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Assegno di inclusione con precedenti penali: cosa sapere

L'Assegno di inclusione ha una normativa chiara per quanto riguarda eventuali precedenti penali: ecco cosa sapere.

di Marco Cagiano

Maggio 2024

L’Assegno di inclusione è una misura destinata ai nuclei familiari che rispettano determinati requisiti. Tra questi, c’è da prestare molta attenzione al requisito relativo ai precedenti penali. Come funziona esattamente? (scopri le ultime notizie sul Rdc e sui bonus attivi in italia. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Assegno di inclusione con precedenti penali: cosa dice la normativa

Quando si parla di Assegno di inclusione ci si riferisce ad una misura molto importante per le famiglie italiane, un sussidio che ha raccolto l’eredità dell’ormai dismesso Reddito di cittadinanza che per molti è stato una vera e propria ancora di salvezza. Come per il Rdc, ci sono dei requisiti da rispettare e alcuni aspetti burocratici a cui stare molto attenti.

L’Assegno di inclusione è, come dice la pagina ufficiale INPS “una misura nazionale di contrasto alla povertà, alla fragilità e all’esclusione sociale delle fasce deboli attraverso percorsi di inserimento sociale, nonché di formazione, di lavoro e di politica attiva del lavoro”.

Nato nel 2023, si può fare domanda dal 18 dicembre scorso e dal 1° gennaio 2024 la misura è ufficialmente attiva. In questo articolo ci concentriamo soprattutto su requisiti e modalità di domanda, ma andiamo subito al sodo dell’aspetto più importante: si può ottenere se si hanno precedenti penali?

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Anche qui risponde la normativa dell’Adi stesso che dice che sono necessari i seguenti requisiti soggettivi:

Quindi, se si hanno condanne nei 10 anni precedenti alla richiesta NON si può ottenere l’Assegno di inclusione.

Se vuoi approfondire gli aspetti riguardanti i pagamenti dell’Assegno di inclusione e le ultime novità, ti suggeriamo questo video YouTube:

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=OwYiI0_huA8?si=Z0P7gMUi7n2fj5rE&w=560&h=315]

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Assegno di inclusione: ecco i requisiti

Abbiamo anticipato i requisiti per accedere all’Assegno di inclusione, in particolare quelli soggettivi, ora però andiamo a vedere anche gli altri. Dal punto di vista della cittadinanza, del soggiorno o della residenza, il richiedente deve rientrare in una di queste condizioni:

Per quanto riguarda invece i requisiti economici, il richiedente deve possedere tutti questi elementi:

Queste somme possono essere maggiorate in caso di componenti del nucleo familiare con disabilità (+5.000 euro), disabilità grave o non autosufficienza (+7.500 euro).

Assegno di inclusione: ecco i tre step per presentare domanda

Richiedere l’Assegno di inclusione è possibile già dal 18 dicembre scorso e l’iter prevede la compilazione della domanda direttamente sul portale INPS, dopo essersi autenticati con Carta d’identità elettronica, Spid o Carta nazionale dei servizi. Dopodiché, gli step sono i seguenti:

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Assegno di inclusione con precedenti penali: in foto il martelletto del giudice.

FAQ: domande frequenti sull’Assegno di inclusione

L’Adi si può accumulare?

Ad ora, quindi, l’Assegno di inclusione si può accumulare. Infatti, non sono presenti obblighi di spesa dal punto di vista delle tempistiche, come invece accadeva per il Reddito di cittadinanza.

Come si calcola l’Adi?

Per ottenere l’importo mensile, si svolge il seguente calcolo:

[(6.000 euro x parametro della scala di equivalenza) – reddito familiare] / 12

O, in caso di nuclei con persone oltre i 67 anni o affette da gravi disabilità o non autosufficienza:

[(7.560 euro x parametro della scala di equivalenza) – reddito familiare] / 12

Come funziona la scala di equivalenza?

Per effettuare il calcolo secondo la scala di equivalenza, si parte dal valore “1” che corrisponde alla persona richiedente il sussidio, e si somma secondo questo criterio:

Quanto dura l’Adi?

Il beneficio ha una durata pari a 18 mesi, dopo i quali si può richiedere solo dopo un mese di stop per altri 12 mesi. Un funzionamento che ricorda un po’ quello del Reddito di Cittadinanza, infatti anche in questo caso l’obiettivo è il reinserimento lavorativo.

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