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Assegno di inclusione e bonus compatibili: quali sono

Assegno di inclusione e bonus compatibili: vediamoli tutti.

di Alda Moleti

Marzo 2024

In questo articolo parleremo di Assegno di inclusione e bonus compatibili e vedremo quali sono (scopri le ultime notizie sul Rdc e sui bonus attivi in italia. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Assegno di inclusione e bonus compatibili: quali sono?

Tendenzialmente, con alcune eccezioni, l’Assegno di inclusione (Adi) è compatibile con i vari bonus e prestazioni sociali, incluse indennità di disoccupazione come la Naspi e contributi come l’Assegno Unico.

Questo perché il diritto al sussidio e la somma percepita dipendono dal reddito dei beneficiari. Quindi, anche se si ricevono prestazioni che fanno reddito, queste sono compatibili con l’Adi, ma influiscono direttamente sia sul diritto all’Assegno di inclusione, sia sul calcolo delle somme spettanti.

Ad esempio, quanti ricevono prestazioni come la Naspi possono fare domanda per l’Assegno di inclusione, a patto che soddisfino tutti i criteri necessari. Tuttavia, la Naspi è una prestazione che fa reddito e, per accedere all’Adi, è necessario rispettare specifici requisiti legati all’ISEE del nucleo e al reddito familiare. Questi requisiti, quindi, includono includono già il calcolo di alcune indennità e bonus ricevuti.

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Anche l’ammontare dell’Adi viene determinato considerando il reddito familiare del richiedente e questo importo aumenta se il beneficiario percepisce un qualsiasi reddito. Visto che alcune prestazioni contribuiscono ad accrescere il reddito, chi ne beneficia si trova a ricevere un importo di Adi inferiore rispetto a chi appartiene a un nucleo familiare senza redditi.

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Quali Bonus fanno reddito ai fini dell’Adi

In generale, possiamo dire che, ai fini di stabilire i requisiti di reddito per l’Adi, influiscono solo i cosiddetti bonus sottoposti alla prova dei mezzi. Ovvero, le agevolazioni che spettano se il beneficiario dimostra di possedere i requisiti necessari a ricevere il contributo economico. Tra queste, per esempio, è incluso l’Assegno ordinario di invalidità, dato che si basa sui contributi versati dall’individuo.

Diversamente, non influiscono le prestazioni assegnate, ad esempio, per la condizione di disabilità di uno dei membri del nucleo.

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In foto, uno screen della guida ufficiale dell’Adi, redatta dal Ministero del Lavoro.

Quali sono i requisiti di reddito per ottenere l’Adi

Tenendo conto di quanto detto a proposito dei limiti di reddito imposti ai beneficiari dell’Assegno di inclusione, ecco l’elenco dei requisiti necessari per richiedere la prestazione:

Quali sono i bonus incompatibili con l’Assegno di inclusione?

Come abbiamo detto, l’Assegno di inclusione non è una prestazione particolarmente problematica ed è compatibile con molti altri bonus e agevolazioni. Motivo per cui si fa prima a chiarire quali sono le prestazioni incompatibili con l’Adi piuttosto che quelle compatibili.

Nello specifico le principali agevolazioni che non si possono ottenere se si percepisce l’Adi sono il Supporto per la formazione e il lavoro e la Carta Dedicata a Te.

Che cos’è il Supporto per la formazione e il lavoro?

Nel 2024 il panorama delle misure di sostegno sociale in Italia ha visto una significativa trasformazione con l’abolizione del Reddito di cittadinanza (Rdc), fino ad ora uno degli interventi principali per il contrasto alla povertà. Questa modifica è stata prevista dal Decreto Lavoro, che ha introdotto nuove politiche per supportare l’occupazione e la formazione.

Tra le innovazioni più rilevanti figurano il Supporto per la formazione e il lavoro (Sfl), attivo dal 1° settembre 2023. Questa misura è destinata ai membri del nucleo familiare che hanno un’età compresa tra i 18 e i 59 anni e che non sono affetti da disabilità, delineando quindi un profilo di beneficiari diverso da quello tradizionalmente associato al Reddito di cittadinanza e più focalizzato su chi è in grado di partecipare attivamente al mercato del lavoro e ai percorsi di formazione.

Tuttavia il Supporto per la formazione e il lavoro non può essere richiesto inseme all’Adi, anche perché è un sostegno mirato proprio alle famiglie che non hanno diritto all’Assegno di inclusione.

Il Sfl si configura come un aiuto individuale, pertanto più persone all’interno dello stesso nucleo familiare possono avanzare la propria richiesta. I beneficiari di questa misura avranno diritto a un contributo mensile fisso di 350 euro, per un periodo massimo di 12 mesi, fin tanto che partecipano ad attività finalizzate al reinserimento lavorativo.

Che cos’è la Carta Dedicata a Te?

La Carta Dedicata a Te rappresenta una carta prepagata con un credito iniziale di 382,50 euro, destinata alle famiglie a basso reddito. Questa carta è stata concepita per facilitare le spese quotidiane di questi nuclei, permettendo l’acquisto di generi alimentari, il pagamento del carburante e la copertura dei costi degli abbonamenti ai trasporti pubblici.

Tuttavia, esiste una restrizione significativa sull’assegnazione della carta: non può essere concessa a famiglie in cui almeno un membro riceve l’Assegno di inclusione o beneficia di altre forme di assistenza sociale.

I requisiti per accedere alla Carta Dedicata a Te nel 2024 sono gli stessi dell’anno scorso, cioè resta un beneficio rivolto ai nuclei familiari con un ISEE non superiore ai 15.000 euro.

Dato il numero limitato di carte disponibili, l’INPS assegna le carte in base ad una graduatoria, dando priorità ai nuclei che mostrano le maggiori difficoltà economiche.

Nel processo di assegnazione, viene data la precedenza ai nuclei familiari composti da almeno tre membri, prestando particolare attenzione a quelle famiglie che hanno minori a carico. Questo criterio di selezione mira a indirizzare l’aiuto verso le famiglie che possono beneficiare maggiormente del supporto finanziario fornito dalla carta.

FAQ: Domande frequenti sull’Assegno di inclusione

Cosa è cambiato per l’Assegno di inclusione a giugno 2023?

A giugno 2023 sono state introdotte alcune modifiche all’Assegno di inclusione. È importante tenere presente che, a partire dal 1° gennaio 2024, l’Assegno di inclusione prenderà il posto del Reddito di cittadinanza. Le modifiche riguardano l’obbligo per il percettore attivabile al lavoro di accettare la prima offerta congrua di lavoro.

Chi può beneficiare dell’Assegno di inclusione se ha più di 60 anni?

Le persone che hanno superato i 60 anni di età, hanno un ISEE di massimo 9.360 euro e rispettano i requisiti di reddito e patrimoni, possono beneficiare dell’Assegno di inclusione.

Ci sono differenze tra la Pensione di Cittadinanza e l’Assegno di inclusione?

Le differenze sostanziali tra la Pensione di Cittadinanza e l’Assegno di inclusione riguardano il calcolo degli importi spettanti. Per il resto i requisiti di età e le condizioni economiche restano pressoché invariati.

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