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Home / Assegno di inclusione » Assegno Unico / Assegno di inclusione disabili: spetta con l’Assegno Unico?

Assegno di inclusione disabili: spetta con l’Assegno Unico?

Scopri se l’Assegno di inclusione spetta con l’Assegno Unico e come fare per richiederli.

di Romina Cardia

Luglio 2024

Da febbraio 2024 sono cambiate le regole rispetto a quanto avveniva con il Reddito di cittadinanza. Vediamo se l’Assegno di inclusione spetta con l’Assegno Unico, quali sono i requisiti per ottenerli e come vengono pagati i sussidi (scopri le ultime notizie sul Rdc e sui bonus attivi in Italia. Leggile gratis su WhatsAppTelegram e Facebook).

L’Assegno di inclusione spetta con l’Assegno unico?

L’Assegno di inclusione spetta con l’Assegno Unico se vengono rispettati i requisiti per ottenere entrambi i sussidi.

Quindi, le due misure sono compatibili: l’una non esclude la possibilità di ottenere l’altra, e puoi fare domanda per entrambe.

L’Assegno Unico non sarà conteggiato nel reddito familiare per quanto riguarda i requisiti da rispettare per ottenere l’Assegno di inclusione, e viceversa.

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L’Assegno di inclusione spetta con l’Assegno Unico: come vengono erogati

Ci sono delle differenze rispetto a quanto avveniva con il Reddito di cittadinanza (Rdc).

Praticamente, i beneficiari di Rdc, ricevevano l’importo dell’Assegno Unico direttamente sulla Carta Rdc.

Chi invece riceve l’Assegno di inclusione e l’Assegno Unico, trova il primo importo sulla carta di inclusione e il secondo sul proprio conto corrente. Lo si riceverà, quindi, in date differenti in base a quelle dell’Assegno di inclusione.

Per garantire il corretto pagamento dell’Assegno Unico, è perciò fondamentale verificare i dati di pagamento indicati nella domanda. Gli utenti devono assicurarsi che il codice IBAN del conto corrente o della carta prepagata sia corretto e intestato al richiedente.

È importante presentare la domanda di Assegno Unico e l’ISEE aggiornato entro il 30 giugno per evitare la perdita degli arretrati, che saranno pagati successivamente.

In mancanza dell’ISEE valido, l’importo dell’Assegno unico universale sarà calcolato a partire da marzo, seguendo le norme vigenti.

Se la Dichiarazione sostitutiva unica (DSU) viene presentata entro il 30 giugno, gli importi già erogati durante l’anno saranno adeguati a partire da marzo, includendo i relativi arretrati.

Assegno di inclusione: requisiti e importi

Abbiamo detto che l’Assegno di inclusione spetta con l’Assegno Unico se vengono rispettati i requisiti per richiederli entrambi. Andiamo a vedere quali sono questi requisiti.

Possono presentare domanda per l’Assegno di inclusione:

Il diritto all’Assegno di Inclusione dipende da specifici requisiti economici, incluso un reddito familiare non superiore a 6mila euro all’anno secondo l’ISEE, che aumenta a 7.500 euro per le persone disabili gravi.

Per richiedere l’Assegno di inclusione è necessario rispettare anche altri requisiti oltre al reddito, che riguardano il patrimonio e il tenore di vita.

Nella tabella che segue ti riassumiamo tutti i requisiti e per richiedere l’Assegno di inclusione:

Requisiti per l’Assegno di inclusione
Valore ISEE
Non superiore a 9.360 euro
Valore del patrimonio immobiliare
Non superiore a 30.000 euro
Valore del patrimonio mobiliare
Non superiore a 6.000 euro per chi abita da solo. Incrementato in base al numero dei componenti della famiglia fino a 10mila euro: 1000 euro per ogni figlio ulteriore al secondo; 5000 euro in caso di figli con disabilità media; 7.500 euro in caso di figli con disabilità grave.
Valore del reddito familiare
Non superiore a 6.000 euro annui, soglia moltiplicata per il corrispondente parametro di equivalenza
Tenore di vita dei membri della famiglia
Componenti: non intestatari di autoveicoli nei 36 mesi precedenti alla richiesta dell’Adi (esclusi quelli con agevolazioni fiscali per persone con disabilità);non intestatari di navi e imbarcazioni di diporto ;non sottoposti a misura cautelare e personale
Requisiti di residenza
Risiedere da almeno 5 anni in Italia
Tabella con i requisiti per richiedere l’Assegno di inclusione

Come si calcola l’importo dell’Assegno di inclusione

Se hai diritto all’Assegno di inclusione, l’importo che riceverai dipende dalla scala di equivalenza, stabilita dall’articolo 2, comma 4, del decreto legge n. 48/2023.

