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Assegno di inclusione, domanda accolta: cosa fare

L'Assegno di inclusione è il sussidio più discusso del momento, ma cosa bisogna fare quando la domanda viene accolta? Ecco tutte le informazioni più importanti.

di Marco Cagiano

Febbraio 2024

In questo articolo parleremo dell’Assegno di inclusione, il nuovo strumento di aiuto economico per le persone e famiglie in difficoltà. L’Adi (Assegno di inclusione) si può richiedere dal 18 dicembre 2023, ma cosa bisogna fare quando al domanda viene accolta? Ecco tutte le informazioni necessarie (scopri le ultime notizie sul Rdc e sui bonus attivi in Italia. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Cos’è l’Assegno di inclusione?

L’assegno di inclusione è la misura pensata dal Governo nel corso del 2023 e poi attiva a partire dal 2024, con l’obiettivo di aiutare le famiglie più bisognose con una forma leggermente diversa rispetto al Reddito di cittadinanza. Infatti, le due misure hanno diversi aspetti in comune, ma ci sono anche alcune differenze importanti da considerare.

Anche il portale istituzionale INPS inquadra la misura come: “uno strumento di contrasto alla povertà, alla fragilità e all’esclusione sociale delle fasce deboli attraverso percorsi di inserimento sociale, nonché di formazione, di lavoro e di politica attiva del lavoro”. Si richiama fin da subito il fatto che il sussidio sia destinato alle famiglie ritenute in posizione di svantaggio, ritenute per questo bisognose. Infatti, requisiti per Rdc e Adi non corrispondono.

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Come si richiede l’Assegno di inclusione?

Richiedere l’Assegno di inclusione è possibile già dal 18 dicembre scorso e l’iter prevede la compilazione della domanda direttamente sul portale INPS, dopo essersi autenticati con Carta d’identità elettronica, Spid o Carta nazionale dei servizi. Dopodiché, gli step sono i seguenti:

Assegno di inclusione: come verificare lo stato della domanda

Una volta inoltrata la domanda per l’Assegno di inclusione, bisogna aspettare che venga accettata (se si rispettano tutti i requisiti) e sottoscrivere il PAD secondo la modalità prevista.

Per conoscere lo stato della domanda e sapere se questa è il lavorazione, è stata accettata o respinta basta recarsi sul sito INPS nella stessa pagina in cui è stata compilata la domanda. Da qui, bisogna cliccare su “Utilizza lo strumento” per due volte e poi accedere con le vostre credenziali SPID, CIE o CNS, così si possono verificare nei dettagli tutti gli aspetti relativi alla domanda, compreso l’eventuale pagamento.

I possibili esiti riscontrabili sono i seguenti:

Assegno di inclusione: ecco i requisiti

L’ultimo aspetto da approfondire sull’Assegno di inclusione e lo stato della domanda riguarda i requisiti che è necessario rispettare. Innanzitutto, vi sono i requisiti di cittadinanza, soggiorno e residenza:

I requisiti economici sono invece i seguenti:

Ricordiamo, infine, che lo scopo dell’Adi è quello del reinserimento lavorativo, ovvero di intraprendere un percorso che porti le persone che appartengono ad un nucleo beneficiario ad essere nuovamente indipendenti dal punto di vista economico.

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Assegno di inclusione domanda accolta. In foto: foglio con timbro.

FAQ: domande frequenti sull’Assegno di inclusione

L’Adi si può accumulare?

Ad ora, quindi, l’Assegno di inclusione si può accumulare. Infatti, non sono presenti obblighi di spesa dal punto di vista delle tempistiche, come invece accadeva per il Reddito di cittadinanza.

Come si calcola l’Adi?

Per ottenere l’importo mensile, si svolge il seguente calcolo:

[(6.000 euro x parametro della scala di equivalenza) – reddito familiare] / 12

O, in caso di nuclei con persone oltre i 67 anni o affette da gravi disabilità o non autosufficienza:

[(7.560 euro x parametro della scala di equivalenza) – reddito familiare] / 12

Come funziona la scala di equivalenza?

Per effettuare il calcolo secondo la scala di equivalenza, si parte dal valore “1” che corrisponde alla persona richiedente il sussidio, e si somma secondo questo criterio:

Quanto dura l’Adi?

Il beneficio ha una durata pari a 18 mesi, dopo i quali si può richiedere solo dopo un mese di stop per altri 12 mesi. Un funzionamento che ricorda un po’ quello del Reddito di Cittadinanza.

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