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Assegno di inclusione disabilità media

Come funzionerà l’Assegno di inclusione e disabilità media, la nuova misura che sostituirà il Rdc: cosa si intende per disabilità media e a chi spetta l’assegno.

di Romina Cardia

Agosto 2023

Oggi vi parliamo di Assegno di inclusione e disabilità media: quale percentuale di invalidità occorre per richiedere l’Assegno? (scopri le ultime notizie sul Rdc e sui bonus attivi in italia. Leggile gratis su WhatsAppTelegram e Facebook).

Assegno di inclusione e disabilità media

È previsto il diritto anche all’Assegno di inclusione e disabilità media. La nuova misura che sostituirà il Reddito di cittadinanza a partire dal 1° gennaio 2024, prevede che tra la platea dei beneficiari ci siano innanzitutto le persone fragili, e tra questi le persone con disabilità.

L’unica differenza rispetto a chi ha una disabilità gravissima sta nel fatto che questi ultimi hanno diritto a un aumento dell’Assegno, che invece non è previsto per le persone con disabilità media e grave.

Le persone disabili non autosufficienti, infatti, possono ottenere un assegno mensile pari a 630 euro al mese, eventualmente moltiplicato per il parametro della scala di equivalenza, mentre le persone con disabilità media riceveranno lo stesso importo di tutti gli altri beneficiari, ovvero massimo 500 euro al mese (più eventuale quota affitto di 280 euro).

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Per il resto, le regole per chi è stata riconosciuta una disabilità media, sono le stesse di quelle degli altri beneficiari della misura.

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=lRuRk2A2fC8&w=560&h=315]

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Cosa si intende per disabilità media

Prima di ricordare quali sono gli altri requisiti per ottenere l’Assegno di inclusione e le caratteristiche principali della misura, ricordiamo cosa si intende per disabilità media.

Nella categoria della disabilità media rientrano: titolari di indennità di frequenza, gli ipovedenti gravi, gli invalidi dal 67 al 99%.

La disabilità media, quindi, si differenzia da quella grave e gravissima. Per aver chiara la differenza, ti mostriamo una tabella con le categorie di invalidi e i relativi riconoscimenti del grado di invalidità:

CATEGORIEDisabilità MediaDisabilità GraveNon autosufficienza
Invalidi civili di età compresa tra 18 e 65 anniInvalidi 67/99% (D.Lgs. 509/88)Inabili totali (L. 118/71, artt. 2 e 12)Cittadini di età compresa tra 18 e 65 anni con diritto all’indennità di accompagnamento (L. 508/88, art. 1, comma 2, lettera b)
Invalidi civili minoridi etàMinori di età con difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni propri della loro età (L. 118/71, art. 2diritto all’indennità di frequenza)Minori di età con difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni proprie della loro età e in cui ricorrano le condizioni di cui alla L. 449/1997, art. 8 o della L. 388/2000, art. 30Minori di età con diritto all’indennità di accompagnamento (L. 508/88, art. 1)
Invalidi civili ultrasessantacinquenniUltrasessantacinquenni con difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni propri della loro età, invalidi 67/99% (D. Lgs. 124/98, art. 5, comma 7)Ultrasessantacinquenni con difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni propri della loro età, inabili 100% (D.lgs. 124/98, art. 5, comma 7)Cittadini ultrasessantacinquenni con diritto all’indennità di accompagnamento (L. 508/88, art. 1, comma 2, lettera b)
Ciechi civiliArt 4 L.138/2001Ciechi civili parziali (L. 382/70 – L. 508/88 – L. 138/2001)Ciechi civili assoluti (L. 382/70 – L. 508/88 – L. 138/2001)
Sordi civiliInvalidi Civili con cofosi esclusi dalla fornitura protesica (DM 27/8/1999, n. 332)Sordi pre-linguali, di cui all’art. 50 L. 342/2000
INPSInvalidi (L. 222/84, artt. 1 e 6 – D.lgs. 503/92, art. 1, comma 8)Inabili (L. 222/84, artt. 2, 6 e 8)Inabili con diritto all’assegno per l’assistenza personale e continuativa (L. 222/84, art. 5)
INAILInvalidi sul lavoro 50/79% (DPR 1124/65, art. 66)   Invalidi sul lavoro 35>59 % (D.lgs. 38/2000, art.13 – DM 12/7/2000L. 296/2006, art 1, comma 782)Invalidi sul lavoro 80/100% (DPR 1124/65, art. 66)   Invalidi sul lavoro >59% (D.Lgs 38/2000, art. 13 – DM 12/7/2000 – L. 296/2006, art 1, comma 782)Invalidi sul lavoro con diritto all’assegno per l’assistenza personale e continuativa (DPR 1124/65 – art. 66)   Invalidi sul lavoro con menomazioni dell’integrità psicofisica di cui alla L.296/2006, art 1, comma 782, punto 4
INPS gestione ex INPDAPInabili alle mansioni (L. 379/55, DPR 73/92 e DPR 171/2011)Inabili (L. 274/1991, art. 13 – L. 335/95, art. 2)
Trattamenti di privilegio ordinari e di guerraInvalidi con minorazioni globalmente ascritte alla terza ed alla seconda categoria Tab. A DPR 834/81 (71/80%)Invalidi con minorazioni globalmente ascritte alla prima categoria Tab. A DPR 834/81 (81/100%)Invalidi con diritto all’assegno di superinvalidità (Tabella E allegata al DPR 834/81)
Handicap – Art 3 comma 3 L.104/92
Tabella con tutti i gradi di disabilità: media, grave e non autosufficienza