Questa scala varia da 1 a un massimo di 2,3, aumentando ulteriormente a 2,3 se ci sono membri con disabilità grave o non autosufficienza.

Assegno di inclusione luglio 2024: quanti soldi spettano
Assegno di inclusione luglio 2024: quanti soldi spettano – La scala di equivalenza dell’Assegno di inclusione spiegata sul sito del Ministero del Lavoro.

Ecco come funziona il calcolo:

Non vengono conteggiati nella scala di equivalenza i membri del nucleo familiare che risiedono in strutture a totale carico pubblico o durante periodi di interruzione della residenza in Italia per gravi motivi di salute.

Il parametro della scala di equivalenza per i carichi di cura si applica a un solo componente del nucleo familiare (circolare INPS n. 105/2023).

La formula per calcolare l’importo è:

Composizione del nucleo familiareParametro applicatoSoglia di reddito in euro annui
Nucleo di un adulto in condizione di disabilità16.000
Nucleo di due adulti di cui uno in condizioni di svantaggio inserito in programmi di cura e assistenza1,307.800
Nucleo con due adulti e due figli minori sopra i tre anni1,307.800
Nucleo con due figli minori di cui uno sotto i tre anni1,7010.200
Nucleo con due adulti e tre figli minori1,8010.800
Nucleo con due adulti e un figlio minore disabile1,9011.400
Importo dell’Assegno di inclusione: parametro della scala di equivalenza applicato e soglia del reddito in base alla composizione del nucleo familiare.
Assegno di inclusione spetta con l'Assegno Unico
L’Assegno di inclusione spetta con l’Assegno Unico? Nella foto: punti interrogativi.

Esempi di calcolo dell’importo dell’Assegno di inclusione

In base alla formula per il calcolo dell’Assegno di inclusione riportata nel precedente paragrafo, facciamo dei pratici esempi.

Esempio 1. Immaginiamo per prima cosa di dover calcolare l’Assegno di inclusione di una famiglia in cui sono presenti due adulti e un figlio con disabilità.

Si parte sempre da un numero che è 6000 euro, che poi si va a moltiplicare al parametro della scala di equivalenza.

La scala di equivalenza ci dice che per una famiglia in cui sono presenti due adulti e un figlio con disabilità, il parametro applicato è di 1,90.

Dobbiamo quindi moltiplicare 6000 euro per 1,90:

Da questa somma, si deve poi togliere, se presente, il reddito familiare. Quindi, ipotizziamo che la famiglia abbia un reddito di 2000 euro annui:

A questo punto si divide 9.400 euro x 12:

Questo è l’importo mensile dell’Assegno di inclusione con un figlio disabile, per una famiglia che ha un reddito annuo di 2000 euro.

Ovviamente, se non c’è un reddito, non va sottratto nulla a 11.400. Quindi l’importo sarà il seguente:

Se in questo nostro esempio, poi, la famiglia con un figlio disabile paga l’affitto, all’importo mensile dell’Assegno di inclusione si aggiunge anche l’importo per l’affitto fino a un massimo di 280 euro (Quota B), se in famiglia ci sono persone che hanno meno di 67 anni.

Se le persone che compongono il nucleo familiare sono tutte più anziane di 67 anni o sono tutte non autosufficienti, allora l’importo dell’affitto si riduce.

Ora, seguendo questo procedimento e la formula che abbiamo riportato, facciamo velocemente altri esempi:

Esempio 2: immagina una famiglia con 3 adulti, di cui uno con disabilità. Vivono in casa propria e guadagnano 3.500 euro all’anno. In questo caso, hanno diritto solo alla Quota A, che è calcolata sottraendo al limite di reddito annuo di 6.000 euro la scala di equivalenza moltiplicata per il reddito familiare. Quindi, otterrebbero 658,33 euro al mese.

