanziali tra la Pensione di Cittadinanza e l’Assegno di inclusione riguardano il calcolo degli importi spettanti. Per il resto i requisiti di età e le condizioni economiche restano pressoché invariati.
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