Reddito di cittadinanza con l’Assegno di inclusione, la proroga del lavoro agile per i lavoratori fragili e i genitori con figli sotto i 14 anni, il taglio del cuneo fiscale e la revisione del Decreto Dignità. Ma non solo, vediamole tutte.

Cosa cambia rispetto al Reddito di cittadinanza

Ovviamente, per ottenere l’Assegno di inclusione non bisogna solo dimostrare di essere persone alle quali è stata riconosciuta una disabilità media.

Per tutti gli altri requisiti, ti rimandiamo alla lettura del nostro approfondimento: Assegno di inclusione e disabili.

Nella tabella che segue, riassumiamo i requisiti necessari per richiedere l’Assegno di inclusione e li mettiamo a confronto con quelli dell’attuale Reddito di cittadinanza. Vedrai che, alla fine, non sono molte le differenze. Ecco la tabella:

Assegno di InclusioneReddito di cittadinanza
Valore massimo dell’assegno
640 euro al mese (più la quota di affitto fino a massimo 280 euro)Fino a 780 euro al mese (più la quota di affitto fino a massimo 280 euro
Valore ISEE
Non superiore a 9.360 euroNon superiore a 9.360 euro
Valore del patrimonio immobiliare
Non superiore a 30.000 euroNon superiore a 30.000 euro
Valore del patrimonio mobiliare
Non superiore a 6.000 euro per chi abita da solo. Incrementato in base al numero dei componenti della famiglia fino a 10mila euro: 1000 euro per ogni figlio ulteriore al secondo; 5000 euro in caso di figli con disabilità media; 7.500 euro in caso di figli con disabilità grave.Non superiore a 6.000 euro per chi abita da solo. Incrementato in base al numero dei componenti della famiglia fino a 10mila euro: 1000 euro per ogni figlio ulteriore al secondo; 5000 euro in caso di figli con disabilità media; 7.500 euro in caso di figli con disabilità grave.
Valore del reddito familiare
Non superiore a 6.000 euro annui, soglia moltiplicata per il corrispondente parametro di equivalenzaInferiore a 6.000 euro annui
Tenore di vita dei membri della famiglia
Componenti: non intestatari di autoveicoli nei 36 mesi precedenti alla richiesta del Rdc (esclusi quelli con agevolazioni fiscali per persone con disabilità); non intestatari di navi e imbarcazioni di diporto; non sottoposti a misura cautelare e personaleComponenti: non intestatari di autoveicoli nei 6 mesi precedenti alla richiesta del Rdc; non intestatari di navi e imbarcazioni di diporto; non sottoposti a misura cautelare e personale
Tempi di erogazione
18 mesi, con possibilità di rinnovo per altri 12 mesi, previa sospensione di un mese12 mesi, con possibilità di rinnovo
Requisiti di residenza
Risiedere da almeno 5 anni in ItaliaRisiedere almeno da 10 anni in Italia
Tabella con le differenze tra Assegno di inclusione e Reddito di cittadinanza
Assegno di inclusione e disabilità media
Assegno di inclusione e disabilità media. Nella foto: una famiglia