Esempio 3: se la stessa famiglia vive in affitto, avranno sia la Quota A che la Quota B. La Quota A sarà di 450 euro al mese e la Quota B di 280 euro al mese, portando il totale a 730 euro mensili.

Esempio 4: un’altra famiglia con 2 genitori e 2 minori, uno dei quali ha meno di tre anni e ha bisogni speciali. Vivono in casa propria con un reddito annuo di 4.500 euro, quindi avranno solo la Quota A, che ammonta a 475 euro al mese.

Esempio 5: se la stessa famiglia vive in affitto, pagando 5.600 euro all’anno, e il reddito familiare è di 7.000 euro, avranno sia la Quota A che la Quota B, ma la Quota B sarà ridotta a 280 euro al mese, conformemente alla normativa sulla locazione. Quindi, riceveranno 546,70 euro al mese.

Esempio 6: Infine, immagina una famiglia con 2 adulti, uno dei quali ha una disabilità. Vivono in casa propria con un reddito familiare di 5.500 euro all’anno. In questo caso, avranno solo la Quota A, che sarà di 291,67 euro al mese.

Come presentare domanda per l’Assegno di inclusione

L’Assegno di inclusione va richiesto all’INPS. Per presentare la domanda dovrai seguire questo iter:

Ovviamente, non ha l’obbligo di aderire al percorso lavorativo la persona disabile considerata “inoccupabile”, a meno che non richieda essa stessa di parteciparne.

Devono farlo, invece, tutti gli altri componenti del nucleo familiare con un’età compresa tra i 18 e i 59 anni, considerati “occupabili”.

Se non lo fanno, si rischia di perdere il diritto all’Assegno di inclusione per persone disabili, così come il sussidio verrà revocato se uno dei componenti del nucleo rifiuta già la prima offerta di lavoro congrua.

I nuclei familiari che intendono fare richiesta per l’Assegno di inclusione, al momento della domanda e per tutta la fruizione del sussidio, devono possedere una serie di requisiti, altrimenti vengono esclusi dalla misura.

Assegno Unico: requisiti e importi

L’Assegno Unico viene erogato a tutte le famiglie con figli a carico, dal settimo mese di gravidanza e fino ai 21 anni (senza limiti di età in caso di disabilità). Sono previste maggiorazioni dell’importo per chi ha più di tre figli e figli con disabilità.

Le fasce di reddito per l’AU vanno da 17.090,61 euro a 45.574,96 euro: all’aumentare dell’ISEE, l’importo dell’assegno diminuisce. Ecco gli importi minimi e massimi:

PERCETTOREIMPORTO MINIMO 2024IMPORTO MASSIMO 2024
Minore57,02 euro199,41 euro
Maggiorenne28,14 euro96,86 euro
Tabella con importi dell’Assegno Unico 2024

In pratica, con un ISEE uguale o superiore a 45.574,96 euro, l’Assegno unico verrà comunque erogato, ma il beneficiario riceverà solo l’importo minimo.

Di seguito puoi scaricare le tabelle con le fasce di reddito e gli importi dell’Assegno Unico:

A chi spettano le maggiorazioni dell’Assegno Unico

Ci sono diverse maggiorazioni dell’importo dell’Assegno Unico (AU). La prima riguarda una maggiorazione di 150 euro, destinata alle famiglie numerose con almeno 4 figli a carico. Qui di seguito trovi una tabella con le maggiorazioni sull’AU nel 2024:

MAGGIORAZIONEIMPORTO MINIMO 2024IMPORTO MASSIMO 2024
Figli successivi al secondo17,07 euro96,86 euro
Entrambi i genitori con reddito17,07 euro34,14 euro
Mamma under 2122,76 euro22,76 euro
Tabella con le maggiorazioni all’importo dell’Assegno Unico

Nel caso degli under 21 con disabilità, invece, le maggiorazioni salgono a:

DISABILITÀIMPORTO 2024
Non autosufficienza119.62 euro
Disabilità grave108,24 euro
Disabilità media96,86 euro
Tabella con importi Assegno Unico 2024: maggiorazioni per figli con disabilità con meno di 21 anni

Per le famiglie con un minore disabile a carico l’importo delle maggiorazioni è fisso, non varia in base all’ISEE.

