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Assegno di inclusione: PAD dopo la domanda è possibile?

Assegno di inclusione PAD dopo la domanda è possibile: il PAD è un passaggio obbligatorio per l'erogazione del sussidio. Ecco come fare.

di Marco Cagiano

Febbraio 2024

In questo articolo parleremo di come funziona l’assegno di inclusione, in particolare per quanto riguarda la presentazione del Patto di Attivazione Digitale: un passaggio obbligatorio (anche dopo aver presentato domanda) che fa scattare l’effettiva erogazione del sussidio, naturalmente se sussistono i requisiti (scopri le ultime notizie sul Rdc e sui bonus attivi in Italia. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Assegno di inclusione: cosa significa PAD?

L’assegno di inclusione è uno strumento introdotto in questo inizio 2024 (anche se previsto già da diversi mesi) pensato per sostenere i nuclei familiari più bisognosi, secondo criteri che vedremo nel corso dell’articolo.

Il primo aspetto da sviscerare, però, riguarda il PAD: Patto di Attivazione Digitale. Cos’è? Come e quando va fatto?

Non è altro che una procedura necessaria per portare a termine la domanda per l’Assegno di inclusione (nel paragrafo successivo vedremo i tempi), un accordo digitale che contiene i riferimenti per fare in modo che l’INPS (Istituto Nazionale Previdenza Sociale) possa prendere in carico la famiglia e, di conseguenza, la domanda di sussidio.

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Escludendo i casi particolari, possiamo già dire che senza PAD, l’Assegno di inclusione non può essere erogato. Anzi, l’effettiva erogazione scatta proprio nel mese successivo a quello in cui viene firmato il PAD (ma gennaio potrebbe fare eccezione).

PAD per Assegno di inclusione: quando va presentato?

Innanzitutto, bisogna comprendere qual è il momento giusto per presentare il PAD. Di fatto, il momento giusto è il prima possibile, ma se vogliamo vedere più nello specifico come funziona, ecco l’iter di domanda dell’Assegno di inclusione:

In sostanza, se il PAD viene presentato a dicembre subito dopo aver inviato la domanda, l’Assegno di inclusione viene erogato già da gennaio. Se la medesima domanda presentata a dicembre dovesse avere il PAD presentato però a marzo, il sussidio partirebbe dal mese di aprile. In entrambi i casi, INPS procede a controllare che vi siano tutti i requisiti solo una volta che il PAD è stato presentato.

Nel seguente video, ecco come funziona in caso di domanda respinta:

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Assegno di inclusione 2024: come funziona

L’Assegno di inclusione è il nuovo Reddito di cittadinanza: va sostanzialmente a sostituire questo sussidio e assume una forma leggermente diversa, con una sostanza simile.

Come dichiarato sulla pagina dell’Adi sul sito INPS esso è “una misura nazionale di contrasto alla povertà, alla fragilità e all’esclusione sociale delle fasce deboli attraverso percorsi di inserimento sociale, nonché di formazione, di lavoro e di politica attiva del lavoro”.

Il suo obiettivo è fornire un sostegno economico e di inclusione sociale e professionale e si compone sostanzialmente di due parti: un’integrazione del reddito familiare fino a una soglia (quota A) e un sostegno per i nuclei residenti in abitazione concessa in locazione con contratto ritualmente registrato (quota B).

Il beneficio viene erogato mensilmente a partire dal mese successivo al mese di presentazione della domanda, ad esclusione di gennaio 2024. Chi ha infatti presentato domanda nel mese di gennaio potrà vedersi accreditato in tempi brevi proprio l’importo relativo a gennaio (e mesi successivi, naturalmente), mentre negli altri casi bisogna attendere un mese.

Se Mario Rossi presenta domanda, completa di iscrizione al Siisl e sottoscrizione del PAD, nel mese di febbraio 2024, potrà aspettarsi il primo accredito a marzo 2024. Esso avviene sulla carta di pagamento elettronica (carta di inclusione o carta Adi, come accadeva con il RdC) e può anche essere frazionato in caso di specifiche necessità dei membri che compongono il nucleo familiare.

Adi: come si rinnova

Il rinnovo dell’Assegno di inclusione consiste nella presentazione di una nuova domanda, esattamente come fosse inviata per la prima volta, ma deve passare almeno un mese dalla fine dell’erogazione del precedente.

Infatti, il beneficio ha una durata pari a 18 mesi, dopo i quali si può richiedere solo dopo un mese di stop per altri 12 mesi. Un funzionamento che ricorda un po’ quello del Reddito di Cittadinanza, ricalcato in parte anche per quanto riguarda gli importi, come vedremo in seguito.

Assegno di inclusione 2024: requisiti

Passiamo ora a comprendere quali sono i requisiti per poter ottenere l’Assegno di inclusione, prestando particolare attenzione alla condizione della persona che concretamente lo richiede. Dal punto di vista della cittadinanza, del soggiorno o della residenza, il richiedente deve rientrare in una di queste condizioni:

Per quanto riguarda invece i requisiti economici, il richiedente deve possedere tutti questi elementi:

Queste somme possono essere maggiorate in caso di componenti del nucleo familiare con disabilità (+5.000 euro), disabilità grave o non autosufficienza (+7.500 euro).

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Assegno di inclusione: in foto un computer, una penna e un blocco note.

Assegno di inclusione 2024: calcolo degli importi

Per il calcolo dell’importo spettante a titolo di Assegno di inclusione, bisogna prima effettuare il calcolo rispetto alla scala di equivalenza. Secondo questa scala, si parte dal valore “1” che corrisponde alla persona richiedente il sussidio, e si somma secondo questo criterio:

Per ottenere l’importo, si moltiplica per 6.000 il valore ottenuto dalla scala di equivalenza e si divide per i 12 mesi per ottenere l’importo mensile. Se invece il nucleo familiare dovesse avere un reddito, il calcolo diventerebbe il seguente:

[(6.000 euro x parametro della scala di equivalenza) – reddito familiare] / 12

O ancora, in caso di nuclei con persone oltre i 67 anni o affette da gravi disabilità o non autosufficienza:

[(7.560 euro x parametro della scala di equivalenza) – reddito familiare] / 12

FAQ: domande frequenti sull’Assegno di inclusione

Quando arrivano i pagamenti?

Chi ha inviato la domanda entro il 7 gennaio e ha avuto esito positivo può ricevere i pagamenti già in questi giorni. Mentre invece chi ha inviato la domanda tra l‘8 e il 31 gennaio può aspettarsi il pagamento circa al 15 febbraio.

Come presentare la domanda?

La domanda si può presentare in via telematica attraverso il sito internet istituzionale dell’INPS (www.inps.it), accedendo con SPID, Carta Nazionale dei Servizi e Carta di Identità Elettronica.

Cosa significa Patto di servizio personalizzato?

Esso riguarda i componenti del nucleo familiare beneficiario di ADI, di età compresa tra 18 e 59 anni, con responsabilità genitoriali attivabili al lavoro, i quali saranno indirizzati ai Centri per l’impiego o ai soggetti accreditati ai servizi per il lavoro per la sottoscrizione, appunto, del Patto di servizio personalizzato (PSP).

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