FAQ (domande e risposte)

Dopo quanto tempo dalla domanda all’INPS viene erogato l’Assegno di inclusione per persone disabili?

L’Assegno di inclusione per persone disabili verrà erogato dall’INPS entro 60 giorni dalla data di presentazione della domanda completa di tutti i requisiti richiesti. Tuttavia, è importante tenere presente che i tempi effettivi di erogazione possono variare a seconda dei casi e delle eventuali istruttorie che possono essere necessarie.

Dopo quanto tempo deve essere rinnovato l’Assegno di inclusione?

Il decreto lavoro prevede che l’assegno debba essere rinnovato ogni 12 mesi. Pertanto, dopo 18 mesi dalla data di concessione dell’Assegno di inclusione, è necessario presentare una nuova domanda di rinnovo all’INPS. Ricorda che per poter beneficiare del rinnovo dell’assegno, è fondamentale continuare a mantenere i requisiti richiesti e fornire tutti i documenti necessari per dimostrare la persistenza delle condizioni che danno diritto all’assegno.

Una persona disabile single può chiedere l’Assegno di inclusione?

Certamente! L’Assegno di inclusione è un sostegno economico rivolto a tutte le persone con disabilità che si trovano in una situazione di svantaggio economico e sociale. Non importa se sei single o hai una famiglia, l’assegno può essere richiesto da chiunque abbia i requisiti necessari. L’importante è che soddisfi i criteri stabiliti dalla normativa per poter beneficiare di questo sostegno finanziario.

Posso chiedere sia l’Assegno di inclusione che l’Assegno Unico?

Sì, è possibile chiedere sia l’Assegno di inclusione che l’Assegno Unico, ma è importante comprendere le differenze tra i due sostegni economici. L’Assegno di inclusione è rivolto alle persone con disabilità che si trovano in situazioni di svantaggio economico e sociale, mentre l’Assegno Unico è un contributo destinato alle famiglie con figli a carico. Pertanto, se sei una persona con disabilità che ha figli a carico, potresti avere diritto sia all’Assegno di inclusione che all’Assegno Unico, a condizione che soddisfino i rispettivi requisiti.

In quali casi rischio di perdere l’Assegno di inclusione?

Esistono diverse situazioni in cui è possibile rischiare di perdere l’Assegno di inclusione. È importante essere consapevoli di queste circostanze per evitare di incorrere in problemi e mantenere il diritto all’assegno. Alcuni casi in cui si può perdere l’assegno includono:

  1. Variazione delle condizioni economiche: se le tue condizioni economiche migliorano e superano i limiti previsti per l’assegno, potresti non avere più diritto al sostegno.
  2. Cambiamenti nella situazione familiare: se ci sono modifiche nella tua situazione familiare, ad esempio un matrimonio o l’ingresso di un nuovo componente nel nucleo familiare, potrebbe essere necessario rivalutare il diritto all’assegno.
  3. Mancato rinnovo dell’assegno: come abbiamo detto, se non presenti la domanda di rinnovo entro i termini stabiliti, potresti perdere il diritto all’assegno.
  4. Violazione dei requisiti: se non rispetti più i requisiti necessari per ottenere l’assegno, ad esempio a causa di un miglioramento delle condizioni di salute o di lavoro, potresti perdere il diritto al sostegno.

Per evitare di perdere l’Assegno di inclusione, è importante mantenere una comunicazione costante con l’INPS, segnalare qualsiasi cambiamento nella tua situazione e assicurarti di soddisfare sempre i requisiti richiesti.

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