Le maggiorazioni percentuali sull’Assegno Unico

Nel 2024, sono confermate le maggiorazioni percentuali sull’importo base dell’Assegno Unico. Ci sono due tipi di maggiorazioni, entrambe del 50%:

Ad esempio, per un figlio sotto l’anno di età, l’importo base dell’Assegno Unico può arrivare a 299,11 euro.

Questo stesso importo si applica fino ai 3 anni di età, ma solo se nel nucleo familiare sono presenti almeno 3 minori.

Assegno Unico e rinnovo automatico

La domanda per l’Assegno Unico è necessaria solo la prima volta che si accede al contributo, ad esempio, al momento della nascita del primo figlio.

Successivamente, la prestazione si rinnova automaticamente, ma è fondamentale rinnovare l’ISEE e comunicare eventuali variazioni entro le scadenze previste.

Il rinnovo dell’ISEE, assicura che l’importo dell’Assegno Unico sia correlato alla situazione reddituale del beneficiario.

Senza il rinnovo dell’ISEE, l’Assegno viene comunque erogato, ma si riduce al minimo dell’importo.

La richiesta di ISEE può essere effettuata ogni anno ed è bene presentarlo all’INPS entro il 28 febbraio, per evitare tagli da marzo e entro il 30 giugno per il ricalcolo a partire dal 1° marzo, assicurando il pagamento degli arretrati dell’Assegno Unico.

Per richieste di rinnovo dopo luglio, l’importo viene ricalcolato dalle mensilità successive senza effetto retroattivo.

La comunicazione di variazioni, come la nascita di un altro figlio, è obbligatoria per garantire il corretto pagamento dell’assegno.

Dopo la nascita di un figlio, è necessario richiedere un nuovo ISEE e comunicare l’evento all’INPS per sbloccare il pagamento dell’ulteriore quota di Assegno Unico.

L’Assegno Unico può essere concesso anche ai maggiorenni fino ai 21 anni, purché soddisfino determinati requisiti legati a formazione, lavoro, disoccupazione o servizio civile universale.

È importante comunicare tempestivamente all’INPS anche eventuali cambiamenti nelle condizioni del figlio maggiorenne.

Per continuare a percepire o aumentare l’importo dell’Assegno Unico, è quindi necessario comunicare variazioni relative allo stato di disabilità del figlio, al suo status di studente, alla separazione dei coniugi, alla nuova ripartizione dell’assegno tra i genitori e alle variazioni delle modalità di pagamento. Per ulteriori dettagli, si può consultare la Circolare INPS n. 132 del 15 dicembre 2022.

FAQ su Assegno di inclusione e Assegno Unico

Chi può beneficiare dell’Assegno di inclusione se ha più di 60 anni?

Le persone che hanno superato i 60 anni di età, hanno un ISEE di massimo 9.360 euro e rispettano i requisiti di reddito e patrimoni, possono beneficiare dell’Assegno di inclusione.

A chi spetta l’Assegno Unico?

L’Assegno Unico è destinato a chi ha almeno un figlio a carico di età compresa tra i 7 mesi di gravidanza e i 18 anni. Il sussidio può essere riconosciuto ai figli tra i 18 e i 21 anni se sono:

L’assegno viene pagato per i figli con disabilità senza limiti di età, quindi inclusi i figli che hanno più di 21 anni. Fra i beneficiari del sussidio ci sono lavoratori privati, lavoratori dipendenti e disoccupati.

Assegno Unico senza ISEE: quanto spetta?

Chi non ha aggiornato l’ISEE riceverà l’importo minimo dell’Assegno Unico.

Perché mi hanno ridotto l’Assegno Unico?

La riduzione dell’importo è causata da una variazione dell’ISEE o dal recupero di somme non dovute.

Come funziona l’Assegno Unico INPS per figli maggiorenni?

L’Assegno Unico è pagato ai figli dai 18 a 21 anni a patto che:

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