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Assegno di inclusione e auto: tutte le spese che puoi pagare

Assegno di inclusione e spese per l'auto: sono consentite? Scopriamolo insieme.

di Alda Moleti

Febbraio 2024

In questo articolo parleremo di Assegno di inclusione e spese per l’auto e vedremo quali sono gli acquisti consentiti (scopri le ultime notizie sul Rdc e sui bonus attivi in italia. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Che cos’è l’Assegno di inclusione?

L’Assegno di inclusione (Adi) rappresenta una significativa novità nel panorama delle misure di sostegno sociale in Italia. Introdotto nel 2024, in seguito alla conclusione del Reddito di cittadinanza, l’Adi mira a fornire assistenza a famiglie con specifiche esigenze. Tra i beneficiari rientrano solo le famiglie con minori, persone con disabilità, anziani oltre i 60 anni e individui in situazioni di vulnerabilità sociale assistiti dai servizi sociali.

Per le famiglie formate esclusivamente da adulti tra i 18 e i 59 anni senza disabilità, il governo ha introdotto un programma alternativo chiamato Supporto per la Formazione e il Lavoro. Questo programma, lanciato il 1° settembre 2023 promuove la formazione e le opportunità di inserimento lavorativo.

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Si può usare l’Assegno di inclusione per le spese per l’auto?

Ai beneficiari dell’Assegno di inclusione (Adi) viene fornita la Carta di inclusione, una carta prepagata emessa da Poste Italiane.

Le FAQ sul sito del ministero indicano che la carta di inclusione è utilizzabile per acquisti in supermercati, negozi alimentari, farmacie e parafarmacie e per pagamenti presso uffici postali, incluso il canone di locazione o le rate del mutuo.

Per comprendere se con l’Adi sia possibile coprire spese legate all’auto, come la benzina, il bollo auto e la RC auto, si deve fare riferimento alle norme del precedente Reddito di Cittadinanza. Poiché i carburanti non erano esclusi dal Rdc, si può presumere che anche con l’Adi sia possibile pagare la benzina, considerata una spesa essenziale.

In caso di dubbi, e in attesa di ulteriori chiarimenti ufficiali, si possono comunque utilizzare gli importi prelevabili mensilmente in contanti per pagare queste spese.

Quali acquisti non sono consentiti con la Carta di inclusione?

Per informazioni dettagliate sugli acquisti non consentiti con l’Assegno di inclusione, si rinvia all’opuscolo informativo preparato dal Ministero del Lavoro. Questo documento può essere facilmente scaricato attraverso il pulsante di download situato alla fine di questo paragrafo. Specificamente, la Carta di inclusione non può essere usata per:

Per quanto riguarda l’assicurazione dell’auto quindi questa non è una spesa consentita con l’Assegno di inclusione.

Si può prelevare l’Assegno di inclusione?

La Carta di inclusione, su cui vengono versati gli importi dell’Assegno di inclusione, permette sia di effettuare pagamenti diretti per acquisti sia di prelevare denaro contante, entro certi limiti, dagli ATM di Poste Italiane. Tuttavia, ci sono restrizioni sui prelievi in contanti dagli ATM per i titolari dell’Assegno di inclusione.

La regolamentazione stabilisce un limite di prelievo mensile che varia in base alla composizione del nucleo familiare dei beneficiari dell’Adi. Nei prossimi paragrafi, approfondiremo come calcolare questo limite specifico.

Come calcolare il limite di prelievo mensile dell’Adi

La Carta di inclusione impone specifici limiti massimi sui prelievi in contanti mensili, che variano a seconda della dimensione del nucleo familiare.

Per un nucleo familiare composto da un’unica persona, il limite massimo di prelievo mensile è di 100 euro.

Per famiglie più numerose, il limite di prelievo mensile viene calcolato utilizzando il parametro della scala di equivalenza. Questo calcolo inizia con un valore base di 100 euro, che viene poi moltiplicato per i punti assegnati al nucleo familiare sulla scala di equivalenza. Il parametro della scala di equivalenza si calcola assegnando 1 punto per l’intero nucleo, che poi aumenta in base al numero di componenti, in questo modo:

Assegno-di-inclusione-e-spese-per-lauto-decreto
La scala di equivalenza dell’Assegno di inclusione riportata sul Decreto Lavoro (a destra il testo corretto).

Esempio di calcolo del limite di prelievo dell’Adi

Per comprendere il meccanismo di prelievo con la Carta di inclusione, analizziamo il caso di una famiglia composta da due adulti e due bambini di 7 e 8 anni. In questa situazione, il coefficiente della scala di equivalenza è fissato a 1,3. Questo valore si calcola partendo da una base di 1 punto per l’intero nucleo familiare e aggiungendo 0,15 punti per ognuno dei due bambini.

Per determinare l’importo massimo che questa famiglia può prelevare mensilmente dalla Carta di inclusione, si moltiplica il coefficiente di 1,3 per i 100 euro, che sono l’importo minimo prelevabile. Quindi, la nostra famiglia ogni mese potrà prelevare 130 euro.

FAQ: Domande frequenti sull’Assegno di inclusione

Cosa è cambiato per l’Assegno di inclusione a giugno 2023?

A giugno 2023 sono state introdotte alcune modifiche all’Assegno di inclusione. È importante tenere presente che, a partire dal 1° gennaio 2024, l’Assegno di inclusione prenderà il posto del Reddito di cittadinanza. Le modifiche riguardano l’obbligo per il percettore attivabile al lavoro di accettare la prima offerta congrua di lavoro.

Chi può beneficiare dell’Assegno di inclusione se ha più di 60 anni?

Le persone che hanno superato i 60 anni di età, hanno un ISEE di massimo 9.360 euro e rispettano i requisiti di reddito e patrimoni, possono beneficiare dell’Assegno di inclusione.

Ci sono differenze tra la Pensione di Cittadinanza e l’Assegno di inclusione?

Le differenze sostanziali tra la Pensione di Cittadinanza e l’Assegno di inclusione riguardano il calcolo degli importi spettanti. Per il resto i requisiti di età e le condizioni economiche restano pressoché invariati.

Ecco gli articoli preferiti dagli utenti sull’Assegno di inclusione:

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