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Assegno di inclusione aprile: cosa cambia. Over 60, disabili

Come cambia l'Assegno di inclusione ad aprile 2024? Scopriamolo insieme.

di Alda Moleti

Aprile 2024

In questo articolo vedremo come cambia l’Assegno di inclusione ad aprile 2024 e quali sono le novità per i beneficiari (scopri le ultime notizie sul Rdc e sui bonus attivi in italia. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Come cambia l’Assegno di inclusione ad aprile 2024?

L’Assegno di inclusione (Adi), introdotto il 1° gennaio 2024, sostituisce il Reddito di cittadinanza, ma a differenza di quest’ultimo è destinato solo alle famiglie con minori, disabili, anziani (oltre i 60 anni) o persone seguite dai servizi sociali. Ad aprile 2024 ci sono alcune novità che riguardano l’Assegno di inclusione (Adi). Vediamole tutte nel dettaglio!

Come cambia il calendario dei pagamenti dell’Adi

La prima novità in assoluto riguarda un cambiamento nel calendario dei pagamenti dell’Assegno di inclusione erogati dall’INPS.

Nello specifico l’Istituto di previdenza ha pubblicato il nuovo calendario dei pagamenti dell’Adi da aprile a giugno 2024, per quei percettori che aspettano il regolare accredito e non la prima mensilità dopo la domanda. Il nuovo calendario è quello riportato di seguito:

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Tabella del primo pagamento dell’Adi dopo la domanda

Il calendario del primo pagamento dell’Assegno di inclusione è determinato dalla data di inoltro della domanda e dalla firma del Patto di attivazione. Per le domande inoltrate nei prossimi mesi che riceveranno un esito positivo dopo l’istruttoria, con la successiva sottoscrizione del Patto di Attivazione Digitale, il primo pagamento verrà effettuato secondo il seguente calendario.

Domande presentate entroSottoscrizione Patto di attivazione digitale ed esito positivo dell’IstruttoriaDisponibilità carte inclusione
Febbraio 2024Febbraio 2024Venerdì 15 marzo 2024
Marzo 2024Marzo 2024Martedì 16 aprile 2024
Aprile 2024Aprile 2024Mercoledì 15 maggio 2024
Maggio 2024Maggio 2024Sabato 15 giugno 2024
Giugno 2024Giugno 2024Martedì 16 luglio 2024
Tabella dei pagamenti dell’Assegno di inclusione

Quali sono i nuovi adempimenti per i beneficiari dell’Adi?

L’Assegno di inclusione, sostegno fondamentale per molti nuclei familiari, introduce ad aprile 2024 anche importanti novità che riguardano gli adempimenti obbligatori per i beneficiari. Fino ad ora, i beneficiari erano tenuti a presentarsi ai servizi sociali entro 120 giorni dall’accettazione del Patto di Attivazione Digitale (PAD), su convocazione o di propria iniziativa, per evitare sanzioni. La mancata adesione a questa procedura comportava la decadenza o la sospensione del beneficio.

Un cambiamento significativo riguarda il calcolo del termine dei 120 giorni. Per le domande inviate fino al 29 febbraio 2024, il conteggio inizierà dalla data di trasmissione delle domande sulla Piattaforma GePI, non dalla firma del PAD. Questa eccezione, introdotta per semplificare l’organizzazione dei primi incontri di valutazione nei territori con alto numero di beneficiari, mira a prevenire una eventuale sospensione dei sussidi economici.

Il Ministero del Lavoro, in collaborazione con l’INPS, sta lavorando per sincronizzare le piattaforme informatiche. Questo allineamento prevede che il termine dei 120 giorni per le domande presentate tra il 18 dicembre 2023 e il 29 febbraio 2024 inizi dalla data di invio delle domande ai Comuni. Per le domande successive al 1° marzo 2024, il termine partirà dalla sottoscrizione del PAD.

Pagamenti sbloccati dell’Assegno di inclusione ad aprile 2024: per chi?

Una bona notizia riguarda i beneficiari dell’Adi cosiddetti “fragili“, ad esempio disabili e over 60, per i quali ad aprile la domanda è stata finalmente accettata. Diversi lettori che hanno fatto richiesta o ottenuto l’Assegno di inclusione nei mesi precedenti ci hanno infatti segnalato che lo stato della loro domanda era stato classificato come “sospeso“.

Nello specifico, si tratta di quei percettori, ad esempio in condizione di svantaggio o disabili, per i quali l’INPS aspettava aggiornamenti dall’ASL o dai servizi sociali riguardo la situazione di fragilità.

Ad aprile, per molti di questi beneficiari, la domanda è stata finalmente accettata. Questo perché l’INPS, tramite i messaggi n. 684/2024 e 835/2024, ha chiarito che si applica il principio del silenzio-assenso. Ovvero, le domande in stato di “sospensione” sono automaticamente convertite in approvazioni con esito positivo una volta trascorsi 60 giorni dalla data di sospensione.

Questa disposizione è valida tanto per le situazioni che necessitano di ulteriori controlli sulla composizione del nucleo familiare ai fini dell’ISEE, quanto per quelle che richiedono verifiche sulle condizioni di svantaggio. In pratica, se non si ricevono comunicazioni o risposte dall’INPS entro 60 giorni dall’attivazione della sospensione, la domanda sarà considerata accettata.

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Uno screen del messaggio INPS n. 684/2024.

FAQ: Domande frequenti sull’Assegno di inclusione

Cosa è cambiato per l’Assegno di inclusione a giugno 2023?

A giugno 2023 sono state introdotte alcune modifiche all’Assegno di inclusione. È importante tenere presente che, a partire dal 1° gennaio 2024, l’Assegno di inclusione prenderà il posto del Reddito di cittadinanza. Le modifiche riguardano l’obbligo per il percettore attivabile al lavoro di accettare la prima offerta congrua di lavoro.

Chi può beneficiare dell’Assegno di inclusione se ha più di 60 anni?

Le persone che hanno superato i 60 anni di età, hanno un ISEE di massimo 9.360 euro e rispettano i requisiti di reddito e patrimoni, possono beneficiare dell’Assegno di inclusione.

Ci sono differenze tra la Pensione di Cittadinanza e l’Assegno di inclusione?

Le differenze sostanziali tra la Pensione di Cittadinanza e l’Assegno di inclusione riguardano il calcolo degli importi spettanti. Per il resto i requisiti di età e le condizioni economiche restano pressoché invariati.

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